“Tempo sereno. Il giovane Mario Berardi, di 17 anni, studente, figlio di un caffettiere di piazza Garibaldi, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per contravvenzione alla legge sugli impianti di radiotelegrafia. Nei giorni dei disordini rivoluzionari in Romagna, aveva fatto un impianto sul tetto di casa sua per comunicare con suo cognato Umberto Bianchi, direttore della “Romagna Socialista” di Ravenna. A quest’ultimo fu rinvenuto in casa un apparecchio consimile. L’autorità, che ebbe sentore che esistessero nella nostra regione alcuni apparecchi radiotelegrafici clandestini, fece subito demolire l’impianto del Berardi, che, sottoposto ad interrogatorio, sostiene di averlo costruito ad esclusivo scopo di studio. Alle 21, si apre il teatro Comunale”

16 settembre 1914


(Filippo Guarini in “Diario Forlivese 1863-1920“)

2 commenti a “Internet deve essere libera”

  1. layos dice:

    Avendo un briciolo di competenza, per quanto remota nel tempo, sulla questione, faccio una piccola precisazione.
    Per poter trasmettere in radiofrequenza ci sono delle regolamentazioni e dei brevetti o patenti da prendere, per la semplice ragione che sull’etere viaggiano informazioni di importanza vitale, di pubblica sicurezza, militari e così via e questo traffico è rigidamente regolamentato non tanto per intenti liberticidi quanto perché se ci fosse l’anarchia il rischio sarebbe di non riuscire più a trasmettere niente e che si farebbe la gara a costruire trasmettitori sempre più potenti per sovrastare eventuali segnali di disturbo.
    Immaginati cosa succederebbe se non ci fosse il codice della strada e ognuno potesse andare come gli pare (tenendo la destra, la sinistra a piacere, alla velocità che vuole, in qualunque direzione) le persone girerebbero con degli autoblindo e la strada sarebbe una gigantesca giostra di autoscontri.

    Esistono comunque spazi di frequenza, con potenza di trasmissione fissata, in cui è possibile trasmettere liberamente:

    https://atc.mise.gov.it/index.php/tecnologie-delle-comunicazioni/gestione-spettro-radio/piano-nazionale-di-ripartizione-delle-frequenze

  2. Edoloz dice:

    @layos confermo.
    Mi ricordo le pippe alla prima radio che ho preso per il volo libero per evitare di avere troppa potenza e rischiare problemi.
    Che poi, nessuno controlla è un altro discorso…

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