Anche il governatore di una qualsiasi Regione italiana, spesso una persona pieno fino all’orlo di populismo e desiderio forsennato di piacere ai suoi conterranei, potrebbe capire cosa significa autorizzazione di emergenza per i farmaci (o i vaccini). Lo potrebbe forse capire per esempio Michele Emiliano, che ieri, secondo Repubblica, a proposito dei continui cambi di indicazione sul vaccino AZ avrebbe detto:


“Da noi circa una dose su due di AstraZeneca viene rifiutata. Con questo modo confuso di comunicare dell’Ema (Agenzia europea del farmaco, ndr), andrà sempre peggio”.


Il problema di Emiliano, e di molti altri pessimi politici come lui, è che non capiscono (o non vogliono capire) il concetto di autorizzazione d’emergenza dell’OMS. E questo nonostante i criteri siano molto chiari e a portata di mano.

Li riassumo velocemente:

1) La malattia deve essere seria, diffusa, mortale.
2) I farmaci esistenti non sono efficaci
3) Il prodotto sia comunque creato secondo gli standard di qualità previsti
4) Tutti i dati sul prodotto siano sottoposti a verifica e validazione dall’OMS.

La discussione “tecnica” sul vaccino AZ nasce e finisce qui. È un prodotto di emergenza, soddisfa le indicazioni qui sopra riportate, il suo utilizzo verrà confermato o modicato dai dati via via raccolti.

Per accettare quindi i cambi di orientamento su simili prodotto occorreranno due cose: non essere dei cretini completi (quindi in definitiva capire cosa possa fare e cosa non possa fare la scienza, quale sia il rapporto costi benefici in un dato momento ecc ecc.) e valutarne i suoi aspetti comunicativi. Ed è qui che nascono i guai.

L’attuale comunicazione sulla pandemia, la grande necessità di rendere semplici per un pubblico vastissimo (che per una volta è interessato a temi che fino a ieri interessavano piccolissime nicchie di persone) è ampiamente incompatibile con l’utilizzo di emergenza dei vaccini. EMA non è – come dice Emiliano – “confusa”, EMA sta semplicemente mettendo in fila le informazioni e le indicazioni mano a mano che arrivano.

Vale per il vaccino AZ ma è accaduto anche ai protocolli terapeutici (pensate all’utilizzo della idrossiclorochina di cui Matteo Salvini è uno dei massimi esperti mondiali o del Cortisone o dei vari antivirali nelle varie fasi del Covid). Abbiamo cambiato idea su un sacco di cose in questo anno di pandemia e non perché eravamo confusi ma perché – per fortuna – non eravamo Emiliano o Salvini.

Il problema della comunicazione del metodo scientifico in queste fasi drammatiche resta comunque e si ingigantisce ogni giorno. Siamo troppo informati ed è saltato completamente il diaframma fino a ieri molto solido fra ricerca e sua divulgazione. E la divulgazione della scienza, molto prima che la politica, ha dato in quest’anno il peggio di sé. Una quota rilevante dei cittadini pugliesi che ora rifiutano un vaccino che funziona benissimo non fa una scelta del genere per colpa di Emiliano, che rappresenta solo una maniera ormai corrosa di fare politica, ma perché l’informazione non conosce oggi altro linguaggio se non quello dell’urlo improvviso. L’urlo improvviso e la comunicazione della scienza sono semplicemente incompatibili. Nel caso di vaccini e farmaci sottoposti ad approvazione d’emergenza la cautela del comunicatore (e talvolta anche il silenzio) sui suoi effetti dovrebbe essere massima. Accade l’esatto contrario.

3 commenti a “L’urlo e la scienza”

  1. Bragadin dice:

    Il problema della comunicazione del metodo scientifico in queste fasi drammatiche resta comunque e si ingigantisce ogni giorno. Siamo troppo informati ed è saltato completamente il diaframma fino a ieri molto solido fra ricerca e sua divulgazione. E la divulgazione della scienza, molto prima che la politica, ha dato in quest’anno il peggio di sé.

    ***

    So di avventurarmi su di un terreno minato, tuttavia ci provo.
    Sulla scienza e sulla sua divulgazione non mi esprimo, trovo però patetico questo tentativo di “assolvere” (almeno in parte) la politica. Si può dire che (anche) il mondo della comunicazione professionale ha dato il peggio di sé? Si può dire che diversi gruppi di potere hanno visto questa pandemia come un (altro) vincolo esterno? Si può dire che spettacolarizzare il dolore è una cosa moralmente riprovevole?
    Ecco, direi che dopo aver sparso terrore a tutte le ore del giorno e su tutti i canali è da ingenui stupirsi delle reazioni, anche se non si condividono.
    Una domanda: perché queste continue frecciatine a Salvini? Cosa c’entrano in questo caso?

    Bragadin (non quello di twitter)

  2. marcell_o dice:

    generalizzando:
    i politici hanno dato pessima prova, ma naturalmente fare un aperitivo con gli involtini primavera per cercare di minimizzare gli attacchi ai cinesi in Italia non è la stessa cosa di aizzare la gente a non rispettare le regole (p. e. Slavini con ioapro) dopo millantamila morti
    i giornalisti hanno dato pessima prova, quanti buoni titoli e relativi articoli ci vogliono per mitigare gli effetti di “Panico in Europa” di Repubblica?
    gli scienziati in tv… a parte che scienziati chi? la maggior parte di loro degli scappati di casa in cerca di visibilità (e magari gettoni, o libri da promuovere)
    mediamente hanno dato pessima prova, ma ovviamente ci sono eccezioni, appunto: quanti bravi scienziati in tv occorrono per rimediare ai danni di un cattivo scienziato in tv?
    e comunque penso che la somma dei comportamenti individuali fa disastri: un governo stronzo può lasciare ampi spazi alla stronzaggine (e questo e i precedenti lo hanno fatto senza dubbio), ma non obbliga nessuno a essere stronzo.
    Ci lamentiamo dell’incompetenza di qua e di là, ma in Italia è diffusa a tutti i livelli: dai parlamentari ai vigili urbani, dai carrozzieri agli insegnanti, dai sindaci ai netturbini…
    comunque da stanotte posso prenotare nel lazio per la mia dose di vaccino e mi farò quello che mi tocca per la mia classe di età: astrazeneca e ringrazio tutti quelli che non se lo fanno, così il mio turno è arrivato prima del previsto!

  3. andy61 dice:

    TAP, decarbonizzazione dell’ILVA, Xylella,… Emiliano è il perfetto esempio del Governatore moderno, sempre pronto a fiutare il vento ed a rincorrere la pancia degli elettori. Oramai quasi tutti i Governatori hanno invertito il senso della politica: una volta si prendevano i voti per governare, oggi si governa per prendere voti.
    Poi ci sono anche gli errori del Governo, dell’EMA e l’Informazione che ci marcia, ma i Cacicchi regionali ci sguazzano che è un piacere.

Lascia un commento