Abbiamo un governo nuovo di zecca. Che comunica molto poco. E ok, dopo anni di governi che comunicavano troppo, quasi sempre per dirci i loro pensieri e le loro speranze e quasi mai per comunicare cosa era davvero stato fatto, è una buona notizia.

Tuttavia comunicare molto o poco prescinde dalla responsabilità politica. Si potrà comunicare moltissimo, come faceva il governo Conte 1-2, quasi sempre parlando bene di sé stesso o si potrà starsene molto zitti, come sta facendo dal suo insediamento il governo Draghi e in entrambi i casi provare a sottostimare le proprie responsabilità politiche verso i cittadini.

Il governo italiano qualche giorno fa ha precipitosamente interrotto l’utilizzo del vaccino Astra Zeneca per motivi precauzionali. Lasciando stare le intenzioni e senza abusare del senno di poi, di cui come è noto sono piene le fosse, credo sia pacifico affermare che si è trattato di una decisione sbagliata. Una decisione con un costo sociale molto alto (pur se difficile da quantificare ma comunque ALTO) legato in gran parte al sentimento di sfiducia suggerito ai cittadini in relazione alla sicurezza di quel vaccino. Non è semplice rispondere alla domanda su chi abbia preso una simile decisione: ci ha provato il Post e la comunicazione del governo al riguardo è diventata un capolavoro di equilibrio. Sentiti gli organismi di controllo, sentito il ministro della Salute, sentiti i partner europei ecc ecc. si è deciso che…

Mentre ora la comunicazione del governo suggerisce che si sia trattato in fondo di un contrattempo da poco (qualche giorno di ritardo e qualche complicazione nelle composizione delle agende) è più che evidente che le cose non stanno così. Si è trattato di un errore politico GRAVE, che potrebbe risuccedere domani dentro analoghe protezioni reciproche e il cui risultato finale sarà di nuovo colpa di tutti e colpa di nessuno.

Occorrerebbe – in questa questione della sospensione del vaccino AZ così come nella nomina di un misterioso incompetente nel massimo organismo di controllo della pandemia – che qualcuno alzasse la mano e con tutta la chiarezza del mondo dicesse:

“Ho deciso io, ho fatto una cazzata, spero non mi capiti ancora in futuro.”

La politica dovrebbe essere fatta così.


4 commenti a “Alzi la mano chi ha fatto palo”

  1. marcell_o dice:

    Qualcuno ha fatto ‘na cazzata. Più di qualcuno ha fatto ‘na cazzata e, come sempre, è colpa di qualcun altro.
    C’è gente preoccupata per 2-3 decessi che forse, po esse, mi sa, m’ha detto mi cugino è corpa del vaccino epperò non si impressiona delle centinaia di decessi reali per covid.
    E alcuni ex quotidiani autorevoli si sono aggiunti al gruppo dei quotidiani cazzari… salvo pubblicare dopo timidi articoli nei quali timidamente stigmatizzare i loro articoli non timidamente cazzari

  2. Il Gigante dice:

    Vorrei fare una digressione sulla questione della comunicazione.
    Secondo me non bisogna distinguere fra chi comunica tanto e chi comunica poco, ma fra chi comunica bene e chi comunica male. E comunque nel XXI secolo la comunicazione zero è sempre una comunicazione fallace.

  3. nicola dice:

    Su Repubblica il presidente AIFA diceva che la sospensione era una decisione politica. Che andrebbe anche bene (per me no, ma facciamo finta che), ma a maggior ragione se la decisione è politica andrebbe contestualizzata e spiegata. Invece nulla. Zero. Nada. Io non ho visto niente, se qualcuno mi può smentire, grazie.

  4. andrea dice:

    È rilevante constatare come tu, medico, abbia certezze tanto solide da dover usare il maiuscolo per sottolinearle. Io, che sono un giurista che si trova anche ad insegnare cose come “principi etici”, non sono in grado di arrivare a tanto, certamente non con i miei studenti.

    Leggo dal comunicato dell’EMA:

    «however, the vaccine may be associated with very rare cases of blood clots associated with thrombocytopenia, i.e. low levels of blood platelets», aggiungendo che «a causal link with the vaccine is not proven, but is possible and deserves further analysis», anche se immagino che questo dipenda dal fatto che qualche ora prima della conferenza stampa di ieri un professore di Oslo avesse comunicato di aver trovato evidenze a favore di una correlazione causale tra questi eventi e il vaccino in questione. Ma, sono certo obietterai, si trattava di dichiarazioni a giornali, non di un articolo sottoposto a peer review — come ve ne fosse stato il tempo…

    Che poi i «benefits still outweigh the risks despite possible link to rare blood clots with low blood platelets», mi pare anch’essa un’affermazione dipendente dalla prospettiva dalla quale si osserva il problema: stiamo parlando dei benefici, anche economici, della collettività, o di quelli del singolo vaccinando? Ed anche in quest’ultimo caso forse un ventenne potrebbe avere opinioni differenti da un ottantenne. Si tratta del solito dilemma etico che noi proponiamo agli studenti: è meglio ucciderne uno per salvarne cento, o mille, o un milione, oppure no? Noi che proponiamo simili “casi di scuola”, come usa dire, sappiamo che non vi è una soluzione univoca, e nemmeno equivoca.

    Se la decisione di sospendere la vaccinazione con AZ sia un errore politico GRAVE, mi domando se, magari tra qualche giorno, la decisione di riprendere ad utilizzarlo non possa rivelarsi anch’essa un errore politico altrettanto GRAVE (mi auguro davvero che così non sia, ma se si cambia idea un paio di volte, non vedo perché non proseguire a fare). Ma sempre di errore politico si tratta.

    Al di là di tutto, mi pare che — ma tali generalizzazioni si prestano ad un ALTO tasso di errore — la classe medica ne esca con la credibilità di on BoJo qualunque.

Lascia un commento