Ieri Agenda digitale ha pubblicato un illuminate pezzo promozionale di Marco Bellezza (AD di Infratel) sui tempi della cablatura (cablaggio?) in fibra delle scuole italiane. Si tratta di una questione architetturale che come ogni tema di infrastruttura digitale è stata abbandonata all’incuria generale dalla politica di questo Paese per anni (l’ultimo piano al riguardo, del tutto inevaso, era riferito al quadriennio 2016-2020 con una stima finale grossolana di scuole cablate in fibra di poco superiore al 10% rispetto al 100% previsto). La pandemia ha trasformato un serio problema in una vera emergenza. Già a marzo 2020 con il primo lockdown era diventato chiaro a tutti (perfino alla politica) che se le scuole fossero state cablate molti problemi legati all’emergenza didattica sarebbero stati risolti e che andavano cablate in fretta.

Riassumo qui di seguito i “passaggi” descritti da Bellezza.


– 5 maggio, Delibera del Comitato Banda Ultralarga

– 27 maggio, notifica alla Commissione Europea.

– 5 agosto–5 settembre, consultazione pubblica tra i soggetti interessati.

– 7 agosto, MISE emana il decreto per la gestione dell’intervento.

– 1 ottobre, registrato e pubblicato decreto in Gazzetta Ufficiale

– MiSE ed Infratel avviano i negoziati

– MiSE e Infratel sottoscrivono le convenzioni operative ed i piani tecnici con le Regioni

– 16 ottobre, Infratel pubblica il bando di gara sulla base di quanto disposto dal decreto ministeriale

– Entro il 4 dicembre operatori presentano la documentazione amministrativa e le offerte tecnico economiche

– Si insedia commissione di gara che conclude i lavori nella prima settimana di febbraio.

– Commissione articola una proposta di aggiudicazione approvata da Infratel il 18 febbraio.

– 21 gennaio 2020, la Commissione notifica l’approvazione dell’aiuto di stato.

– Oggi: verifiche di rito in modo da arrivare alla sottoscrizione dei contratti nelle prime settimane di marzo

– Avvio dei lavori di realizzazione delle infrastrutture.


Quello che Bellezza, devo dire con onestà, almeno parzialmente, ammette, dentro un articolo nel quale cerca di sottolineare la celerità dell’iter burocratico è che si potrebbe fare meglio.
In realtà il suo sembra essere l’usuale punto di vista dall’interno della complessità della macchina.

Una simile procedura assomiglia invece a un totale disastro organizzativo: se tutto andrà molto bene (ed è molto improbabile che accada, quasi mai in queste faccende va tutto bene) serviranno almeno due anni per cablare le scuole. Le scuole cablate, una volta preso atto che non ci era interessato farlo prima, ci servivano a settembre 2020. Non nel 2022.

So bene che è molto facile dirlo e molto difficile da fare, ma fino a quando non troveremo una maniera ragionevole, almeno durante le emergenze, di uscire dalla melassa burocratica di questo Paese affondato, rimarremo quello che siamo. Del resto uno degli aspetti antropologicamente interessanti della burocrazia è che è costruita in maniera per cui, qualsiasi cosa accada, non è mai colpa di nessuno.

p.s. ovviamente dentro le lentezze della burocrazia anche la tecnologia invecchia e diventa inefficacie. 100Mbit/s di banda minima per ogni scuola sono una quantità di banda del tutto insufficiente.

2 commenti a “Cablare le scuole con calma”

  1. .mau. dice:

    Infratel <3 (abbiamo a che fare con loro… cose assurde)

    A Milano ci sarebbe un piano separato preparato dal Comune che aveva cercato un po' di sponsor. Ma era comunque per i primi mesi del 2021.

  2. Andrea dice:

    La colpa è di coloro che appena vedono un appalto pubblico gridano alla corruzione, e di chi dà loro voce.
    sempre a pensare male, così ci rimettono tutti

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