Che Donald Trump fosse un caso psichiatrico era chiaro a qualsiasi persona con un minimo di intelligenza almeno dal 12 settembre 2001 quando in un’intervista incredibile il tycoon newyorkese rivendicò il fatto che dopo il crollo delle Torri Gemelle il suo grattacielo era diventato il più alto della città. Oltre ad essere una bugia i tratti patologici, pericolosi e anaffettivi dell’uomo erano già tutti lì. Per questa ragione, esattamente come accade per Putin per differenti e altrettanto se non più gravi ragioni, chiunque in Italia ne abbia supportato l’azione politica, penso a Salvini e Meloni ovviamente, ma anche al M5S e a Giuseppe Conte, dovrebbe essere osservato con la diffidenza che riserviamo ai peggiori, ai più cinici e ai meno intelligenti di noi.

9 commenti a “Trump e la politica italiana”

  1. Paolo dice:

    Tutti possono sbagliare. La differenza sta nel riconoscere e rimediare ai propri errori. Per questo la invito a cancellare questo post. E’ di una boria insopportabile.

  2. marcell_o dice:

    È evidente che tutti possono sbagliare, ma quel che ha fatto Trump non sono errori o gaffe: li fa apposta. Non sono un medico e (grazieadio) non ho mai dovuto frequentare Trump, ma anche secondo me è un caso psichiatrico, oltre che da codice penale. Sì non sono neanche avvocato.

  3. massimo mantellini dice:

    @Paolo grazie. Magari facciamo così, mi indichi anche se ci sono altri post su questo blog di suo scarso gradimento che io debba cancellare, così magari faccio il lavoro tutto in una volta e non ci pensiamo più.

  4. Lele dice:

    Salvini e Meloni ok, ma, al di là delle eventuali dichiarazioni giustificabili dal ruolo istituzionale, in che contesto Giuseppe Conte avrebbe “supportato l’azione politica” di Trump e/o di Putin?

  5. Paolo dice:

    Non c’è bisogno di dirle che lei è il padrone di casa e ha diritto di scrivere ciò che vuole, non deve cancellare nulla perché a me non va giù. Non è che a me non piace ciò che ha scritto, non mi piace il suo manicheo senso di superiorità che glielo ha fatto scrivere e secondo me non le fa onore.
    Peraltro ho scritto il mio commento ricordando vagamente che una volta aveva scritto che quando si accorgeva su twitter di avere scritto delle stupidaggini le cancellava. In altre parole, ho voluto richiamare una massima che fosse compatibile col suo metodo di comportamento.
    Rileggendo il mio commento ora, penso di non essere stato abbastanza efficace nell’esprimere il mio pensiero. Può darsi che abbia dato l’impressione io di essere una persona boriosa.
    Magari rileggendo il suo post tra qualche giorno potrà avere anche lei la stessa impressione.

    P.S: anche sui casi psichiatrici eviterei di fare il manicheo. Il confine con la patologia è labile, non sta tutto da una parte e niente dall’altra (per non parlare di realpolitik), magari qualcuno esibisce il proprio senso di onnipotenza e qualcuno lo nasconde ma non è meno pericoloso. Guardate il bellissimo film danese “L’eredita” per capire quali trasformazioni in una persona normale induce il potere.

  6. Maurizio dice:

    E’ possibile che il potere faccia solo uscire quello che si è veramente… (e cercherò di vedere il film).

  7. Guido Gonzato dice:

    Per una volta, mi trovo al 100% d’accordo col padrone di casa. Per cui, dichiaro convintamente, boriosamente e orgogliosamente di sentirmi superiore a Trump e ai suoi ammiratori o complici.

    E spiego anche il perché. Onore, decoro, moralità, buona educazione: tanto tempo fa la destra faceva propri questi principi, che oggi calpesta e disprezza. Sono ancora i miei principi, che precedono qualunque posizione politica. Mi chiedo se vedremo ancora galantuomini di destra come ne esistevano una volta.

  8. Ciccioviz dice:

    Prima volta che leggo questo blog. Grazie del post, non conoscevo la cosa.

    Ho letto con ancora piu’ curiosita’ alcuni commenti.
    Si, a mio avviso Mantellini poteva essere un po’ meno esuberante nel modo di esprimersi contro Trump. Ma mi pare un peccato veniale e di fronte alle enormita’ di Trump mi sembra un pelino fuori luogo risentirsi per le parole scelte da Mantellini.

  9. Annamaria dice:

    Malessere. Leggo questo post con disagio e malessere.
    Non certo per i passaggi su Trump, del tutto condivisibili e condivisi, ma per le righe conclusive.
    Riunire insieme, in un unico mazzo indistinto, persone diversissime fra loro e marchiarle tout court con lo stigma della peggiore feccia dell’umanità, “loro”(loro chi?) di là, “noi”(noi chi?) di qua…
    Ha scritto cose migliori, Mantellini, davvero cose molto migliori di questa.

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