Qualche giorno fa è morto un ragazzo. Aveva 25 anni. A 25 anni un ragazzo è ancora un ragazzo. È morto improvvisamente, come capita talvolta ai giovani in ottima salute: io di lui non ne sapevo nulla. Ho letto per la prima volta il suo nome leggendo Giulio Mozzi su Facebook

Non conoscevo Gabriele Galloni. Non lo avevo mai sentito nominare, non avevo mai letto un suo verso. Ora Gabriele Galloni non c’è più. La rete pullula di testi suoi, che mi sembrano molto belli. Farò l’unica cosa che posso fare: mi procurerò i libri, leggerò, mediterò.


Galloni era un poeta, che è una di quelle definizioni che, per come sembra a me, stanno sempre larghe a chiunque, suonano auliche e ridicole assieme. Poeta: una parola irreale, se appoggiata alla faccia di quasi tutti, e che invece, nel caso di Gabriele Galloni, mi è risuonata esatta fin dal primo momento. È morto, improvvisamente, in una giornata di inizio settembre, Gabriele Galloni poeta.


(continua su Medium)

Un commento a “In che luce cadiamo”

  1. Dianella Bardelli dice:

    Buongiorno, neanche io lo conoscevo, ora in internet ne parlano tutti. Capita sempre così, è normale. La morte attira quando è ancora lontana.

Lascia un commento