Mentre la riforma del Senato proposta da Renzi nel famoso referendum finito a schifio (per lui) aveva discreti margini di discussione, consentiva differenti punti di vista, mostrava pregi e difetti in qualche modo riconoscibili, il prossimo referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari che si terrà il 20 e il 21 settembre non consentirà simili lussi dialettici. Rimanendo immutato il bicameralismo ridurre il numero dei parlamentari del 36,5% significherà una sola cosa molto chiara: limitare il numero di persone che mandiamo in Parlamento ai quali pagare uno stipendio (400 milioni a legislatura ha twittato esultante Luigi Di Maio).



Nonostante un simile referendum sia un classico prodotto dell’ideologia grillina, mai particolarmente lungimirante, molto spesso basata ossessivamente sul denaro e sul senso di rivincita dei cittadini oppressi nei confronti della kasta kattiva, il taglio dei parlamentari è stato votato anche dal PD, dalla Lega, da Fratelli dì Italia e questo dice qualcosa della politica in Italia in questo momento. Soprattutto di come un certo populismo d’accatto interessi e condizioni ormai un po’ tutti.

Qualche centinaio di stronzi in meno in Parlamento ai quali pagare un inutile stipendio, è il messaggio identitario che la politica che governa il Paese e una buona parte di quella che è all’opposizione ha cavalcato in questi mesi. Nemmeno li sfiora l’idea che già dopodomani gli stronzi da allontanare saranno loro.


8 commenti a “Il ciclo biologico del populismo”

  1. Andy61 dice:

    Con Renzi, MEB e la loro compagnia di giro pensavamo di aver toccato il fondo, poi sono arrivati Zingaretti, Orlando e l’immarcescibile Franceschini, e ci siamo accorti che il fondo era ancora di là da venire. Inizio a chiedermi se esista un limite al peggio.

  2. Massimo dice:

    Stai anche coi tassisti contro Uber, o quelli sono di destra?

  3. Massimo dice:

    Un’altra domanda: quanti parlamentari per milioni di abitanti abbiamo? E quanto sono pagati rispetto allo stipendio medio rispetto a cosa succede in Spagna, Francia, Germania?

  4. Massimo dice:

    E, infine, avere più “posti di lavoro” nella “politica” e pagati meglio (e in alcuni casi molto meglio) che negli altri Paesi ci ha fatto avere politici migliori che negli altri Paesi o peggiori? Nessuno salverà i conti pubblici risparmiando sui (pur lauti, e in media immeritati) salari dei parlamentari, ma l’idea di togliere soldi (facili) dalla politica non mi pare una cattiva idea. Certo, andrebbero anche dimezzati i salari dei parlamentari che rimarranno…

  5. Edoloz dice:

    @Massimo vero, ma come spesso riscontro nella visione grillina della politica non si punta mai a risolvere il problema ma a dare una risposta “di pancia” rabbiosa come se si volesse punire i politici invece di fare in modo di avere dei politici capaci.Hanno identificato i problemi reali della politica ma danno soluzioni che non risolvono ma si possono urlare bene in piazza.

  6. stefano dice:

    Quindi se il problema e’ che abbiamo un paio di stanze con circa 950 persone che non funzionano e che ci costano care, ne mandiamo via un po’, cosi rimangono circa 700 persone che non funzionano ma almeno possiamo sprecare i soldi rimasti?

    Ah bravi.

  7. Massimo dice:

    @Edoloz: risolvere i problemi per davvero è più difficile, e direi al di là delle capacità della maggior parte degli alfieri del ‘nuovo’.

    @Stefano: è quello che succederà. E quei 200 o 300 probabilmente diventeranno 2 mila sottosegretari o simili cariche, pagate altrettanto bene ma meno visibili. Detto questo, andrò comunque a votare Sì.

  8. Cisco_75 dice:

    Direi che è dai tempi del pòro Occhetto che non c’è più lungimiranza…

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