Fra le molte cose cretine che potevamo fare alle prese con la pandemia (capita nei momenti di grande incertezza e paura di fare scelte sbagliate) la più cretina è sicuramente stata quella di politicizzare il coronavirus e i suoi rischi. Lo hanno fatto ovviamente un po’ tutti ma, soprattutto, quelli che non erano al governo, quelli che non avevano l’ansia di dover decidere: i vari patetici sovranisti in salsa italiana.

Gli agitatori della folla come unica strategia politica, dopo alcuni mesi di comprensibili silenzio, hanno applicato alla loro offerta usuale una sorta di canone inverso. Esperti com’erano nel solleticare le paure e le angosce dei cittadini a colpi di bugie, odio ed esagerazioni sull’Europa, sugli avversari politici, sui migranti, sui Rom ecc. ecc. hanno scelto l’unico lato del tavolo rimasto in quel momento libero: quello di chi minimizza e contesta le politiche sanitarie e le scelte economiche imposte dal coronavirus.

In fondo sempre di bugie si tratta, materia nella quale i vari Salvini e Meloni sono espertissimi da sempre, ma di bugie che, nel caso specifico, contestavano le cautele imposte dalle misure contro il virus. Cose piccole ma significative, impugnate con decisione appena terminato il lockdown, come l’uso delle mascherine nei luoghi pubblici o il distanziamento; la presa di coscienza – insomma – dei rischi e della gravità della situazione.

Una volta passata la fase di grande crisi (con centinaia di morti ogni giorno perfino Salvini ha avuto la decenza di starsene qualche settimana in silenzio) l’opposizione reazionaria italiana si è organizzata rapidamente, arruolando i propri pochi intellettuali di riferimento (alcuni medici con pochi scrupoli ed un ego abbastanza grande da poter essere riempito con qualsiasi cosa), ha lascito il campo a fenomeni folcloristici collaterali (che da noi non mancano mai) dei quali nemmeno vale la pena parlare, ha vezzeggiato Confindustria, ha iniziato insomma a lavorare ai fianchi il senso di coesione e solidarietà che forse un guaio gigantesco che riguardava tutti avrebbe potuto aiutare.

Di tutte le cretinate possibili – come direbbe fda – la più indecente.

Dividere il Paese sulle sue paure e suoi suoi morti, sui suoi sacrifici e sulle sue incertezze per il futuro. La più indecente delle politiche possibili. Mi piacerebbe che qualcuno un giorno chiedesse conto a questi signori di tutto questo odio prestabilito.


12 commenti a “L’odio prestabilito”

  1. Carolus dice:

    C’è una vera e propria Internazionale dell’odio, della divisione e della negazione della realtà: Trump e Bolsonaro, in Occidente, ne sono i più grandi rappresentanti. Non so quanto possa essere utile mantenere la lente al livello dei nazionalisti di casa nostra senza prima aver compreso pienamente cosa porti al potere nel mondo i peggiori rappresentanti da almeno mezzo secolo a oggi.

  2. massimo mantellini dice:

    @Carolus hai piuttosto ragione

  3. Erasmo dice:

    “[Comprendere]pienamente cosa porti al potere nel mondo i peggiori rappresentanti da almeno mezzo secolo a oggi”?
    La risposta è: il voto popolare.
    Nel 1994, in pieno shock per il risultato elettorale, Elvira Sellerio diede una risposta intellettualizzante: pubblicò l’Apologia di Socrate. Voleva dire: ecco i guai della democrazia.
    Successivamente, si sono cercati rimedi meno acquosi, anche mobilitando uomini di buona volontà, come Palamara.

  4. Emanuele dice:

    Salvini quale? Quello cha ha ragione ma va fermato?

  5. Massimo dice:

    Scusa, rifaccio (puoi cancellare il commento sopra?)

    Secondo me quelli che hanno politicizzato il momento più di tutti sono quelli di ‘sinistra’ che se la sono presa con Fontana, reo di essersi messo (un po’ goffamente) la mascherina mentre loro andavano a mangiare roba fritta dai cinesi, si facevano fotografare mentre bevevano spritz e facevano girare video “Milano non si ferma” degni della migliore “Milano da bere” dei tempi del PSI…

  6. andy61 dice:

    In tutta onestà non vedo differenze sostanziali su come la politica ha trattato il virus. Tutti hanno cercato un vantaggio sinistra inclusa che dal primo giorno ha introdotto il mantra che solo Stato é bello e buono usando la Lombardia come clava dialettica; poi fa niente se la quota di Sanità privata lombarda ènsimile a quella emiliana, lo slogan è: pubblico=buono, privato=cattivo approfittatore.
    La vera differenza come sempre l’hanno fatta i toni, sguaiati come sempre quelli di Salvini e Meloni.

  7. bonste dice:

    Le realtà sono molte, c’è a chi piace raccontarne solo alcune, o come in questo caso una, tuttavia una realtà è che sono circa 1.700 millesettecento, le morti al giorno in Italia, non di Covid, di altro, ma a noi deve soprattutto e sopra ogni cosa interessare quelle ulteriori 100 morti di Covid, le altre non sono e non fanno parte di ciò che può essere ritenuto degno di attenzione.
    Forse la propaganda mediatica, quella che si autodefinisce onesta, è la vera responsabile della formazione culturale, se così si può dire, degli elettori e degli eletti. Ma in quanto a politica, non sembra di vedere niente.

  8. Marco[n] dice:

    @bonste Giusto, bisogna abolire la morte, come abbiamo fatto a non pensarci prima? In effetti Berlusconi aveva provato a sconfiggere il cancro (generico, tutti i tipi di cancro) ma non l’hanno lasciato lavorare…

  9. marcell_o dice:

    Nel conto dei morti a causa del covid vanno aggiunti tutti quelli che non si sono potuti o voluti curare adeguatamente (infartuati, malati di cancro, ecc.) a causa di ambulanze in ritardo e paura degli ospedali.
    Poi certo tutti quanti prima o poi moriamo, ma perché morire prima del tempo? Davvero non ci importa dei vecchi nelle rsa, degli immunodepressi, ecc.
    Quindi come dice @bonste occupiamoci dei 1700 morti giornalieri e affanculo il covid, se poi st’inverno ci sarà qualche focolaio nelle scuole o negli asili… e vabbe’ sarebbero comunque morti nel giro di 70-80 anni, giusto?
    Che saranno 100 morti in più al giorno?
    Ma ricordo male o in certe province la montalità era cresciuta in modo esponenziale?

  10. Marco[n] dice:

    E’ vero che in Italia muoiono circa 1700 persone al giorno, in Lombardia circa 280. Ma nel momento peggiore dell’epidemia i morti per covid – della sola Lombardia – sono stati oltre 500 al giorno, del tutto trascurabile come si può vedere. Senza contare quelli che sono comunque probabilmente morti di covid ma non riconosciuti come tali: secondo l’ISTAT a marzo 2020 In Lombardia ci sono stati quasi il triplo di morti rispetto alla media.
    Ma tanto prima o poi tutti dobbiamo morire, come dice Bolsonaro…

  11. Emanuele dice:

    C’è odio e odio.

  12. Annamaria dice:

    Sottoscrivo questo articolo non una, ma mille volte.
    Dalla prima all’ultima riga. Non devo aggiungere altro, c’è tutto.

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