“Philip Tetlock osservò che gli esperti più sicuri di sé erano quelli che venivano più invitati a illustrare le loro teorie nei talk-show.

L’eccessiva sicurezza pare endemica anche in campo medico.

Uno studio condotto sui pazienti morti nei reparti di terapia intensiva confrontò i referti autoptici con la diagnosi che i medici avevano fatto quando i pazienti erano ancora in vita. I medici avevano anche riferito il loro grado di sicurezza diagnostica. Risultato: «Quelli che si erano dichiarati “assolutamente sicuri” della loro diagnosi ante mortem si erano sbagliati il 40 per cento delle volte».Anche in questo caso, l’eccessiva sicurezza degli esperti è incoraggiata dai clienti: «In genere, è considerato una debolezza e un segno di vulnerabilità il fatto che un clinico si mostri incerto. La sicurezza di sé è stimata più dell’incertezza e vi è una generale censura riguardo al rivelare i propri dubbi al paziente».

Gli esperti che riconoscono la piena estensione della loro ignoranza possono aspettarsi di essere rimpiazzati da concorrenti più sicuri di sé, più abili a guadagnarsi la fiducia dei clienti”.

Passi di
Pensieri lenti e veloci (Saggi) (Italian Edition)
Daniel Kahneman



via Massimo Chiriatti su FB

2 commenti a “I sicuri di sé”

  1. Emanuele dice:

    “Gli esperti che riconoscono la piena estensione della loro ignoranza possono aspettarsi di essere rimpiazzati da concorrenti più sicuri di sé, più abili a guadagnarsi la fiducia dei clienti”

    Aaaah, ecco perché gli intellettuali sono sempre così sicuri della loro superiorità culturale e morale, per non perdere clienti.

  2. Erasmo dice:

    Una curiosità: “dirla piano” implica scarsa sicurezza di sé? Perché secondo me no. È solo un artificio retorico. In realtà vuol dire: “io ho capito tutto, ma sono educato e non alzo la voce. Brutti untori, restate a casa vostra.”

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