Facciamo il confronto con la Cina? Ma non si può fare il confronto con la Cina perché i cinesi sono un regime e ci nascondono tante di quelle cose, e chissà poi come è andata veramente, laggiù nel lontanissimo Hubei.

Facciamo il confronto con la Corea del Sud, allora. Ma non possiamo fare il confronto con la Corea del Sud perché loro sono attrezzati, non si stringono la mano, portano le mascherine sempre anche d’estate e hanno fatto migliaia e migliaia di tamponi a tutti, cosa che da noi invece no.

Facciamo il confronto con il Giappone? Ma non possiamo fare il confronto con il Giappone perché a Tokyo ci sono (c’erano) le Olimpiadi e quindi ovviamente i malati li tenevano nascosti o li lasciavano sulle navi in porto per poter fare le Olimpiadi in santa pace, con tutti quei soldi che ci avevano speso dietro. E alla fine per le piazze di Tokyo circolavano solo figuranti e finti farmacisti italiani.

Facciamo il confronto con gli Stati Uniti? Ma non possiamo fare il confronto con gli Stati Uniti perché laggiù la sanità costa e quindi figurati se la gente va a farsi visitare se poi deve sborsare fior di dollari.

Facciamo il confronto fra le varie regioni italiane allora. Ma non si può fare il confronto fra le varie regioni italiane perché in Lombardia è un disastro, in Emilia anche, in Piemonte insomma e altrove no: perché in Veneto Zaia nelle statistiche dei contagi ha iniziato ad aggiungere oltre ai malati, ai morti e ai guariti anche i nuovi nati; perché qui tamponi a tutti e lì tamponi a nessuno, fidanzate di calciatori e sottosegretari sì e medici in prima linea no.

Come li fai i confronti se le cose stanno così?

Nonostante questa enorme confusione Twitter ogni giorno è piena di diagrammi e curve spaventose che la gran parte di noi faticano a comprendere e che dicono che oggi forse va bene, ieri così così, e domani malissimo. Che mostrano la linea dei contagi di Chattanooga accanto a quella di San Pietroburgo e a fianco di quella di Montecodruzzo. E sono traiettorie che a me sembrano tutte uguali, anche se quelli che le hanno disegnate mi spiegano che no, non sono tutte uguali, che sono tutte diverse.

E io gli credo, anche se spesso non le capisco. Mi fido perché ho un po’ paura e perché comunque a qualcuno toccherà affidarsi. E più le curve sono complicate e colorate e più ci credo. E però, tutte le volte che vedo quei diagrammi, mi chiedo anche: ma cosa li guardi a fare se i cinesi hanno il regime, i coreani le mascherine, i giapponesi le Olimpiadi? Come lo facciamo il confronto se gli Stati Uniti hanno quel cretino di Trump e Zaia un elenco particolareggiato dei nuovi nati a Trebaseleghe?

Fatto sta che i numeri oggi sono tornati brutti. E Lorenzo Pregliasco si è accorto che nel terribile conto dei morti mancavano i morti del Piemonte. Che insomma 50 morti dimenticati rispetto ai 662 annunciati non sono mica pochi. Sono quasi il 10% direi, che fino lì forse ci arriva anche uno come me che non capisce i diagrammi.

E così oggi pensavo: e che cosa la facciamo a fare questa conferenza stampa delle ore 18 che è diventata ormai una messa laica alla quale gli italiani si collegano ogni sera con timore e speranza? Cosa la facciamo a fare se i numeri che fornisce sono casuali e sciatti, se quei numeri poi verrano utilizzati per fare confronti con altri numeri quasi inventati e che il risultato di tutto questo sarà un diagramma con ascisse ed ordinate che osserviamo ogni giorno da giorni con terrore?

Cosa li guardo a fare – mi domandavo stasera – tutti quei diagrammi?

3 commenti a “L’uomo che osservava i diagrammi”

  1. .mau. dice:

    io infatti non li guardo :-)

  2. Lorenzo Tobaldo dice:

    Già, già,già. Io per tenere la barra mi sono affidato ai numeri e tutto sommato ho creduto abbastanza dritta anche se i dati della protezione civile alle 18 sono confusivi. Gli ho confrontati, paragonati, capiti, corretti, contestualizzati, interpretati e mi sono fatto un quadro tutto sommato plausibile e in linea con quanto sta venendo fuori solo ora (ad esempio tassi di letalità e mortalità assolutamente inattendibili) Poi però scopro questo https://www.scienzainrete.it/articolo/epidemiologia-dei-necrologi/luca-carra/2020-03-27
    E allora penso veramente che si stia barando.
    Una Barra che diventa Bara, Barando.
    Da incazzarsi come bestie

  3. Larry dice:

    Per come la vedo io la conferenza delle 18 non ha per nulla uno scopo informativo, serve solo (almeno nelle intenzioni) per mostrare la presenza costante dello Stato.
    Perdere il sonno a interpretare i numeri è controproducente. Se guardate i grafici il numero di contagiati oscilla in base al numero di tamponi che fanno. Stesso discorso per i morti, dove non conteggiano quelli che muoiono a casa o negli ospizi. Probabilmente il numero di contagiati è da decuplicare e quello dei morti da triplicare, ma ovviamente non ha nessuna utilità diffondere informazioni del genere. La strategia è quella di infondere il minimo di paura necessario per tenere la gente a casa, senza però eccedere perché la paura si può trasformare facilmente in rabbia. Secondo me sarebbe utile ricordare ogni tanto che in Italia normalmente muoiono in media 1500-2000 persone al giorno, che sicuramente crescono ulteriormente nei mesi invernali per via della normale influenza stagionale.

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