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8 commenti a “Come vanno le lezioni online? Un sondaggio”

  1. Federico dice:

    Bene su BigBlueButton: «Much better than expected. 32 people online, up to 18 webcams on during the meeting and the server going at about 20% load while video and audio was excellent.»
    https://mastodon.opencloud.lu/@paolo/103800726034961138

    Bene con Jitsi: «Scuola digitale? Si è possibile. Oggi è stata la prima esperienza di Victoria, tramite una piattaforma, jitsi meet, ed una maestra eccezionale, ha svolto una lezione frontale con l’insegnante e i suoi compagni di scuola, con tanto di interrogazione finale. Vic si è trovata assolutamente a suo agio, noi abbiamo solo scaricato l’app, per il resto è già avvezza a questo tipo di approccio virtuale e se l’è cavata praticamente da sola.»
    https://www.instagram.com/p/B9pR_2bIKgL/

    Caos invece a Bologna usando software proprietario: «Oggi c’è stata una seconda lezione, da una pc diverso, e stavolta sono riusciti a seguirla. Pare che la principale causa del disastro di lunedì fosse la postazione docente inadeguata.»
    https://mastodon.bida.im/@naivespeaker/103766526973894460

  2. Gabriel dice:

    Buongiorno, ieri ci siamo attivati per la prima volta con le lezioni online attraverso meet di google e un pc portatile. Segnalo alcuni problemi che abbiamo riscontrati e poi risolti: interferenze e distorsione dell’audio del microfono e la telecamera non funzionava. La questione dell’audio si è risolta usando le cuffie al posto degli altoparlanti del PC (problema conosciuto come effetto Larsen o feedback acustico). Il problema della telecamera si presentava invece solo con Google Chrome, è bastato usare come browser Firefox.

  3. andy61 dice:

    Figlio liceale a Milano, settimana scorsa 80% online, questa settimana orario normale.

  4. andrea dice:

    immagino il prossimo sondaggio sarà: c’è banda per tutti?

    (nell’attesa di trovare il tempo per scrivere due righe di testimonianza da parte di chi i si trova *anche* dall’altra parte della barricata)

  5. maury dice:

    E’ probabile che nelle grandi/medie città la situazione sia migliore, qui da me, tra le vigne, alla periferia dell’impero, la banda è quello che è e tuttavia gli insegnanti stanno dando il massimo. Lo so bene che la cultura digitale non è la sua infrastruttura :-) ma non si può pretendere di attivare videolezioni, G-Suite o simili con misere adsl 7/0,5 (quando va bene).
    Certo questa situazione mette (soprattutto qui da noi) in evidenza alcuni ostacoli (belli grossi) sulla DaD (didattica a distanza) in primis la preparazione degli insegnanti, il loro coinvolgimento (tieni presente che la DaD non è prevista come un obbligo) e quindi si ci sono tanti volenterosi che si sono ingegnati con gruppo whatsapp, cartelle condivise, messaggi con link e cose così, altri mandano semplicemente compiti. Si procede in ordine sparso lasciando libertà ai singoli insegnanti, senza un piano chiaro o un modello condiviso.
    Almeno qui da me, quello che ho notato è che gli istituti superiori sono più attrezzati e gli insegnanti più reattivi (mediamente) di quelli delle scuole medie/elementari. La scuola di mia figlia (elementari e medie) è messa discretamente; certo non con i tool collaborativi (classroom e simili) andiamo di whatsapp e al massimo di mail e cartelle condivise su cloud. Questo è anche dovuto alla mancanza di pc da parte degli alunni/genitori per quel malsano senso di modernità che predilige gli smartphone.
    Si spera che questa esperienza ci insegni qualcosa e ci sproni a scelte coraggiose.

  6. Giuseppe dice:

    Faccio la voce fuori dal coro: in queste poche settimane, nel panico e nell’impreparazione generale, verrà accumulato un debito tecnologico spaventoso per le “improvvisazioni” di cui sopra (andiamo su zoom, su whatsapp, su google docs, su skype, su webex, su teamviewer…); e fintantoché si tratta di privati, passi pure, ma quando è il pubblico (scuole, uffici, PA), le implicazioni legali e di privacy sono a dir raccapriccianti. Le abbiamo buttate tutte nel cestino senza pensarci due volte. Non torneranno mai più. Abbiamo perso tutti.

  7. andy61 dice:

    Poi ci sono i sindacati ….

    http://m.flcgil.it/scuola/emergenza-coronavirus-didattica-a-distanza-i-sindacati-chiedono-al-mi-il-ritiro-della-nota-con-le-prime-indicazioni-operative.flc

  8. Patrizia Lilliu dice:

    Sono una docente che insegna nella scuola primaria, che sta usando weschool e Argo dalla prima decade di marzo. Infatti, da subito il mio team si è attivato per assegnare compiti e organizzare Live per la spiegazione di nuovi contenuti o semplicemente per interagire con gli alunni. Certo le modalità utilizzate nella didattica a distanza non potranno mai sostutire l’aula reale e neanche le lezioni, tuttavia in questa difficile situazione rappresentano un valido supporto per fare sentire la presenza continua dei docenti ai bambini e ai genitori.

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