In un periodo in cui quasi ogni FrecciaRossa è in ritardo, in cui FFSS è ai minimi storici in quanto ad attenzione e rispetto per la clientela, oggi su Repubblica c’è un pezzo di grande analisi critica in occasione della presentazione da parte dell’azienda delle nuove tratte.


La “metropolitana d’Italia”, quella dei treni ad alta velocità, si aggiorna e scommette su un orario invernale da “dopo teatro”. Ma anche su un incremento dei treni programmati e poi sulla linea veloce Napoli-Bari che, fra sei anni, completerà il tracciato da Torino a Salerno. Roma e Milano possono contare ora su collegamenti da record che iniziano alle 5 del mattino per terminare dopo la mezzanotte, per un’offerta di quasi 20 ore al giorno tra le due città. Oggi le corse quotidiane sono 104: di queste 57 uniscono Colosseo e Madonnina in circa tre ore con un’unica fermata a Rogoredo o a Bologna Centrale. A questi convogli Trenitalia ha aggiunto un Frecciarossa con stop a Reggio Emilia.

La “elle” rovesciata che unisce Torino a Salerno punta a rafforzarsi: secondo l’ad di Fs, Gianfranco Battisti, entro il 2026 Napoli e Bari saranno distanti «meno di due ore», grazie al percorso che si sta costruendo a tappe forzate. In questo modo un viaggio tra Roma e Bari durerà poco più di due ore e mezzo. Una piccola rivoluzione per Sud che potrebbe mettere all’angolo anche le compagnie aeree low cost e la stessa Alitalia risanata, così come è accaduto dieci anni fa con l’avvio della Roma-Milano.

sono già sei le Frecce che connettono lo scalo di Roma-Fiumicino a Firenze e Bologna, proseguendo verso Venezia (con tre treni) o Milano e Torino (un treno)

Tra le altre novità annunciate, ci sono i dieci collegamenti veloci fra Venezia, Padova, Bologna e Roma e una migliore copertura fra Milano e Venezia collegate ogni giorno da 48 Frecce.

Prosegue infine il difficile lavoro di potenziamento della rete più importante e spesso criticata, quella dei pendolari a “velocità standard”: in arrivo — garantisce Fs — treni più performanti, aree snack e distributori automatici, rastrelliere per le biciclette e “spazio passeggini” a bordo.


6 commenti a “Bellissima Trenitalia”

  1. Fabio dice:

    È già tanto che sono riusciti ad infilare qualche dato in più rispetto al comunicato stampa che si trova sul sito, ovviamente i dati sono forniti da FS ad una qualche conferenza. Di solito i giornalisti fanno copia ed incolla (non a caso i comunicati stampa sono scritti in modo impersonale rispetto al soggetto… che sono loro, proprio per evitare di trasformare “noi delle FS siamo i migliori” in “loro delle FS sono i migliorassimi”). Ma la domanda in generale è questa: io posso indagare nell’azienda A o nell’azienda B e trovare domande a cui servirebbero delle risposte, ma se chi deve rispondere (l’azienda a o B, tanto per cominciare) non apre la porta e non risponde, anzi nemmeno ti ascolta, che si fa? Vale la pena chiedersi se i giornalisti che sono negli uffici stampa abbiano un ruolo che corrisponde ai precetti dell’Ordine (e dell’etica) oppure un ruolo che corrisponde più a quelle delle security dei centri commerciali, che ti devono tenere fuori a spallate ad 1 minuto prima dell’inizio del Black Friday. P.S. quando scrivono le Frecce fanno illudere il lettore che si tratti del Frecciarossa, invece sono o l’argento o la bianca e diciamo che è un bel balzo indietro di qualche decennio

  2. Federico B. dice:

    Ho preso un regionale che ha tardato più di 2 ore sia alla partenza (dovevano essere 10 minuti) che all’arrivo (sorvolo sulla mancanza di comunicazioni, la stazione di Milano Centrale gelida, ecc).
    Avevo comprato un biglietto online, ovviamente per quel treno specifico.
    Per tutto il viaggio di 350 km, come d’abitudine quando il treno è in forte ritardo, il capotreno non si è visto.
    Alla mia richiesta di rimborso la risposta è stata:
    ” non sussistono i requisiti normativi (…) la normativa per i Rimborsi e le indennità, al punto 8 del Trasporto Regionale, prevede che per poter richiedere l’indennità occorre: per il biglietto elettronico regionale (BER): farsi validare il biglietto a bordo del treno”.
    Potete immaginare la mia voglia di incensare Trenitalia per le nuove aree snack…

  3. milo dice:

    mi chiedo cosa combineranno in Spagna? scommetto che l’attenzione e il rispetto per il cliente saranno ben diversi.
    Qui da noi cos’hanno da perdere?

  4. Emanuele (l'altro) dice:

    C’è un però: mi pare che l’Italia sia stato il primo paese europeo ad aprire alla concorrenza l’alta velocità, in Francia e Spagna per esempio ancora ci devono arrivare. Quindi mi sembra che in quel campo Trenitalia debba per forza mantenere standard adeguati altrimenti la gente passa a Italo.
    Non confondiamo i problemi delle infrastrutture con quelli dei treni che circolano sopra.
    Nel campo del trasporto regionale e in particolare dei pendolari, almeno qui da me, i problemi sono iniziati con la decentralizzazione. Da quando le regioni fanno da sole mi sembra sia venuta meno l’efficienza complessiva.

  5. Paolo dice:

    Beh sì anche a me capitano ritardi, 90 minuti 7 giorni fa, e pochi minuti fa su un regionale c’era un fischio assordante durato un’eternità. Però qualche rimborso l’ho avuto cliccando sull’app, trovo biglietti scontati con due clic e qualche tempo fa un controllore mi ha allungato persino un premium pack di salatini con una smorfia.
    Una volta avevo una opinione peggiore, ora che sono più spesso in treno che altrove ho cambiato idea. Se solo sequestrassero il cellulare a chi non disattiva la suoneria.

  6. frastill dice:

    Io sarei più cauto nel mostrare critiche così tranchant verso trenitalia.
    Al netto di varie problematiche che certamente ci sono, gran parte dei disservizi sono dovuti ad un deficit infrastrutturale che in molte zone porta alla saturazione delle linee e a conseguenti ritardi, ad una gestione della circolazione dei treni (gestita da RFI) non ottimale e ad alcuni contratti regioni-trenitalia in cui le regioni mostrano un approccio abbastanza stereotipato e semplificato nel programmare il servizio che spesso si traduce nel lasciare mano libera a trenitalia, la quale cercherà di ridurre i costi, essendo una azienda privata.

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