Come da vecchia tradizione durissima a morire di questo blog, appunto al volo le impressioni del keynote Apple appena concluso, un evento al quale sono affezionato che, anno dopo anno, dopo la morte di Steve Jobs si ripete un po’ stancamente.

Come nelle previsioni nulla di interamente nuovo nemmeno quest’anno. Minime variazioni nel nuovo iPad nella cui promozione Apple ha smesso di utilizzare gli slogan sulla imminente sostituzione di qualsiasi mac portatile con il suo tablet (siamo tuttora ad anni luce e forse non ci credono più nemmeno loro). Piccoli aggiornamenti di Apple Watch che diventa ogni volta più bello senza riuscire a perdere, almeno ai miei occhi, il suo alone di assoluta inutilità. Interessanti e leggermente angoscianti le applicazioni sanitarie. Del resto sull’unica strada tecnologica interessate, quella dell’autonomia dell’orologio dal telefono, nessuna novità.

iPhone, il prodotto principale di Cupertino, è per una volta alla rincorsa tecnologica della concorrenza sulla feature ormai più importante di ogni smartphone, vale a dire la fotocamera. Tre nuovi obiettivi per il nuovo 11 pro, foto meravigliose mostrate al pubblico osannante (un pubblico che alla messa laica di Apple da sempre è in grado di applaudire qualsiasi cosa, compresa una nuova GPU che consuma il 40% in meno). Interessanti per il mercato americano i nuovi iPhone 11 (che sostituiscono l’Xr) che costano “solo” 699 dollari, il cui prezzo in Europa diventa come al solito molto meno avvicinabile. In ripidissima salita il nuovo servizio netflix-like chiamato AppleTV+ che costerà poco (5 dollari al mese) e verrà regalato per il primo anno a chi comprerà un device Apple.

Bellissime le immagini a schermo, troppi video (tutti per la verità bellissimi) a interrompere un evento umanamente orfano del carisma del fondatore e affidato a un mix di presentatori Apple multietnici mordi e fuggi e alla solita non straordinaria empatia da palco di Tim Cook.
In definitiva un senso complessivo di distanza e ripetizione che davvero non fa bene ad Apple. Una grandissima e ricca azienda che fa bei prodotti da un po’ di anni sempre uguali, senza più la scintilla che, senza grandi trucchi di scena, attirava l’attenzione di tutti. Il prossimo anno sarà peggio.

4 commenti a “Dopo la messa laica”

  1. Stefano dice:

    Dal lontano gennaio 2007 seguo I Keynote di Apple. Da allora niente è stato più come prima. Onore alle armi a Mr. Cook ma certamente sul lungo raggio non basta. Non che gli altri siano messi meglio. Anzi. Non è mai stato facile innovare, non è questione di tecnologia a disposizione. Attendiamo il prossimo iPhone perché a questo giro non ci siamo.

  2. Signor Smith dice:

    Il predominio di Apple nel settore tecnologico è indiscutibile, piaccia o meno. Di questo passo comincerà a fare personal computers.

  3. Massimo dice:

    La nuova carta di credito, comunque, è una grande idea.

  4. marcell_o dice:

    anch’io credo che se apple cominciasse a fare dei personal computer sarebbe una gran cosa…
    ho usato per 15 o 20 anni computer mac per lavoro. contemporaneamente ho usato (per ragioni di costo e di risorse online) privatamente piccì windows… da un certo punto in poi non c’è stata differenza (a parte il prezzo all’acquisto e la scarsezza di risorse on line)
    comunque, essendo ateo, non ho mai voluto aderire a nessuna setta o religione e attualmente ho un portatile hp, un cellulare asus e un “orologio” sportivo garmin… nessuno dei tre device credo influisca sulla mia autostima e nessuno dei tre viene citato nelle mie preghiere (nessuno lo sarebbe se io pregassi, voglio dire)

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