Oggi la votazione su Rousseau ha sancito di fatto la nascita del nuovo governo Conte sostentuto da M5S e Partito Democratico. Al di là di quello che si potrà pensare al riguardo, colpisce che gli esponenti di vertice di entrambe le compagini politiche siano i medesimi che fino all’altro ieri si accusavano in pubblico e sui social delle peggiori nefandezze e utilizzavano nomignoli deprimenti per definire gli avversari. I grillini chiamavano gli esponenti del PD (e i loro simpatizzanti) PDioti: molti dirigenti e simpatizzanti del PD chiamavano gli esponenti 5S – quando andava bene – “scappati di casa“. In Bassa risoluzione qualche anno fa spiegavo come mai tutto questo sia possibile:




2 commenti a “PDioti e scappati di casa”

  1. alessandro dice:

    life goes on mante

  2. marcell_o dice:

    secondo me è solo questione di vergognarsi poco.
    oggi dici una cosa, domani ti contraddici: i tuoi avversari/detrattori ti faranno notare l’incoerenza mentre i tuoi elettori/fan non ci faranno caso o lo riterranno un peccato veniale.
    in questo caso, semplicemente, il fine (evitare a salvini di vincere le elezioni e formare un governo tendenzialmente fascista) giustifica i mezzi (formare un governo tra m5strilli e piddì)
    domanda per mante: tu avresti avuto il coraggio di uscire di casa dopo aver fatto una gaffe tipo pinochet-venezuela? avresti il coraggio di farti vedere in giro se qualcuno in russia dicesse di trattare tangenti a tuo nome e tu avessi dimenticato di querelarlo?
    ecc.
    penso che internet renda così evidenti gaffe e controgaffe che ognuno se ne frega delle proprie e sottolinea quelle altrui
    e poi considera che vedere salvini fuori dal ministero dell’interno (fra qualche ora) non ha prezzo. oh, salvini quello che dice che gli altri so’ attaccati alla poltrona…

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