È evidente che in Italia esiste una musica giovane.

È altrettanto evidente che in Italia non esiste una letteratura giovane, un’arte giovane, una poesia giovane, un’informazione giovane.

Come mai?

16 commenti a “Rispondi nei commenti”

  1. Riccardo dice:

    Caro Massimo, non sono un esperto in nessuno di questi campi (musica, arte, poesia, informazione) ma lavoro tutti i giorni con i giovani e provo a dire la mia. Rispetto alla letteratura non saprei, leggo molto ma non so se a torto o a ragione non guarda troppo alla scheda anagrafica dell’autore, per cui non saprei se nel tempo ho privilegiato più una certa fascia di età piuttosto che un’altra. Rispetto alla poesia faccio un passo indietro, mentre per quanto riguarda l’informazione non sarei così pessimista. Da tempo il mio modo di informarmi si è spostato molto dal cartaceo al digitale, con una raccolta che ogni tanto cambio, aggiorno modifico di fonti di informazione. Ecco, da questo punto di vista mi comporto diversamente rispetto alla letteratura, nel senso che mi piace sapere l’età della persona di cui leggo articoli, idee, impressioni. Devo dire che ci sono giovani che secondo me si stanno dando da fare, sia in testate più mainstream (penso ad alcuni giornalisti di Radio24) che in altre più di nicchia, ad esempio gli autori che leggo su Linkiesta, ValigiaBlu, The Vision. Un capitolo a parte poi andrebbe dedicato ai podcast, anche qua si trovano esempi di giovani molto interessanti che secondo me rappresentano un po’ di speranza in un mare di qualunquismo, superficialità e becero urlare. Ecco, queste sono alcune considerazioni sparse, “festeggio” così il mio primo commento sul suo blog, dopo anni di sola lettura ho deciso che se posso dare il mio contributo cercherò di farlo.

  2. Marco dice:

    Negli ambienti dedicati alla scrittura che frequento di giovani ce n’è parecchi. Ma è un mondo difficile dove la selezione è durissima e chi ha le sue posizioni non le molla.

  3. massimo mantellini dice:

    @riccardo grazie.

    @marco il post è molto breve e generico. Con “non esiste” intendo qualcosa che riesca a generare una risposta numericamente visibile, a sostituire un flusso di interesse con uno nuovo.

  4. Mauro dice:

    Letteratura arte e informazione sono socialmente ed economicamente meno remunerativi, nella società in cui i giovani sono nati.

  5. Massimo dice:

    L’informazione giovane non esiste perché il giornale dei ggiovani si è messo a farlo uno di sessant’anni…

    https://www.dotcoma.it/2019/03/10/open-di-mentana.html

  6. Cisco_75 dice:

    My 2 cents…
    Musica, arte, letteratura, poesia… potenzialmente di una potenza culturale devastante e rivoluzionaria. Ma l’unica che “spacca” veramente, che riesce a fare la differenza e rinnovarsi costantemente è la musica. Emozioni che seguono il ritmo, immediate ma che rimangono dopo l’esperienza. L’unico campo di interesse per i giovani che possono sperare di diffondere “liberamente” e “popolarmente”… volendo anche senza filtri, con la tecnologia attuale. Poesia, letteratura, l’informazione stessa (nonostante le tecnologie attuali…) sono veicolate quasi necessariamente da intermediari. In realtà anche l’arte, in alcune forme, è simile alla musica ma non è capace di raggiungere le stesse masse.
    E poi, di fondo, c’è un problema culturale notevole. I giovani (purtroppo) non vengono incuriositi (dagli “adulti”) a leggere, sia poesia che letteratura, sia in famiglia che nell’ambito scolastico.
    Nel campo dell’informazione, stessa cosa, manca una cultura di base per la quale servirebbe una profonda riforma della “scuola” e della mentalità. Una particolarità tutta italiana, a mio avviso…

  7. Emanuele (l'altro) dice:

    Mi verrebbe da rispondere che vista la musica giovane è meglio che non ci siano arte, poesia e informazioni giovani.

  8. Nicola dice:

    Se con “non esiste” allora intendi che non è numericamente visibile, allora secondo me la spiegazione è semplice: soldi.
    Tutto dipende dal mercato, in particolare dalla domanda: qual è la domanda di musica da parte dei giovani e qual è la domanda delle altre arti?

  9. Cisco_75 dice:

    La musica “giovane” è espressione dei “giovani” del tempo in cui vivono… ovvio che i “vecchi” spesso non la apprezzino, ora come nel passato, perché è espressione culturale che ovviamente cerca di diversificarsi dal passato. Provocatoriamente dico che c’è pure una “politica giovane” che può essere apprezzata o no. Finché c’è libertà di espressione ognuno crea/esprime quello che pensa in libertà. La Storia farà la sua scrematura a tempo debito. Se gli artisti di oggi verranno apprezzati (prima o poi, ci sono casi lampanti di artisti scoperti ben dopo la loro morte) ce lo dirà il tempo, non i “vecchi” di oggi…

  10. Emanuele (l'altro) dice:

    Appunto, con questa espressione musicale da depressione direi che il mondo giovanile è meglio che non si esprima. Sinceramente io non so davvero come fanno tanti ragazzini ad ascoltare canzoni che mettono angoscia, prima ancora che per i testi, per ritmo(?) e musica.

  11. ale dice:

    cosa intendi pero’ per musica giovane?

    questa? (da cesena il tizio)
    https://www.youtube.com/watch?v=K9bf4PT-aEk

  12. Emanuele (l'altro) dice:

    In base alle classifiche streaming per fasce di età e all’esperienza (tragica) di viaggi in treno con gruppi di adolescenti che ascoltano musica a tutto volume è un bel pezzo che il grosso riguarda la trap, la quinta essenza dello sprofondo musicale.
    Giusto ieri si è parlato della tragedia in discoteca dove masse di ragazzini, i più piccoli accompagnati dai genitori, erano andati per Sfera Ebbasta. Devo ancora concepire come dei genitori portino i figli anche piccoli ad ascoltare un tizio che canta certi testi tra droga e puttane. A parte il fatto che il ritmo è sempre musicalmente deprimente.

  13. Shylock dice:

    @Emanuele (l’altro): se togli sesso e droga, devi dare una bella sfalciata alla Storia del rock, dai Beatles, agli Stones, a Dylan; per non parlare dei cantautori italiani.

  14. ale dice:

    ma guarda al di la del gusto personale proprio…

    oramai la musica va ancora perche’ i brands (vari ma soprattutto abbigliamento) investono in pubblicita’ con questi personaggi, che ovviamente si rivolgono ad un pubblico giovane perche e’ di piu’ facile vendita… con tutti i classici elementi di vita mondana tipici del paesello italico (vecchio, zio, mi faccio le tipe, mi sballo etc) che fanno presa facile su un pubblico giovane… e nel mentre nel video osceno ci mettono dei product placement a valanga

  15. marcell_o dice:

    è giusto che i figli (per emanciparsi e crescere) uccidano (metaforicamente) i padri, altrimenti non si va avanti
    tuttavia dopo aver visto e ascoltato il video linkato qui sopra di young signorino… non c’è bisogno che i figli uccidano i(metaforicamente) i padri, per me io sono pronto a suicidarmi anche subito
    in ogni caso ho iniziato a pregare che l’asteroide di passaggio a qualche migliaio di km dalla terra possa deviare abbastanza per beccarci: io sono pronto e in pace

  16. Mau dice:

    Credo che semplicemente la musica “giovane” la fanno i 18-ventenni, l’arte e la letteratura “giovane” la fanno forse i 30-40enni. Saviano ne aveva forse 27 quando ha sfondato. Si può obiettare che la sua non sia proprio “letteratura”. La poesia credo sia stramorta in questo periodo storico, io non sarei in grado di citare un poeta veramente famoso più recente di Mario Luzi o Alda Merini, o perlomeno vivente, se non vogliamo metterci in mezzo scrittori principalmente di romanzi (Michele Mari…) o musicisti/cantanti che scrivono libri di (pseudo)poesia tipo Vasco Brondi, Giulio Casale, Cristiano Godano o Jovanotti… ma non so come li consideri la critica.

    Non mancano però altre “eccellenze”, come nella graphic novel, vedi gipi (50 anni?), zerocalcare e tanti altri.

    La musica è molto più immediata e si diffonde con molta più facilità delle altre arti tra i giovani. Le opere attuali di altre arti verranno forse riscoperte quando gli autori avranno un bel po’ di anni in più.

    Andrebbe anche valutata la maturità delle opere, che è strettamente legata alla maturità degli autori. Forse ci sono pochi giovani artisti “maturi”, vista per esempio anche la musica che circola, così come ben detto da altri commenti.

    Per dire, la ricerca dell’essenzialità della trap sembra più una comodità modaiola che non un vero lavoro di cesello per portare al limite minimo l’opera. Per intenderci ecco un’opera (in questo caso non originale) portata all’osso da un 70enne: https://youtu.be/qpYW3qng78E
    Altro che trap!

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