Mi stavo chiedendo che la splendida figura di Boris Johnson sull’aringa, e quella di moltissimi politici italiani (con quelli del M5S campioni assoluti) quasi quotidianamente sui temi più vari, sia davvero il segno – come ripetiamo spesso – di una classe politica avviata ormai verso la mediocrità assoluta o se invece una quota rilevante del loro smascheramento non dipenda dall’occhio digitale sempre acceso e allenato.

p.s. detto questo che Johnson sia un fesso e che rimanga un fesso anche chiuso da solo in una stanza non ci piove.

15 commenti a “Il paradosso dell’aringa”

  1. .mau. dice:

    in questo caso tertium datur. L’aringa serve ad aringare :-) il popolo che vota e che è molto più ampio di chi intona alti lai contro la mediocrità.

  2. Emanuele (l'altro) dice:

    Ma questo popolo ignorante quando non direttamente razzista e fascista da dove è venuto fuori? Perché mi pare che pochi anni fa votasse per i partiti “giusti”. Era ignorante anche allora però veniva infinocchiato dai “giusti” e quindi andava bene così o c’è stata una epidemia di regressione mentale a cui le forze moderate, progressiste, culturalmente elevate nonostante la strenua resistenza attraverso media mainstream e dotte dissertazioni di intellettuali non hanno saputo opporsi?

  3. .mau. dice:

    perché ci dovrebbe essere stata un’epidemia di regressione mentale? L’unica differenza che vedo è che una volta i partiti (sia quelli “giusti” che quelli “ingiusti”) pensavano di dover essere superiori al popolo e quindi studiavano per infinocchiarlo, ora si sono accorti che non ne vale la pena.

  4. Emanuele (l'altro) dice:

    Dici che il popolo è sempre stato ignorante e che ci vuole l’élite per guidarlo? Ma era così senza complicazioni e cadute di stile finché qualche pazzo non ha pensato al suffragio universale.
    Sarà ora di togliere il diritto di voto a chi consideriamo ignorante?

  5. .mau. dice:

    fai come preferisci. Avvisami solo quando trovi una definizione di ignorante utilizzabile in pratica.

  6. Emanuele (l'altro) dice:

    Quella che va per la maggiore a sinistra mi sembra essere: è ignorante chi non segue le direttive dei miei padroni.
    Poi c’è la versione del commentatore medio progressista: è ignorante chi non fa quello che considero giusto.
    Per me è ignorante chi ignora le lezioni della storia, antica e recente, e continua a cascare negli stessi errori.

  7. andy61 dice:

    L’ultima seria selezione della classe dirigente l’ha fatta la Seconda Guerra Mondiale. La generazione successiva si è ancora in parte salvata perchè era stata selezionata e formata da quella vecchia. Dopo di che, il disastro. Si salvano un po’ i tedeschi perchè da militaristi pragmatici sanno che è meglio avere degli ufficiali bravi perchè con loro a comando è più facile vincere le battaglie.
    Tutto il resto è fuffa perfetta per il bar sport.

  8. Emanuele (l'altro) dice:

    Non proprio. Dopo la seconda guerra mondiale è stato attuato da parte delle potenze vincitrici un programma che potremmo chiamare di “devirilizzazione” culturale della società tedesca. Di fatto il militarismo oggi in Germania non c’è più. E poi la forza vera dell’esercito tedesco era, anche in presenza di un classismo notevole, la tendenza a far avanzare i migliori indipendentemente dall’origine. Tutto il contrario delle élite italiane, che schifavano letteralmente le classi inferiori. Cosa che tra l’altro fanno anche oggi.
    La fine della classe dirigente italiana risale a Mani Pulite.

  9. andy61 dice:

    @Emanuele l’altro): sarà pre finito il militarismo e l’esercito conterá poco ma resta il fatto che i tedeschi ragionano come soldati e lavorando per una multinazionale di Francoforte lo vivo quotidianamente.

  10. Franco dice:

    Quando vincono loro le elezioni, il leitmotiv è “il Paese ha finalmente capito”. Quando le perdono, il discorso passa alternativamente da “l’italiano è ignorante e fascista a “la civiltà risiede solo nelle città (i cui abitanti del centro votano ancora a sinistra), mentre in provincia è pieno di buzzurri, razzisti e analfabeti”.
    Quando invece stra-perdono in maniera inaspettata, netta e inequivocabile, ecco che scatta l’attacco al suffragio universale, quel ridicolo e inutile privilegio per cui i nostri nonni (anche i loro, credo) hanno dato la vita.
    È così, c’è poco da fare.

  11. marcell_o dice:

    ha ragione maui: prima chi voleva i voti si sforzava di essere migliore dei suoi elettori.
    non che in campagna elettorale o in parlamento non volassero gli stracci, ma insomma…
    in qualche modo c’era una selezione e i migliori (la definizione non era uguale per tutti i partiti) facevano carriera…
    poi hanno scoperto che non serve essere qualcosa, basta sembrarlo. lo stesso vale per gli avversari politici: non è importante come sono, è importante come riesci a farli sembrare soprattutto con i media (in crisi) sempre a caccia di nuove cazzate.
    ovviamente non è che negli anni ’70 eravamo tutti intelligenti e libertari e ora siamo tutti ignoranti e gretti, è solo la moda: ora vanno i capelli lunghi, ora corti, mò tanti tatuaggi… la maggior parte di noi ragiona col culo, esattamente come cinquanta anni fa, sono solo cambiate le mode.
    non va dimenticato neanche il fascismo: folle entusiaste ad acclamare il duce e vent’anni dopo le persone in fila per sputargli
    quindi bisognerà avere pazienza, sperando che il percorso sia meno disastroso e lasci meno macerie del fascismo

  12. umberto dice:

    Io questo ‘sforzo’ degli eletti del buon tempo andato di essere migliore dei suoi elettori non l’ho mai percepito e credo che non l’avessero percepito nemmeno gli italiani, dati i commenti dell’epoca sulla politica e sui politici. Si sa che col tempo il passato sembra sempre migliore del presente, ma è solo la prospettiva.

  13. albertog dice:

    @emanuele: quando ho letto l’espressione “devirilizzazione culturale” mi è venuta in mente l’ultima scena dell’Armata delle tenebre di Sam Raimi, che ben mette in ridicolo la “virilizzazione culturale” di chi socialmente si trova in basso. E quando ho letto della forza vera dell’esercito tedesco, mi sono chiesto: ma quale forza, che le hanno prese dall’Armata rossa? Credo che la destra mainstream europea stia ripercorrendo un vecchio tunnel senza aver capito bene perché l’altra volta fosse finita com’era finita. Forse l’intellighentsia di destra si illude che Trump sia uno dei loro.

  14. Emanuele (l'altro) dice:

    Non me ne volere ma dal commento mi sembra che tu non conosca molto la mentalità della società tedesca fino al ’45, né della storia della seconda guerra mondiale.

  15. albertog dice:

    Niente di personale, non me la prendo, e capisco anche perché hai avuto questa impressione, forse. Nel mio intervento non parlo della mentalità tedesca prima del ’45, quindi capisco che possa apparire che non la conosca. In effetti non la conosco e per questo non ne ho parlato. Mi è più familiare l’esperienza della piccola borghesia occidentale degli ultimi cinquant’anni che ha bisogno di virilizzarsi, a destra come a sinistra, perché è tenuta costantemente nell’idea di non essere all’altezza di qualcosa. Da lì nascono espressioni curiose come devirilizzazione culturale.

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