Penso che il sequestro, le torture e l’assassinio di Giulio Regeni in Egitto siano state una delle più grandi tragedie di questo Paese degli ultimi anni.

Penso che i genitori di Giulio siano persone fantastiche.

Penso che il caso Regeni sia stato uno dei momenti più bassi e indecenti della politica estera del governo Renzi. E che anche certe scelte politiche successive, come quella di accusare l’Università di Cambridge per nascondere la propria inettitudine per esempio, siano state anche peggio.

Penso che l’affetto che in tutto il Paese si è manifestato verso il giovane ricercatore ucciso siano stati segnali dalla parte migliore della nazione.

Penso che quei grandi manifesti gialli con su scritto ”Verità per Giulio” siano stati e siano tuttora una forma di resistenza civica.

Penso che i nuovi vincitori delle elezioni in Italia, in particolare i leghisti, manchino di quel minimo di intelligenza che gli consentirebbe di non identificare la battaglia per Giulio come una battaglia di sinistra e come tale da osteggiare a prescindere. Penso che siano stupidi, in definitiva. E che non si vergognino di mostrarlo. E che insomma non ci sia molto da fare con loro.

Penso che i governi dei paesi che non contano nulla come il nostro non abbiano grandi armi contro i dittatori alla Al Sisi. E che proprio per questo dovrebbero essere in grado di mostrare piccole o grandi azioni simboliche. Invece noi abbiamo avuto Angelino Alfano Ministro ad occuparsene. E con lui la real politik delle pezze al culo che si preoccupa degli investimenti dell’ENI da quelle parti.

Penso che la battaglia per la verità per Giulio sia ormai conclusa e che forse non aveva possibilità fin dall’inizio, anche se era giusto gridarla a gran voce.

Penso che sia il momento della memoria e che gli striscioni gialli appesi o non appesi ai palazzi comunali non siano poi questo gran problema. Toglieteli se vi va. La politica, del resto, nasconde i suoi fallimenti come può. Talvolta perfino appendendo uno striscione giallo. Ed ecco un brulicare di sindaci leghisti che tolgono lo striscione “Verità per Giulio” dai palazzi comunali.
La stupidità – si sa – è contagiosa. E si innamora perdutamente delle cose terminate.

Penso che dovremo ricordare tutto.
Penso che siamo stati deboli quando dovevamo essere forti.
Penso che Giulio Regeni non meritasse tutto questo.

Penso sia stata una grande tragedia che ci ha lasciato un piccolo insegnamento: ci ha reso meno ciechi su chi siamo.

Su quanto siamo deboli
e divisi,
e codardi,
e cinici,
e generosi,
e inutili.

Tutto allo stesso tempo.


La vignetta è di Mauro Biani.

14 commenti a “Giulio Regeni e noi”

  1. Emanuele (l'altro) dice:

    Adesso le racconto una storia. Nel 2013 un francese, Eric Lang, venne ucciso in Egitto. Morì in un commissariato del Cairo e l’autopsia rivelò segni di tortura. Quindi in questo caso non c’erano neanche dubbi sulle responsabilità del governo egiziano.
    Nel 2016 i familiari di Lang hanno detto a Repubblica che “almeno l’Italia sta cercando di fare luce, noi siamo stati abbandonati dal governo e dal ministero degli Esteri»” e ancora “pensavamo che la morte di un cittadino francese avrebbe comunque attivato le normali procedure giudiziarie. Invece niente. E vedendo ora la reazione del governo italiano per noi è ancora più dura: almeno l’Italia non ha fatto finta di niente” e infine hanno denunciato “l’assordante silenzio” della Francia sulle violazioni dei diritti umani in Egitto.

    https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/04/15/mio-fratello-come-giulio-ma-hollande-non-e-riuscito-ad-cairo18.html

    Ricorderemo poi che il corpo di Regeni è stato trovato esattamente nel momento in cui un ministro con una delegazione commerciale italiana erano in visita ufficiale in Egitto e che Eni aveva trovato in quelle acque un enorme giacimento di gas che i nostri fedeli alleati europei sarebbero pronti a sfruttare al posto nostro fregandosene dei Regeni in particolare e dei diritti umani in generale.

    Tutto questo per non far passare di mente che di fronte a tanti soldi il mondo occidentale si comporta tutto allo stesso modo e non solo i “governi che non contano nulla” come il nostro.

  2. Michele dice:

    Sono d’accordo con Emanuele. Ho l’impressione che il tenutario del blog sia tanto esterofilo quanto poco attento alla realpolitik degli altri paesi.

  3. Giulio (l’altro) dice:

    E allora la Francia?

  4. Emanuele (l'altro) dice:

    Che c’è, da fastidio alla propria retorica rimettere le cose nella giusta prospettiva?

  5. Antonello J. dice:

    Quindi se ho capito bene nella tua analisi gli unici a non poter essere criticati in tutta questa vicenda sono:
    1) quelli, gli inglesi, che hanno mandato un giovane idealista e ingenuo in una nazione pericolosa e in una situazione molto pericolosa, ben sapendo quanto la situazione in Egitto fosse pericolosa.
    2) quelle persone fantastiche che ce l’hanno lasciato andare senza impedirglielo per ragioni minime di prudenza.
    giusto?

  6. Gregorio dice:

    Emanuele, lei è semplicemente spaventoso quando scrive queste cose. Venga in Friuli, venga a Fiumicello a spiegare la sua visione del mondo ai signori Regeni, oppure li cerchi in giro per l’Italia nel loro continuo e giusto perigrinare alla ricerca di una verità che temo per lei non capirà mai. E la smetta di fare continuamente la puntalcazzo a tutto quello che scrive il fin troppo paziente tenutario di questo blog, lei temo sarebbe capace di rimproverargli anche il punto di arancione della scritta qui sopra (massì, la libertà di opinione e blablabla: me la risparmi, per carità).
    Cordialmente, Gregorio Venir.

  7. Emanuele (l'altro) dice:

    Ha notato che in quello che ho scritto ci sono le dichiarazioni dei genitori del francese ucciso dalla polizia egiziana, e cosa dicono quelle dichiarazioni?
    E che la chiusa del mio intervento riporta un dato di fatto oggettivo dimostrato ogni giorno dai comportamenti di tutti i governi occidentali, in primis quelli che hanno real politik senza pezze al culo e governi che contano?
    Infine io non smetterò di commentare, e a differenza di tanti altri lo faccio portando dati e fatti, finché Mantellini vorrà pubblicare i miei interventi.

  8. Gregorio dice:

    E lei ha notato che quel che dice c’entra poco o nulla con quello che ha scritto Mantellini, la cui gentilezza le permette ancora di dire cose come queste e altre?

  9. Pierluigi Rossi dice:

    @Gregorio
    Hai detto molto bene quello che, anche secondo me, si doveva dire. Aggiungo solo questo, che, fra il dito che indica la Luna e la Luna, c’è sempre qualcuno che sceglie il dito.

  10. Emanuele (l'altro) dice:

    @Gregorio
    Mantellini ha definito l’Italia un paese con real politik da pezze al culo e con governo che non conta nulla. Io ho ricordato come un governo che conta ha fatto peggio di noi non perché lo dico io ma i genitori dell’ucciso di quel paese, e che comportamenti come quello italiano sono la norma in tutto l’occidente.
    Adesso quale sarebbe il problema visto che Regeni non è al centro della mia risposta che invece era indirizzata alle critiche di Mantellini all’Italia?

  11. Michele Papagna - ACEA ONLUS dice:

    … e quindi?
    copio la vignetta per dire di nuovo:
    saputo che anche i francesi si sono adeguati (altro che incazzati), che l’Itaglia ha abbaiato un po’, che gli inglesi magari ci han marciato, che mo’ i neofascioleghisti vogliono farsi beati le vacanze a Sharm, magari scontate, che all’Eni si danno bei stipendi a ingegneri, industrialotte e ex sottosegretari…
    …e quindi? cosa cambia per me, te, per Giulio, per Paola e Claudio? cosa cambia per tutti noi, i nostri figli? ce li teniamo attaccati alla gonna e al pantalone?
    E quindi… la domanda continuerà a spuntare fuori, tra un giorno, un mese, un anno, dieci….
    finché non ci sarà verità e giustizia.

  12. Giovanni dice:

    Italia, senza la G, mighelie.

  13. Emanuele (l'altro) dice:

    Pezze al culo, governi che non contano nulla, nome da storpiare. Poi di solito chi si abbandona a queste manifestazioni ammira se non elogia apertamente altri paesi che sono uguali o peggio di noi.
    Solo che difficilmente in quei paesi troverai gente che fa lo stesso, ed è il motivo principale per cui l’Italia ha la fama che ha da sempre: perché solo noi abbiamo il tafazzismo..

  14. andy61 dice:

    Possiamo indignarci e urlare quanto vogliamo ma purtroppo questa è la real politik di tutti gli Stati del mondo e pensare di dargli una connotazione politica accusando una o l’altra parte è solo un becero esercizio di ipocrisia o, peggio, di banale partigianeria in cui l’evento, l’assassinio di Regeni, diventa solo una comoda scusa per fare polemica.

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