Quando, come stasera, arrivo in Europa. E scendo in un aeroporto perfetto e lucido, con tanta gente di passaggio che si incrocia e parla piano. E poi magari prendo un treno che parte ogni 10 minuti da una stazione giusto sotto l’aeroporto, diretto in una cittadina universitaria nemmeno tanto grande. E quando, appena arrivato, di sera, esco a cena ed è pieno di locali stracolmi di gente sorridente e rilassata, uomini e donne di tutti i tipi, che bevono una birra o mangiano qualcosa, che chiacchierano al tavolo di un pub o girano in bici in un centro storico senza auto in un giorno qualsiasi. Ecco è in quei momenti che, da lontano, osservo il mio Paese con tutta la disperazione possibile; ne ricordo le litanie assolutorie sulle cose che non funzionano mai, sul trionfo dei furbi, sul clima e la cucina del Paese più bello del mondo. Basta un passo in Europa per rendersi conto che l’Europa non ha tanto bisogno di noi e che semmai siamo noi ad avere un disperato bisogno di lei: di quei silenzi e di quei sorrisi, di quella gente che ha finito di lavorare e ora si rilassa, di quegli aeroporti luccicanti e quelle strade senza cartacce, di tutto quello che gli altri in Europa sanno fare meglio di noi. Che è tanto ed è tantissimo. Che è quello che ci servirebbe mentre tutto quello che abbiamo è questa schiera di fessi che urla da un palco contro l’Europa che ci soffoca e ci avvelena.

32 commenti a “Visti dall’Europa”

  1. Emanuele (l'altro) dice:

    E io che pensavo che gli europeisti Monti, Letta, Renzi e Gentiloni con ben 7 anni a disposizione avessero tirato a lucido l’Italia. Con grande approvazione dell’Europa che ci guarda.
    A proposito, come funziona l’ordine pubblico nella parte d’Europa che è andato a visitare?

  2. Stefano Priore dice:

    Oh, non si fa in tempo a scrivere “schiera di fessi” che ne compare uno.

  3. Guter dice:

    La bellezza è nell’occhio di chi guarda.

  4. Emanuele (l'altro) dice:

    Complimenti Stefano Priore.
    Fammi indovinare: sei progressista, liberale a favore del multiculturalismo e della libertà di parola e antifascista fino al midollo.

  5. Enrico dice:

    Emanuele (l’altro) sei riuscito nella non frequente impresa di farmi commentare.

    1) ti rendi conto che non hai capito proprio nulla di quello che ha scritto Mantellini? Non si tratta solo di politica, si tratta di società, di persone, di educazione.

    2) ti rendi conto che per arrivare ad avere anche in Italia città, strade, aeroporti, ecc. puliti ed efficienti così come un’amministrazione che funziona ci vorranno diverse generazioni di italiani e relative classi politiche e tutti che abbiano a cuore l’idea di cambiare l’Italia? I governi che citi non arrivano a 7 anni con l’aggravante di tutte le emergenze e divisioni che li hanno caratterizzati.

    Aggiungerei altro ma non ho voglia né tempo.

  6. massimo mantellini dice:

    @Stefano Priore sono arrivato tardi e a questo punto ci sono già commenti collegati e quindi lascio il tuo commento. Tendenzialmente da queste parti gli insulti al tenutario sono tollerati, quelli fra commentatori no. Invoco un po’ di sana autocensura. Grazie.

  7. Emanuele (l'altro) dice:

    Enrico mi rendo conto anche di due cose: la prima è che, non dico per ritirare su un paese ma almeno per invertire la rotta non bastano anni di buoni governi approvati dall’Europa, e però il governo attuale è accusato di non averlo fatto sin dai primi mesi in cui si è insediato, e non mi dire che la situazione sociale attuale è migliore di quella del periodo 2011-2018.
    La seconda è che per mantenere una società pulita ed educata ci vuole anche l’ordine pubblico e siccome tanti denigratori dell’Italia lodano paesi che hanno atteggiamenti e comportamenti che qui verrebbero tacciati di fascismo sono curioso di sapere come fanno.
    Per esempio il Belgio in questi anni ha ricevuto da associazioni internazionali accuse di violazioni di diritti umani e abusi delle forze dell’ordine che non hanno molto da invidiare a quelle che vengono puntualmente rivolte alle istituzioni italiane ma reazioni scandalizzate tra i liberali progressisti italiani non ne ho mai lette.

  8. Stefano dice:

    @Stefano Priore
    :-D
    Esattamente la mia reazione!
    Escono dalle fottute pareti! (Pardon per la parolaccia: è una citazione cinematografica)

  9. mauro dice:

    Con la trentennale demagogia che tutto fa schifo, iniziata con una godibilissima e sanguinolenta campagna mediatica che fece piazza pulita dei partiti ma anche del pluralismo democratico

    Al potere sono andati loro: i proprietari dei massmedia, Berlusconi e De Benedetti. Massmedia con quel tocco dispotico monopolistico che ci esalta. Che esalta i tifosi del PD.

    Oggi l’asticella si è alzata: piazza pulita del “sovranismo” (sempre termine giornalistico) per far fuori una Repubblica democratica e la sua Costituzione

    domanda prima del disastro: siamo veramente convinti che la Costituzione d’Europa sia democratica se al primo punto, come ricorda Gabanelli, c’è il mercato? Siamo davvero convinti, fuori dallo stadio dei partiti, che la Costituzione della Repubblica democratica sia peggiore di quella dell’Europa unionista dato che da Prodi e Napolitano in poi pretendono un controllo esterno e non un’armonizzazione collegiale?

    La piazza pulita è metodo fascista. Ma questa non è una domanda.

  10. vincenzo dice:

    non in tutto, dai: (viaggio molto, e condivido)
    https://www.wired.it/lifestyle/mobilita/2018/03/22/aeroporto-roma-fiumicino-premio/

  11. egidio scrimieri dice:

    Quando uno arriva in Europa. E quando arriva in Europa col proposito di mettersi a cercare tutte le cose che in Europa funzionano bene e in Italia funzionano male, dalla qual cosa deduce che l’Italia ha bisogno dell’Europa.

    E quando uno non capisce che se arriva in Europa col proposito di mettersi a cercare le cose che funzionano bene in Europa e male in Italia, non può’ far altro che trovare cose che funzionano bene in Europa e male in Italia, la qual cosa non dimostra affatto che l’Italia ha bisogno dell’Europa, ma tutt’al più’ che egli si sta incartando in una tautologia (*).

    E ancora quando uno non capisce che se dopo decenni d’Europa stiamo ancora qua a parlare di Europa che da’ benessere alle banche ma non agli europei, c’e’ qualcosa che non funziona, e quest’Europa va cambiata. Perché’ l’Europa non e’ fatta solo di “aeroporti perfetti e lucidi”, “gente sorridente e rilassata” ed altri benesseri, ma e’ fatta pure di grandi malesseri e di gente disperata.

    Ecco, quando a qualcuno accade tutto questo, accade pure che costui entra a far parte di quella schiera di fessi che celebrano quest’Europa che non funziona e che pensano che i fessi son quelli che la vogliono cambiare.

    (*) un esempio: la sanità’ italiana e’ quarta nel mondo per efficienza (la Francia e’ 16a, la Germania 45a):
    https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-09-19/u-s-near-bottom-of-health-index-hong-kong-and-singapore-at-top

  12. unAlberto dice:

    Ma perché non vi limitate a cogliere il valore positivo di questi messaggi, di provare a desiderare una vita più tranquilla, come quella descritta da Massimo?
    Provate forse vergogna ad anelare qualcosa che non sia sempre polemica, insulto, fare la voce più alta per sovrastare gli altri?
    Vi vergognate a desiderare una passeggiata fuori porta, ascoltare della buona musica, sorridere a chi vi fa passare sulle strisce?
    Non siete stanchi dell’arroganza di questa politica malata?
    Perché bisogna sempre cercare di dare la colpa agli altri, a quelli che c’erano prima?
    Gli errori li facciamo tutti, quel che conta sarebbe non perseverare. Ma è più facile accusare qualcun altro che cercare di risolvere e migliorare il problema.
    Manca il coraggio di assumersi le responsabilità, perché tanto lo fanno anche gli altri…
    Cominciate a non invidiare gli altri, cominciate a sorridere, a gustarvi una passeggiata, ad apprezzare quel che abbiamo…

  13. Emanuele (l'altro) dice:

    Se l’articolo termina con “tutto quello che abbiamo è questa schiera di fessi che urla da un palco contro l’Europa che ci soffoca e ci avvelena.” il messaggio positivo viene annullato dal solito attacco politico alla solita parte.

  14. Furio dice:

    E niente, provo a fare una breve sinossi.
    Giornalista miliardario italiano atterra a Utrecht o a Nizza e passeggia per locali fighetti alla moda in centro e si stupisce di quanto la gente sia rilassata e gioviale. Questo rappresenta uno spunto interessante per buttar lì una riflessione su quanto siano trogloditi e incattiviti gli italiani. Dove voglia andare a parare l’ineffabile intellettuale è chiaro. Gli europei sono migliori di noi e faremmo bene a seguire le regole di Bruxelles. Devo dire però che mi apsettavo anche un accenno su quanto gli italici rozzi siano cattivi nel non volere accogliere africani. Ma probabilmente questo cavallo di battaglia il nostro faro sulla realtà se lo terrà per qualche altra gustosa intemerata.
    Che poi basterebbe farsi un giro a Bari, per dire. Aeroporto ottimo nuovissimo e ben funzionante, collegato alla città da una nuovissima linea ferroviaria il cui biglietto costa anche poco.
    Per dire…

  15. andy61 dice:

    Tempo fa mentre prendevo la metro a Paddington al lunedì mattina in ora di punta notavo con mia moglie come il fatto di avere file ordinate di viaggiatori pronti con la tessera in mano permettesse un flusso rapido della gente ai tornelli.
    Al di là delle notazioni estetiche, se noi italiani iniziassimo a capire che rispettando le regole e l’educazione si riesce a vivere meglio, più serenamente e spesso con maggior tempo a disposizione, potremmo finalmente fare un passo avanti verso la civiltà.

  16. Claudia Pittelli dice:

    @Furio Miliardario?!? Ma quanti film vi fate dint’a capa?

  17. drpucico dice:

    Caro Mantellini, sono anni che la seguo, ma con questo suo post credo che smetterò. Ormai è diventato, ai miei occhi, lezioso, parziale, e somigliante ad un “vecchio trombone”, riuscendo addirittura a contraddirsi. Mi riferisco alle sue varie critiche fatte negli anni verso gli intellettuali, le stesse critiche in cui mi sembra lei stia affondando. Io non so come sia la sua vita al di fuori della sua scrivania e del suo dispositivo con la mela sopra, ma mi auguro che sia piena e stimolante, perché a leggerla, ecco, il suo tono mi sembra sempre un po’ più triste. La ringrazio per i numerosi spunti che mi ha dato nel corso degli anni, si goda la sua serata tra i locali stracolmi di gente sorridente e rilassata, e pensi che al rientro nel suo Paese prima o poi qualche angolo lo troverà, dove la gente la sera ha finito di lavorare e si rilassa. Magari, me lo auguro davvero, mi troverà tra loro.

  18. umberto dice:

    A me pare che questo post non tratti (se non strumentalmente) di società, di persone e di educazione ma di politica, di politica e di politica.
    Sul fatto che in altri paesi europei sono tutti carini, puliti, sereni e rilassati, invece di fermarmi alle apparenze indagherei sulle ragioni di ciò e sulle enormi differenze riguardo la qualità della vita che i loro governanti assicurano ai cittadini. Esempio banale, in Danimarca i socialdemocratici hanno vinto e neutralizzato la crescita della destra anche facendo campagna molto dura su immigrazione e sicurezza (a proposito: quanti immigrati ha accolto negli ultimi anni la serena e rilassata Danimarca?)
    Vai a farlo capire alla nostra sinistra che invece di agire ci soffoca e ci avvelena col fascismo alle porte e con la disumanità prossima ventura.

  19. Furio dice:

    @umberto
    Per carità, non parliamo di immigrazione e della catechesi che i grandissimi intellettuali di finta sinistra cercano di imporre al rozzo popolo italiano. Il punto più basso in assoluto raggiunto da una classe giornalistica già intrinsecamente pessima e venduta alla grande industria. Che poi, giustamente, il nostro Mantellini sarebbe il primo a non voler mai che sua figlia passi di notte da sola in mezzo a un gruppo di sacri richiedenti asilo bighellonanti in stazione o al parchetto. Ma giustamente, ogni genitore non vorrebbe mai un rischio, anche minimo per i suoi figli. E visti i numeri relativi a stupri e omicidi dei bei Paesi da cui provengono i giovanotti del pd, e visto che i “migranti” son tutti giovani uomini, il rischio poi tanto basso non è.
    Il fatto è che la figlia di Mantellini girerà sempre in auto. La sua se maggiorenne, una bella 500 fiammante di certo o una smart, o di qualcun altro se minorenne. Non passerà mai a piedi in zone ad alta densità di “richiedenti asilo”, Per quello ci sono le figlie del popolaccio rozzo. Ebbè, quelli ci devono stare. La statistica cmq è dalla parte delle figlie del popolaccio: la probabilità di non essere stuprate o peggio è cmq maggiore di quella di esserlo. Per chi si troverà nelle code delle distribuzioni: beh pazienza. Sono cose che succedono. Innanzitutto poteva succedere anche non in presenza dei sacri asilanti, e poi cmq ogni cosa bella ha le sue vittime collaterali. Quanti morti innocenti è costato sconfiggere il nazismo? Beh, una cosa bella e arricchente come il multiculturalismo avrà le sue vittime collaterali innocenti, ma ne vale la pena!

  20. Emanuele (l'altro) dice:

    Chissà se in Belgio hanno politici competenti come i nostri (quelli di prima, non il governo attuale)

    https://twitter.com/agorarai/status/1136526111888855041

  21. massimo mantellini dice:

    @drpucico la capisco bene, grazie per la pazienza avuta fino ad oggi

  22. Claudia Pittelli dice:

    Mentana e Burioni dovrebbero assumere Mantellini come blastatore di troll, le loro paginette si desertificherebbero nel giro di una settimana (forse). Non fosse che a quei due i troll servono per tenere in piedi i loro spettacolini baracconeschi.

  23. Maurizio dice:

    Stamattina, fermo allo stop, poco prima di entrare in tangenziale a Torino, vedo nell’auto davanti a me un distinto signore abbassare il finestrino e buttare la sua sigaretta sulla strada.
    Francamente non mi interessa chi voti e chiaramente è l’ennesimo maleducato che noto sulle nostre strade.
    Non fa statistica,ma ho guidato per migliaia di Km in Germania in vari anni, e non ho mai visto nessuno abbassare il finestrino e buttare il suo mozzicone per strada.
    Vorrei che questo paese iniziasse a cambiare dalle piccole cose.

  24. Fausto1981 dice:

    Maurizio, fammi capire: tu ti preoccupi di chi butta il mozzicone dal finestrino, e non ti preoccupi di chi ha fatto entrare negli scorsi anni un’orda di giovani maschi senz’arte né parte dal terzo mondo? Pensi che il far entrare negli scorsi 3-4 anni 600.000 persone di questo tipo, che non hanno nessun interesse al bene comune degli italiani né condividono le stesse, diciamo così, sensibilità sociali e civiche che sembrano starti tanto a cuore, possa farci diventare una nazione come vorresti tu, dove la gente è così civile da provare orrore al solo pensiero di buttare una cicca dal finestrino?

  25. Maurizio dice:

    Fausto1981, io credo solo che le migrazioni esistano da quando io e te avevamo trisavoli quasi scimmieschi.
    Il mondo tu non lo “fermi”, come non posso fermarlo io.
    Io vorrei solo un paese più intelligente dove si capisca che il bene comune è ANCHE mio.
    E’ un piccolo segnale che indica lo sviluppo culturale di un paese.
    La Germania ha assorbito molti più migranti di noi e non mi pare sia divento lo Zimbabwe (con tutto il rispetto per loro).

  26. Emanuele (l'altro) dice:

    L’immigrazione è un fenomeno troppo complesso per ridurlo alle solite frasi fatte.
    I fattori che vanno considerati sono tanti:
    – condizioni economiche e sociali del paese che riceve immigrazione
    – modalità con cui arrivano gli immigrati
    – velocità con cui gli immigrati aumentano percentualmente rispetto alla popolazione
    – capacità di programmazione e gestione dell’immigrazione del paese che la riceve
    – volontà dell’immigrato di adeguarsi al paese che lo ospita
    – disponibilità economiche dell’immigrato
    – competenze dell’immigrato
    solo per considerare i principali.
    Adesso analizza questi fattori uno per uno e applicali alla realtà italiana degli ultimi 30 anni in generale e degli ultimi 10 in particolare, poi fa lo stesso con la Germania o qualsiasi altro paese intendi prendere ad esempio per dire che loro sono civili e noi barbari. Mi piacerebbe conoscere le tue conclusioni una volta fatto ciò.

  27. Maurizio dice:

    Posso aggiungere altri fattori Emanuele ma non è questa la sede ne è mia la voglia di fare a gare sulla cultura e la preparazione generale.

  28. lombardi dice:

    Bei tempi! Quando i treni arrivavano in orario, i locali erano pieni e si sorrideva. Solo pochi personaggi sono riusciti a coniugare queste tre cose: Berlusconi, Renzi e Checco Zalone
    E penso a quel contingente militare inviato da Gentiloni al confine russo, chissà quanto ci costa ogni giorno, milioni, mentre la popolazione diventa sempre più povera. Sembra di rivivere la disperazione della seconda grande guerra e fa sorridere: sembra di giocare a Risiko.

  29. alessandro dice:

    oddio quanta meraviglia in un solo post

    la gente sorridente e i ristoranti sempre pieni

    oramai a livelli berlusconiani veramente :D

    https://www.lastampa.it/2011/11/05/italia/berlusconi-crisi-da-noi-ma-se-i-ristoranti-sono-pieni-nDGdFNhvbgwZt7tBu2vAYM/pagina.html

  30. Annamaria dice:

    Il pezzo è bello. Bello a leggere e da gustare.
    Poi però c’è quella brutta conclusione che lo azzera; che ne distrugge il senso e anche la bellezza.
    Che peccato. Davvero un gran peccato.

  31. Annamaria dice:

    Bello ‘da’ leggere.

  32. Emanuele (l'altro) dice:

    “Posso aggiungere altri fattori Emanuele ma non è questa la sede ne è mia la voglia di fare a gare sulla cultura e la preparazione generale”

    Non si tratta di gara ma di analizzare un fenomeno. Ho visto in questi anni come la retorica dell’accoglienza dei “profughi” dalla Libia sia campata di fake news (per usare il linguaggio di moda del mainstream) che si autoalimentavano nonostante i dati dicessero il contrario. Sul Post, che è il ritrovo di tanti progressisti che hanno in comune il fatto di sentirsi superiori alla massa ignorante, razzista e fascista, nei commenti di questa gente si leggevano falsità a raffica e retorica patetica in quantità industriale proprio perché i dati non venivano considerati (o erano piegati alla loro visione ideologica).

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