Ieri sera è tornato Salvini a Forlì. Ho preso la bici e sono andato. A differenza dell’ultima volta non pioveva. A differenza dell’ultima volta mia figlia Francesca ha detto “No grazie a sentire Salvini ci vai tu”. Mia moglie Alessandra ha detto che lei non ci pensava nemmeno. Così ho preso la bici e sono andato.

È stata una buona idea, così ora ne scrivo un po’.

Arrivato in piazza prima sorpresa. Con le bici non si poteva entrare. Tutto transennato. Ingresso solo a piedi, zainetti e borse controllati. Per chi non lo sapesse la piazza principale di Forlì è grandissima. Un lavoro ben fatto, poliziotti rilassati e gentili.

Una rumorosa compagnia di protestatori organizzati, qualche centinaio, in genere giovani e agguerriti, era stata isolata dalla polizia fuori dalla piazza, a distanza ragguardevole dal palco. Cantavano e urlavano slogan. Quando sono arrivato dicevano “Siamo tutti esseri umani:



Di qua dalla barricata un po’ di curiosi, un pugno di liceali con la maglietta del candidato sindaco del centro destra (facce pulite nelle quali si poteva leggere l’ingenuità un po’ stolida della gioventù) e soprattutto un paio di decine di fascisti leggermente sovraeccitati. Le solite facce, gente con ogni probabilità non del posto. Magliette nere, scarpe da ginnastica, età variabile (qualche ventenne ma anche alcuni quarantenni in sneakers) uno di loro con la croce celtica sulla t-shirt. Si conoscono, accennano senza convinzione le prime note di Faccetta nera, ogni tanto un saluto romano. Agenti in borghese di controllano. Quando un paio di loro cercano di provocare un ragazzo appoggiato ad un palo arrivano gli agenti li portano in disparte e gli chiedono i documenti. Poco prima due ragazze ventenni, esili e coraggiosissime, li avvicinano per dir loro di piantarla e cantano per qualche secondo “Bella ciao”. Da sole in mezzo a quelle facce.

Per me è il momento più bello della serata. La ragione per essere lì.

Sul palco nel frattempo è iniziata la kermesse. Una sceneggiata di imbarazzo provinciale. Il tenore sfiatato che intona Romagna mia, il candidato sindaco che parla 5 minuti (in realtà tutta l’attesa è per Salvini) con la sua ESSE molto pronunciata, il rappresentante locale della Lega che urla come fosse un DJ senza dire granché in un italiano stentato.
Poi arriva il Ministro ed è come fosse giunto sul palco uno statista tale è la distanza fra chi lo ha preceduto e la sua consumata capacità di tenere la folla, aggiunta all’aura di sacralità che le centinaia di ore in TV hanno istillato nella gente.

Mentre parla guardo la gente sotto il palco, né molta né poca, non particolarmente connotata, né grandi fans e nemmeno fieri oppositori. Qualche bravo! e qualche fischio, nel complesso molto interesse. Salvini sfodera il suo mix di balle e slogan mescolati a piccole verità inoppugnabili. Viaggia leggerissimo accennando ai grandi limiti delle ultime amministrazioni cittadini e al mancato ricambio (sono 50 anni che a Forlì governano gli stessi). Accenna a limiti sui quali molti li sotto sono d’accordo per averli sperimentati sulle propria pelle per una ragione o per un’altra. Fare opposizione del resto è sempre più semplice che governare.

Mi deprimo un po’ quando il pubblico esulta mentre Salvini dice che lui difende le donne, che accetta qualsiasi religione, che per merito suo controlleremo con le telecamere gli asili, che aumenteranno le pene per chi maltratta gli animali, che ora l’Europa è cambiata e gli darà ascolto. Guardo le facce della gente sotto il palco e comprendo perché quest’uomo in Italia ha oggi tanto successo. Non contano i giovani che protestano, non contano gli adolescenti figli di papà entusiasti e nemmeno i fascisti in trasferta per menare le mani o anche solo mostrarsi, finalmente. Contano tutti gli altri. Ogni discorso di Salvini è un mix intenzionale di quello che le persone (le altre) vogliono sentirsi dire. La geolocalizzazione della “bestia” è tutta nella sua analogica capacità di cavalcare malumori e insicurezze, in TV così come su questo palco di provincia. Il che ovviamente – ma questo lo si scoprirà solo più avanti – non ha nulla a che vedere con il governare.

È del resto questo il punto in comune del contratto Lega-M5S: gente che non sa governare per il semplice motivo che non vuole governare. Preferisce stare all’opposizione, anche mentre è incidentalmente al governo. Viene in mente questo meraviglioso tweet del M5S di qualche giorno fa.



A un certo punto mi annoio e un po’ anche mi deprimo. Esco dalla piazza, salgo in bici e torno a casa. Alessandra mi dice:

Allora come è andato il comizio?

Insomma, così così.


17 commenti a “Salvini a Forlì, di nuovo.”

  1. Emanuele (l'altro) dice:

    Commenti sparsi

    “Siamo tutti esseri umani”
    Anche i fascisti o il sottinteso è che a sinistra siamo tutti esseri umani (e si sa, chi non è di sinistra è fascista)?

    “facce pulite nelle quali si poteva leggere l’ingenuità un po’ stolida della gioventù”
    per i non letterati stolido significa, nel migliore dei casi, stupido.
    Chissà com’è non leggo mai simili etichette quando si parla di gioventù dell’altra parte

    “Fare opposizione del resto è sempre più semplice che governare.”
    Come sta dimostrando da un anno il PD.

  2. deid00 dice:

    ‘“Fare opposizione del resto è sempre più semplice che governare.” Come sta dimostrando da un anno il PD. ‘
    Non facendo niente ha preso piu` di 5 punti… mi sa che e` vero.

  3. Claudia Pittelli dice:

    Mi par di intuire che le due ventenni esili e coraggiosissime non si siano poi unite in carnale connubio,o una sopra l’altra ad elargirsi vicendevolmente stimolazioni orali lavorando di dita, per il sollazzo degli astanti. Altrimenti sì che sarebbe stato davvero il momento più bello della serata

  4. egidio scrimieri dice:

    Quale migliore commovente raffigurazione della superiorita’ morale che notoriamente contraddistingue le frange piu’ sublimi della sinistra di quella fornita da colui che va ad un comizio di Salvini apposta apposta per deprimersi?

  5. Claudia Pittelli dice:

    @egidio più per l’inconfessata prospettiva di un lapsus linguae da parte delle due esili ventenni, a mio dire

  6. Daniele dice:

    @quasi tutti
    Deve essere un male bipartisan (o tripartisan) che si manifesta anche nell’andare a leggere il blog di uno di sinistra (?) per potersi indignare di quanto egli sia elitista e/o radical chic…o almeno mi sembra

  7. egidio scrimieri dice:

    Con la differenza -abbi pazienza caro Daniele- che io leggo Mantellini con molto mio sano divertimento, contrariamente alla sofferenza con la quale Mantellini va a vedere Salvini. Non trovi sublime tutto questo, caro Daniele?

  8. zioluc dice:

    madonna che commenti terribili qui.

  9. Emanuele (l'altro) dice:

    @Daniele
    Io per esempio non faccio parte di quella schiera che legge solo quanto vuole sentirsi dire e poi commenta in mezzo a gente che commenta le stesse cose con sommo benessere interiore.
    Perché? Perché, per usare frasi da villici, mi piace sentire tutte le campane.

  10. Claudia Pittelli dice:

    Ma soprattutto rompere la campana, e defecarla. Uno spasso unico.

  11. Emanuele (l'altro) dice:

    Si chiama scambio di opinioni, qualcosa che in troppi accettano solo quando sentono quello che vogliono sentire.

  12. Claudia Pittelli dice:

    Nessun vero scambio di opinioni, ma tante pasquinate urlacchiate belluinamente al vento, ed un’atmosfera simpaticamente manicomiale :)

  13. Pierluigi Rossi dice:

    Grazie Mantellini per i post sempre perspicaci, arguti e divertenti. Ma grazie anche per il pubblico dei tuoi commentatori, che, per un’alchimia che non saprei spiegare, raggiunge e ingaggia anche soggetti che ti (mi) sono contrari. Io credo che ogni blogger vorrebbe avere un pubblico siffatto.

  14. Furio dice:

    A tutti stanno sul cazzo i tamarri fascisti, o almeno così dovrebbe essere . Però, mi permetterei una chiosa: le due ragazze che dicono in faccia bella ciao in mezzo ai fascisti cattivi. Possono farlo, ovviamente, non so legalmente, ma possono farlo perchè alla fine non succederà loro niente. Ho i miei dubbi che le due ragazze eroiche avrebbero il coraggio di andare a provocare un gruppo di sacri richiedenti asilo arrivati dall’Africa. Da sole, in mezzo a loro. Polizia o non polizia. Chissà perchè poi…

  15. Furio dice:

    @deid00
    Non fare niente…insomma. Han fatto fuori renzi. Se a te pare poco. Renzi ha affondato il pd con le sue folli poltiche economiche ma soprattutto con l’inspiegabile e, secondo me, criminale politica migratoria. Non ha nessun senso quello che ha fatto il renzi con i barconi dall’Africa. Nessuno. E la cosa grave è che ormai è completamente bollito e fuori dalla realtà: ancora rivendica la sua politica di accoglienza.
    Quindi il pd si è tolto una pericolosa zavorra ormai fuori controllo. Altro che “fatto niente”

  16. umberto dice:

    La stolidità della destra non umana contrapposta alla esile e coraggiosa umanità della sinistra che non esita a intonare inni sovversivi anche in presenza della marmaglia in orbace.
    Sottovoce però (siamo pur sempre in pieno regime fascista e gli scherani in nero hanno occhi e orecchi dappertutto). Che meraviglia

  17. Gianluca dice:

    un paio di decine di fascisti leggermente sovraeccitati. Le solite facce, gente con ogni probabilità non del posto.

    quando casapound fa le manifestazioni a Cesena tre quarti di quelli che ci sono sono di Forlì, cosa vuoi non del posto.

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