La prima volta ero convito si trattasse di un’errore di impaginazione. Da qualche giorno Repubblica, nella sua versione a pagamento sottolinea con l’evidenziatore giallo alcune parti di articoli nella pagina dei commenti. La mia prima sensazione è stata quella di essere di fronte ad un giornale già usato. La mia seconda sensazione è stata: ma cosa diavolo volete da me? La terza: forse desiderano aiutarmi.

Molti dei giornali online nei quali ho scritto in questi anni facevano (e fanno) qualcosa di simile. Evidenziano al lettore parti del testo, in genere mettendole in grassetto. Specie ad inizio paragrafo. Ho sempre pensato fosse una fastidiosa cretinata ma questo non ha molta importanza. Ha importanza invece il fatto che spesso le parti sottolineate, parlo della parole scritte da me ma vale lo stesso per qualsiasi lettore che le abbia incontrate (evidenziate o no) non erano quelle più rilevanti. O meglio non erano quelle più rilevanti per me.





Medium, che è una piattaforma di una raffinatezza inarrivabile, fa qualcosa del genere, dentro un meno deprecabile tentativo collaborativo. Mi consente di evidenziare alcune parti del testo che sto leggendo ad uso e consumo degli altri lettori (e dell’autore). È una forma di commento forse apprezzabile (per l’autore) ma il risultato estetico per il lettore è il medesimo. L’articolo è perturbato, nella sua rappresentazione estetica, dalle idee di qualcun altro.

La logica editoriale che sta dietro a simili scelte di formattazione è sempre la medesima. Escogitare trucchi e nuove idee che rendano la lettura del pezzo più attraente e persistente. Simili scelte raccontano anche una forma di debolezza: il pensiero retrostante che le parole da sole non siano più sufficienti, che escano migliorate dalla luce accesa da qualcuno da quelle parti.

Esistono due problemi a margine. Il primo è che spesso il sottolineatore professionale sottolinea cose a caso o peggio con logiche lontane da quella di potenziare il senso complessivo del pezzo (esattamente come avviene sempre più stesso con i titoli dei giornali). La seconda, quelle fondamentale, ogni giorno più taciuta in mille differenti maniere, è che, no, il lettore non è un cretino. E che ogni volta in cui voi troverete modi, anche in buonissima fede, che finiscano per ricordarglielo, lui penserà immediatamente lo stesso di voi.

5 commenti a “Spiegare il mondo con l’evidenziatore giallo”

  1. Marco dice:

    Amazon fa qualcosa di simile su Kindle: i passi più evidenziati in un libro vengono sottolineati, così chi legge per la prima volta trova le frasi che sono piaciute di più agli altri lettori finendo per sottolinearle a sua volta continuando ad alimentare il girotondo.

  2. massimo mantellini dice:

    @Marco è la prima cosa che ho disattivato

  3. Mike dice:

    L’evidenziazione la stanno anche facendo sul cartaceo, almeno negli articoli di fondo. Nel giornale uscito domenica scorsa era così. Certamente l’effetto giornale usato non è il massimo. Spero che crocifiggano il grafico in sala mensa…

  4. nicola dice:

    Già presente su alcun libri di scuola da qualche anno.

  5. Paolo dice:

    > Medium, che è una piattaforma di una raffinatezza inarrivabile

    cfr. https://www.cdevn.com/why-medium-actually-sucks/

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