Mi piaceva l’idea di scrivere su questo vecchio blog cosa mi sta passando in testa in queste ultime settimane prima delle elezioni di domenica prossima. Confesso di essere stato molto combattuto e di usare questo post per mettere un po’ in fila i pensieri.

Per iniziare dirò che per le elezioni europee sposo interamente (per la prima volta in tanti anni) quello che ha scritto Alessandro Gilioli su FB. Ve lo ricopio qui:


Dichiarazione di voto: non si votano i fasciotrash, quelli che ci si sono alleati e quelli che ci si vogliono alleare. Per il resto, a piacere e vicinanza ideale. Ah, ci sono le preferenze e non sono affatto inutili, anzi possono essere determinanti per gli indirizzi politici futuri. Quindi se già non li conoscete googlateli bene sti candidati, che talvolta si mescolano nella medesima lista pessimi e ottimi. Davvero su, basta un’oretta. Amen.



Poi, per proseguire, vi confesserò di essere stato piuttosto redarguito, privatamente e con eleganza, per aver pubblicato qualche giorno fa questo tweet (del quale sono interessanti soprattutto i moltissimi commenti):




La critica era questa: nella mia posizione di grande o piccolo influenzatore di opinioni (vabbè ;) un tweet del genere poteva spingere qualcuno, in tempi di grande emergenza democratica, a sprecare il proprio voto affidandolo a schieramenti che non raggiungeranno lo sbarramento del 4%.

Vado avanti.

In questi ultimi mesi ho sviluppato sintonia e ammirazione verso due politici in attività. Due persone appassionate, che mi piacciono istintivamente, alle quali avrei affidato il mio voto pur con mille argomenti che ci tengono distanti: Pippo Civati e Marco Cappato. Pippo si è variamente incasinato da par suo presentandosi alle europee con uno schieramento che ha poi ripudiato (a margine: come mai in Italia nessuno mette assieme un movimento ecologista che assomigli anche solo lontanamente a quello dei verdi bavaresi?); Cappato ha perso (di poco) la battaglia per la segreteria di +Europa ed è migrato altrove. Quindi anche le (mie) scelte ad personam sono andate a farsi friggere.

Poi ho anche letto i programmi elettorali. Li ho letti per rendermi conto di due cose:

1) che i programmi elettorali non esistono più (anche se queste sono elezioni europee ed è tutto più vago), sono stati trasformati in elenchi puntati nei quali tutti scrivono a pappagallo la grande balla “il cittadino al centro” e poco d’altro.

2) che sul tema di gran lunga più rilevante (per me) in questo momento e cioè quello dei migranti il programma del PD è un capolavoro di viscida ambiguità. Per dirlo in 4 parole: nulla è cambiato da quelle parti dai tempi del detestabilissimo (per me) Minniti.

Perfino il programma di +Europa al riguardo è più coraggioso e progressista di quelle 5 righe di vergognosa vaghezza.

Così ora il bivio nel quale sono parcheggiato indica da una parte la possibilità di votare per uno schieramento formato da un partito morto (il PD) e da un vago schieramento di fighetti centristi, agitandoli come unica banderuola momentaneamente sostenibile rispetto a mali ben peggiori e dall’altra il voto a uno schieramento liberista (diciamo così) che però non ha molte possibilità di superare quello sbarramento del 4% rischiando così di trasformare la mia opzione in preziosa spazzatura ad usum Farage. E la scelta, se nei prossimi giorni il mio sondaggista di fiducia non mi darà notizie diverse da quelle di oggi, è pressoché scontata.

Sulle elezioni amministrative (nella mia città si elegge il sindaco) la (mia) situazione è se possibile perfino più complicata ma non vi voglio tediare oltre.

Buon voto.

6 commenti a “Dichiarazioni di voto (quasi)”

  1. Federico dice:

    In realtà sarebbe molto più importante che un 1% in più vota se +E, piuttosto che il PD, in quanto a distribuzione dei seggi

  2. Davide dice:

    E cosa direbbe il suo sondaggista di fiducia? Ché io sono messo più o meno come lei e una qualche informazione in più gioverebbe.

  3. Alessandro Ronchi dice:

    Civati si è incasinato da solo con la storia dell’abbandono personale alla campagna elettorale. Una storia assurda, se si approfondisce. Dopo due giorni ha ricominciato a fare campagna per le altre candidate della lista Europa Verde Chiara Bertogalli e Fatou Boro Lo

    In Europa Verde ci sono bei candidati: Lantschner di CasaClima, la giornalista e saggista Silvia Zamboni, lo stesso Bonelli, ovviamente la Bertogalli.

    Se in Italia non sono come il movimento Bavarese, forse è colpa nostra che non li votiamo.

    Ps: in Irlanda sono passati dall’1,6% al 9%, in Olanda secondo gli exit poll hanno superato il 10.

  4. Simone dice:

    La crisi climatica supera la soglia di probabilità del 4% sicuramente.

    Ciao Ale la prossima settimana c’è Naomi Klein a Riccione, sapevi?

  5. Alessandro Ronchi dice:

    Non lo sapevo, interessante!

  6. mauro dice:

    1 Non esistono più perché non ne hai mai parlato, nonostante tu sia appunto un influencer, e questo è abbastanza grave.

    2 Non ho letto, ma ho visto due interviste di Zingaretti da Annunziata e Gruber (ex politico PD): non una parola sull’Europa, non una domanda. Il giornalismo non esiste praticamente più, è solo influencer, e questo è abbastanza grave.

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