Ieri sera io e Francesca siamo andati in piazza al comizio di Matteo Salvini. Pioveva forte. Piazza Saffi è molto grande, così il palchetto per il comizio era stato posizionato in modo che il pubblico occupasse solo una minima parte dell’ampio spazio. Un megaschermo trasmetteva in loop video del Ministro dell’Interno.

Nonostante le stupidaggini obbligatorie che si dicono sempre in questi casi in piazza (i leghisti parlano di 4000 persone i media di “migliaia”) non c’era molta gente. A occhio direi al massimo un migliaio di persone. Nelle foto sui social il numero è ingigantito dai grandangolari e dagli ombrelli aperti. Sempre a occhio, passeggiando un po’ fra la folla bagnata, direi che le persone che attendenvano Salvini potevano essere equamente divise in tre categorie. Un terzo di sostenitori leghisti, un terzo di contestatori, un terzo di semplici curiosi. Come direbbe il compianto Bonvi:

amiken, nemiken e semplici conoscenti in parti uguali.

Con una differenza sostanziale: fra i sostenitori di Salvini molte persone di una certa età, specie signore sui sessant’anni facilmente riconoscibili per aver acquistato allo stand allestito in piazza la maglietta bianca della Lega Nord, mentre fra gli oppositori prevalevano i giovani: fra loro molti universitari che sono ormai l’unica anima pulsante rimasta in questa cittadina semi affondata. Il resto una folla indistinta.

Se vi piacciono le cronache leghiste potrete rifarvi all’articolo di Forlitoday dove un cronista con evidenti problemi sensoriali descrive così l’arrivo di Salvini in piazza:


Oltre 2mila persone tra quelle sotto gli ombrelli e quelle nel salone hanno seguito il discorso del leader della Lega anche grazie ad un maxi schermo che è stato posto nel palco allestito nel cuore del centro storico. Salvini, accolto dalle grida d’incitamento “Matteo, Matteo”, è arrivato intorno alle 21.30. “Comizio bagnato, comizio fortunato”, ha esclamato Salvini, che ha ringraziato “i militanti romagnoli che non hanno mai mollato”. A causa di un problema tecnico agli impianti dovuto alla pioggia (il palco non era coperto), il leader della Lega ha parlato dal balcone del salone comunale e cantato con tanto di fisarmonica “Romagnia Mia”. “Saviano e la Boldrini chiederanno le dimissioni perchè ho osato parlare Romagna dal balcone (con chiaro riferimento ai comizi storici al balcone di Benito Mussolini, ndr)”.“


Il vizio di raccontare il mondo come ci piace e non com’è non è un problema solo della stampa semiamatoriale locale, in realtà Salvini è stato accolto a Forlì non tanto al grido di “Matteo Matteo” ma con un meno elegante “Buffone, buffone”





Sulla faccenda del balcone che ha fatto imbestialire (solo su Facebook a quanto pare) il sindaco Drei, io sarei invece meno drastico: pioveva forte, il balcone del palazzo comunale era l’unica maniera per parlare alla folla sotto l’acqua, pur con un microfono che non funzionava troppo, prima di dedicare il comizio alle 250 persone che avevano trovato posto nella sala Albertini. Ovviamente i simboli restano importanti e Salvini che arringa la folla dal balcone, magari defindendo la maggioranza delle persone che erano lì non certo per adularlo “cinquanta sfigati”, fa un po’, anzi abbastanza, palazzo Venezia ma insomma, restiamo umani, era una maniera per parlare a gente che comunque era lì per lui.

Ci sono ottime probabilità che il centro sinistra perda le prossime elezioni comunali a Forlì. Le perderà, mi spiace dirlo, per proprie colpe. Accadrà non tanto per una contabilità stretta fra amici e nemici del leader populista e razzista che oggi ci troviamo come Ministro dell’Interno ma per via della quota di cittadini semplici conoscenti che ieri sera erano in Piazza Saffi.

Nel frattempo anche essere minoranza, anche essere definiti “cinquanta sfigati”, può non essere male. Così mentre io e Francesca ci incamminavamo verso casa sotto la pioggia mi sono fermato sotto un portico a postare su Twitter questo breve video di Matteo Salvini in camicia bianca d’ordinanza che prova a ironizzare nei confronti dei “rosiconi” utilizzando le sue solite consunte categorie (La Boldrini, i centri sociali ecc) mentre centinaia di forlivesi sotto gli ombrelli gli urlavano:

“Siamo tutti antifascisti”.



A quel punto io ho guardato mia figlia e lei ha guardato me. Io avevo messo un breve video su Twitter, lei qualcosa nelle sue storie su Instagram. Ci si era rotto l’ombrello, pioveva molto. Il razzista dal balcone ci aveva appena dato degli sfigati ma per noi andava bene lo stesso.
Siamo tutti antifascisti.
Siamo arrivati a casa e ho detto ad Alessandra: è stata una buona serata. Sono contento che Francesca sia venuta.


update 5/5. mi sono informato meglio. L’utilizzo del balcone comunale doveva essere autorizzato dal Sindaco il quale dietro richiesta della Lega aveva concesso l’utilizzo del salone comunale. L’autorizzazione non è stata chiesta e del resto non sarebbe stata concessa visto che quello spazio negli ultimi decenni non è mai stato utilizzato per comizi. Le responsabilità di una simile violazione, con aspetti simbolici molto significativi, non riguardano solo Salvini e la Lega, che nella simbologia fascista attingono da sempre a piene mani, ma vanno estese anche al candidato sindaco del centro destra Zattini che si è prestato ad un simile sceneggiata.

17 commenti a “Antifascisti a Forlì”

  1. Randolph Carter dice:

    Grazie della cronaca Mante, spiace non avere un quotidiano locale decente. E per decente non intendo mica non schierato, ma che almeno che faccia propaganda con notizie vere…

  2. egidio scrimieri dice:

    Riassumiamo il riassunto di Mantellini.
    Salvini ha fatto un comizio a Forli’. Pioveva (ma questo non c’entra). Erano presenti suoi sostenitori, suoi contestatori e suoi ascoltatori non classificati (questo e’ ovvio, in base all’equazione: insieme della popolazione = sostenitori di un tizio + contestatori di un tizio + non classificati). I sostenitori gridavano “Matteeoo Matteeoo” , i contestatori gridavano “buffoone buffoone” , i non classificati non gridavano (e pure questo e’ ovvio, poiche’ casomai un contestatore gridasse “Matteeo” egli rientrerebbe immediatamente nella categoria dei sostenitori e le classificazioni resterebbero le stesse; idem altre combinazioni). Ci sono ottime probabilità che il centro sinistra perda le prossime elezioni (e questa e’ la cosa piu’ ovvia di tutte).
    Fine del riassunto del riassunto.

    Dunque: qual e’ la notizia? Non si sa. Pero’ dal racconto possiamo trarre una morale. Quando pensi peste e corna di qualcuno tutte le occasioni sono buone per dirne peste e corna: pure quelle che non c’entrano niente.

    Fossi stato al posto di Salvini, mi sarei messo a gridare pure io dal balcone “Siamo tutti antifascisti” (magari aggiungendo “pero’ voi siete antifascisti piu’ fessi”).

  3. Luigi dice:

    Pagherei non sai quanto per poter vedere la scena di un Salvini che dice, fosse pure per scherzo, “Siamo tutti antifascisti”.
    Me l’immagino una cosa del genere, con Salvini al posto di Fonzie e “Siamo tutti antifascisti” al posto di “I’m sorry”…
    https://www.dailymotion.com/video/x26yzgd

  4. Giannibino dice:

    Solidarietà a moglie e figlia, defraudate di shopping e/o cinema

  5. Pinco Pallino dice:

    I semplici conoscenti sono stati, sono e saranno sempre la rovina del mondo

  6. Raimondo dice:

    Premesso che secondo Flaiano i due terzi dei presenti al comizio erano fascisti, non capisco la valenza educativa (e il compiacimento) di portare una quindicenne ad ascoltare un politico che si disprezza. Farle vedere quanto “noi” siamo meglio degli “altri”?
    Boh!

  7. alessandro dice:

    siamo ancora al far west

    i buoni da una parte e i cattivi dall’altra

    non si e’ mai cresciuti

  8. Furio dice:

    Non diventeremo mai un Paese africano. Mangiatevi pure il fegato, ma non accadrà mai. E’ molto, molto più facile, caro dottor-professore, che lei e sua figlia vi trasferiate in Africa. E non è mica una provocazione, sa? Esistono già Paesi al mondo con milioni di africani: ci vada se ama tanto questa evoluta popolazione, è molto più facile che trasferire masse di africani in Italia. Le pare? Figuriamoci poi col suo lauto compenso a 5 zeri Lei sarebbe un piccolo re in quei floridi ed evoluti paesi.
    Provateci pure a buttar giù Salvini e a mettere un bel governo europeista dai porti aperti. Fate fate.
    Così poi vediamo che succede.

  9. Claudia Pittelli dice:

    Dati i commenti, giova sempre ricordare che:
    “Già oggi per il cittadino digitalmente competente (abbiate pazienza) gli imbecilli non solo non sono un problema ma proprio non esistono. Non li vede, a meno che non lo voglia, non li ascolta, le loro stupide parole non condizionano alcunché. Per costoro la frase di Eco è quella di un palombaro che canta il Nessun dorma nelle profondità degli abissi.”

  10. insula dice:

    @Furio
    Io non credo che Salvini sia così rozzo, incivile e trogloditico come vuole apparire. Ma queste sono le qualità del pubblico a cui si rivolge e di cui sollecita i voti. E a questo si adegua. Lei, di questo pubblico è un perfetto esemplare.

  11. Furio dice:

    @insula
    Si riguardi signora. Questa deriva psicologica che porta gente normale a teorizzare lo spostamento di milioni di individui da un continente a un altro, e parimenti postula l’ineluttabilità della società multietnica e multiculturale riguarda solamente un’infima minornaza in Europa occidentale e negli States. In tutto il mondo ridono giustamente dietro alle vostre ridicole teorie.
    Le ripeto: non diventeremo mai un paese africano. Non dobbiamo, non possiamo e soprattutto non vogliamo.
    Inoltre non riconosco alcun tema razzista nel mio scritto. Sono convinto che la Cina sia la Cina e la Nieria sia la Nigeria a causa delle persone che vi abitano. Io non voglio che l’Italia diventi sempre più simile alla Nigeria.

  12. Marco[n] dice:

    @Furio Chiaramente non ha la minima idea di quello di cui parla. Nessuno teorizza nulla, e peraltro nemmeno si capisce il perché dovrebbe teorizzare qualcosa al riguardo. Sono solo fantasmi che qualcuno crea nella sua mente e poi cerca di attribuire ad altri.
    Mi dica un motivo, uno solo, per cui io, persona normale, dovrei teorizzare e desiderare l’arrivo di “nigeriani” in Italia, addirittura favorirlo.
    Molto più semplicemente le migrazioni di “milioni di individui” sono sempre avvenute, sempre: talora pacificamente, talora molto meno. E la società è già “multietnica e multiculturale”, lo è sempre stata, persino l’impero romano duemila anni fa lo era già.
    I miti di “purezza” e di mantenimento all’infinito dello status quo sono, giustamente, solo miti. E servono solo a generare odio.

  13. Furio dice:

    Lei si sbaglia signora. Questa cosa del ‘ê sempre avvenuto’ le ha annebbiato la coscienza. Tutto al contrario: non é mai avvenuto che un Paese si facesse invadere da milioni di giovani di un altro continente senza colpi ferire. Per trovare le motivazioni di rame follia dovrebbe leggere qualche paper di confindustria o qualche delirio del belloccio rampollo della grande famiglia patrizia dei Boeri di Milano.
    Ma mi rendo conto sia troppo per una che ciancia bovivamente ‘é sempre successo’. Stia tranquilla: i suoi figli non dovranno maledirla perché a scongiurare il pericolo che l’italia diventi un cessò africano ci pensiamo noi.

  14. Marco[n] dice:

    @Furio
    Per dirla alla Loredana Bertè: “Non sono una signora”
    Sui deliri successivi, compreso il “ci pensiamo noi” non vale nemmeno la pena di rispondere. Solo una cosa: ovviamente l’Italia non sarà mai un paese africano, essendo in Europa.

  15. Furio dice:

    Scusi cara non-signora. Mi saprebbe dire per quale motivo il numero di stupri e omicidi in Congo e Nigeria sia infinitamente maggiore di quello in Italia? Numero che a sua volta è sensibilmente maggiore del numero di questi reati in Lussemburgo e Singapore?
    Sarà mica che a stuprare le donne in un Paese sono gli uomini di quel Paese?
    Nulla di buono può venire dal prendersi in casa milioni di giovani africani. Nulla. Molto meglio una recessione che avvicinarsi agli standard di vita dei Paesi da cui provengono i “migranti”.
    E guardi, non-signora, ho trascurato di parlare del QI e della distribuzione dello stesso nelle varie aree del pianeta. Le basti saere una cosa: nulla di buono. Davvero nulla di buono. Che gli sbarchi siano diminuiti è una benedizione, sotto molti punti di vista.

  16. Marco[n] dice:

    @Furio Ha mai pensato che “Marco” è un nome maschile? Non sono una signora o una “non-signora”, sono uomo. Sesso maschile. E’ più chiaro così?
    Una dimostrazione in più sul perché è inutile discutere con chi disquisisce su QI degli altri, “annebbiamento” degli altri ecc.
    Si rilassi un pochino e si sforzi di capire cosa scrive il suo interlocutore prima di rispondere.

  17. Furio dice:

    Va bene gentile Sig. Marco. Mi scusi per l’equivoco gender. Tuttavia la mia domanda resta: chi è che stupra le donne nigeriane e congolesi in Congo? Il fatto che il numero di questi reati sia infinitamente più alto in quei Paesi che in Itaia significa qualcosa? Io consiglierei ai migrantofili di lasciar perdere. Accettare la sconfitta e non insistere. Perchè se si va allo scontro si fanno molto molto male.

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