25
Apr

Tratto da quella miniera di perle incommensurabili che è “L’attrito del tempo” di Martin Amis.

Lei si è scagliato contro la brutalità dei giornalisti, eppure, da giovane, ha stroncato senza pietà scrittori più anziani di lei. Ne è pentito adesso?
Joseph Dartford, Hertfordshire

Insultare la gente per iscritto è un vizio dei giovani e una corruzione minore del potere. Con gli anni bisognerebbe smettere di farlo, altrimenti si rischia di passare per uno che vuole fare il ragazzino a tutti i costi. Insultare la gente quando si raggiunge la mezz’età è una cosa poco dignitosa e, più ci si avvicina al tramonto, più sembra un atteggiamento da persona ormai fuori di testa. Mi viene in mente la figura sempre più nervosa e instabile di Ton Paulin che continua a lanciare insulti a destra e a manca. È vero, probabilmente da giovane ho scritto un paio di stroncature capaci di mettere fine a una cariera, e, sì, oggi ne sono pentito.


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