Io sono un cittadino. Niente di più e niente di meno. Mi interessa la politica. Ho un blog in cui spesso parlo di politica. Ne scrivo qui, e su Twitter. Lo faccio liberamente, non ho ora e non ho mai avuto in passato padrini o santi da venerare. Non sono tifoso. Mi piace l’alternanza, credo che in politica sia un valore, che spinga – dove esiste – gli amministratori a dare il meglio. In Italia non c’è mai stata molto. Forse per questo ho sempre votato centro sinistra. Dati i disastri che il centro sinistra ha fatto dalle mie parti negli ultimi trent’anni avrei votato volentieri per altri. Ma gli altri, per come la vedo io, non ci sono mai stati. Leghisti, grillini, fascisti rivestiti, berlusconiani. Tutta roba che non fa per me. Ho continuato a votare centro sinistra nonostante tutto.

Per un certo periodo. lo dico senza alcun imbarazzo, ho creduto che Renzi potesse cambiare qualcosa nel piccolo pianeta del riformismo italico e perfino dentro quel grande serbatoio di cose differenti (grandi entusiasmi, splendide persone e gigantesche clientele) che è stato il PD. Come al solito l’ho scritto. Mi sbagliavo. Ho votato SI’ al referendum costituzionale. Lo rifarei.

Dopo le elezioni del 4 marzo (a quei tempi il PD mi aveva già deluso a sufficienza, quella volta ho votato +Europa) ho scritto spesso quello che tuttora mi pare evidente. Il PD non è cambiato di una virgola, Renzi non si è fatto da parte, Minniti è tuttora un padre nobile, tutti i dirigenti hanno speso un anno a cincischiare e a misurarsi il pisello (tanto sono quasi tutti maschi) come se nulla fosse accaduto. A queste condizioni il PD per me, lo scrivo da tempo, è semplicemente unfit (in genere scrivo morto ma l’espressione è forte e i militanti si risentono).

Questa mattina, nel giorno delle primarie del PD, prova muscolare di non si capisce bene cosa, ho scritto questo tweet che semplicemente riassume tutte le cose scritte qui sopra:




E sulle reazioni a questo tweet ho le solite cose da dire:

1) gli ultras mi annoiano tantissimo e i loro tic sono identici a destra e a sinistra.

2) rispetto chi pensa che andare a votare sia una maniera per fare oppozione al governo esistente (ma non credo)

3) il disastro del governo fascio-grillino si combatte alle elezioni non votandoli. E per fortuna esistono alternative. Mi è dispiaciuto che Marco Cappato non sia diventato il segretario di +Europa.

4) Minniti e il carrozzone di dirigenti inaffondabili del PD di oggi (più quelli che rientreranno dopo la quarantena) mi spiace ma ve li votate voi.

5) Esprimere il proprio punto di vista, in rete, su questioni del genere, trovo che sia una forma utile di partecipazione al pensiero comune.

12 commenti a “Analisi di un tweet”

  1. Davide dice:

    Effettivamente sono rimasto colpito dalle centinaia di commenti al tuo post.
    Insulti a parte, mi pare evidente che ti stimano.

  2. Annamaria dice:

    Più che partito morto Il Pd mi sembra un partito di anime morte.
    Zingaretti in questo momento è la sua faccia più presentabile, ma non penso che avrà la forza di liberare il partito dal “carrozzone di dirigenti inaffondabili” che si trascina dietro.
    Poi c’è Renzi, mai andato via, presente più che mai: una pietra al collo.

  3. Emanuele (l'altro) dice:

    Senza Minniti il PD avrebbe perso un altro bel po’ di voti ma dubito lo capirete mai.

  4. Massimo dice:

    5) su un blog, forse. Non su Twitter. Su Twitter, se ti si fila qualcuno, è un invito alla guerra.

    Per il resto, concordo sia con Annamaria, sia con Emanuele.

  5. Annamaria dice:

    “Chiediamo che i bandi non si interrompino…”
    Fantasiosi, creativi, adorabili congiuntivi alla Zingaretti.
    Tacciono le voci dell’Istituto Luce, incantate da una siffatta licenza poetica. Doveroso un aggiornamento della Treccani.

  6. alessandro dice:

    dove non ti e’ chiaro che non c’e’ spazio se non per il pensiero unico?

  7. layos dice:

    Io non sono un elettore del PD, l’ho votato una sola volta in vita mia in un’occasione abbastanza particolare, per il resto ho sempre scelto qualcosa che stesse alla sua sinistra.
    Questo premesso, visto che allo stato delle cose la galassia a sinistra del PD è un pulviscolo di litigiose teste di cazzo che “si misurano il pisello” (cit.) e stanno a ingigantire le differenze che li dividono rispetto alle tante cose che dovrebbero accomunarli, sono andato a votare alle primarie. Questo non tanto perché i candidati mi entusiasmassero (avrei votato volentieri Del Rio o Damiano se si fossero presentati) ma perché 2 milioni di persone che si recano alle primarie, come i 200 mila di Milano, sono un segnale di riscossa e di risveglio a chi non vuole morire soffocato fra i risolini ebeti di Di Maio e le smargiassate di Salvini.

    Quindi capisco benissimo il tuo punto di vista e lo rispetto molto, ma penso che purtroppo questo sia il momento di turarsi il naso, cosa che abbiamo dovuto fare per tanti anni per arginare Berlusconi, perché quei tempi bui sono tornati ancora più bui.

  8. Emanuele (l'altro) dice:

    “2 milioni di persone che si recano alle primarie”

    Sono meno: col 93% dei seggi scrutinati si stimano 1 milione e 600 mila

    2005: 4.310.000 Prodi
    2007: 3.550.000 Veltroni
    2009: 3.100.000 Bersani
    2013: 2.815.000 Renzi
    2017: 1.840.000 Renzi
    2019: 1.600.000 Zingaretti

    Anche avessero eguagliato i risultati del 2017 non parlerei di riscossa.

  9. Luca dice:

    mai stato più d’accordo con ogni singolo punto di un ragionamento. grazie davvero.

  10. mario dice:

    In queste condizioni non andrò più a votare in vita mia. Anche io ho votato sì al referendum (e lo rifarei) ma ho promesso a me stesso che sarebbe stata l’ultima volta che sarei andato a votare turandomi il naso. Nella nostra Forlì c’è il rischio che le comunali le vinca la destra per la prima volta dal dopo guerra ma peggio di così non può esserci nulla. Hanno perso Siena, Pisa, Imola ecc. ecc. e non hanno battuto ciglio, sono senza vergogna e non meritano nulla.

  11. Emanuele (l'altro) dice:

    “Nella nostra Forlì c’è il rischio che le comunali le vinca la destra per la prima volta dal dopo guerra ma peggio di così non può esserci nulla”

    Non essendo di Forlì ti chiedo se puoi spiegare perché la destra potrebbe vincere per la prima volta. Si parla della ricca Emilia Romagna, quasi tutta sempre a sinistra, dove i servizi funzionano o perlomeno funzionano meglio rispetto a quasi tutta l’Italia, dove le scuole funzionano come sopra.
    E allora che sta succedendo, quali sono i punti chiave per cui verrebbe votata la destra?

  12. mario dice:

    Semplicemente il PD come ha perso credibilità a livello nazionale lo sta facendo a livello locale. Come è già successo in importanti capoluoghi toscani quali Pisa e Siena tra astensione, un po’ di voti in più ai grillini e molti voti in più alla lega c’è il rischio concreto che la destra trionfi alle Comunali.

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