Mai capito perché i politici italiani che non sanno l’inglese non scelgano di parlare italiano facendosi tradurre da qualcuno che gli eviti figure terribili.





Il ministro degli Esteri Massimo D’Alema a Oxford il 5 agosto 2007.








Francesco Rutelli, in uno spot per il Ministero del Turismo nel 2007







Il ministro degli Esteri La Russa nel 2011







Il ministro degli Esteri Alfano nel 2016







Il presidente del consiglio Matteo Renzi a Venezia nel 2014





Il presidente del consiglio Giuseppe Conte a Davos nel 2019


7 commenti a “At future memory”

  1. Marco dice:

    Mi costa molto, ma mi sembra D’Alema sia comunque dignitoso.

  2. Signor Smith dice:

    Potrebbe essere la sindrome “Noio voulevòn savuar”, la voglia di ispirare tenerezza e simpatia… o la speranza che, come ci si improvvisa statisti ed uomini di governo, ci si possa anche improvvisare oratori in inglese.

  3. danilo dice:

    Mia figlia mi suggerisce che l’accento di Conte suona molto Jamaican English. E se il visiting professor avesse avuto compagni di stanza originari di Kingston?

  4. Beppe dice:

    …in arte Santi Bailor…

  5. al dice:

    Che poi La Russa parla un ottimo tedesco, peccato non gli serva a nulla.

  6. Luca dice:

    La responsabilità è di chi dà loro lezioni (o ripetizioni) e li incoraggia abbastanza da fargli credere che lo sanno parlare bene.

  7. Massimo dice:

    E’ da tanto, tanto tempo che non ci fidiamo della Perfida Albione.

    E’ quello, il problema.

    Se sanno l’inglese, non li vogliamo.

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