Più passa il tempo e più penso che gli alberi siano una metafora politica potentissima. Gli alberi dicono cose di noi, di come intendiamo il mondo, di cosa pensiamo del nostro futuro. E sai di queste cose qual è la più importante? Che oggi noi facciamo mediamente schifo.

Vivo in una città che negli ultimi dieci anni ha ignorato il verde pubblico con grande convinzione. Lo ha fatto per scarsa cultura, per mancanza di visione, per un’idea di bellezza e benessere talmente svalutata e misera da non essere più nemmeno moneta di scambio. Una politica imbelle da un lato e un apparato amministrativo mediocre dall’altro hanno prodotto disastri come mai in passato. Fra qualche mese il PD se ne tornerà a casa, meritatamente, ma dubito che lo scenario cambierà. Non erano solo loro il problema. Tutti sono il problema.

Gli alberi continueranno ad essere un emblema della cattiva politica e della sua poca visione. Come disse un celebre assessore al verde pubblico forlivese di qualche anno fa, incurante della propria ridicolaggine: “Tranquilli, abbattiamo gli alberi in centro ma li ripiantiamo in collina. Anzi ne piantiamo di più”.

Decine di migliaia di larici abbattuti dal vento nelle valli del bellunese – è notizia di queste ore. Io la trovo una notizia terribile. I cittadini più stupidi dicono sempre che gli alberi stanno bene in montagna, che in città lasciano la resina sui parabrezza delle loro auto. Così tempestano i centralini dei Comuni perché vogliono che le piante siano abbattute. Sono pericolose, malate, sporcano, dicono. Gli amministratori un po’ ovunque si adeguano. Del resto la manutenzione costa e non curare il verde sono bei soldi risparmiati. In pochi protesteranno. Nessun politico sembra sfiorato dall’idea che simili scelte sono l’anticamera del proprio fallimento. I cittadini, pensano, sono come noi. Hanno torto e ragione assieme.

Gli alberi abbattuti scrivono così la cattiva politica. La cattiva politica del resto oggi è ovunque.

Gli alberi stanno bene in montagna – dicono i cretini –  così se per caso per un accidente atmosferico ne cadono a migliaia da quelli parti, in montagna, chissenefrega. Mica parcheggio il mio SUV in montagna, io. La montagna ai montanari, a noi cittadini servono città di lucido cemento (molto pratiche) e radi cespugli ornamentali (molto pratici). Non vogliamo mica impicci noi cittadini di città. Vogliamo essere cretini in maniera completa, con i nostri orrendi condomini degli anni 70 in splendida vista. Del resto il senso del bello non scende mica dal cielo con l’arcangelo Gabriele: se non ce l’hai non ce l’hai. Noi non ce l’abbiamo (più).

La poesia è morta, sostituita dal cinismo dei ragionieri. In un Paese con mille problemi e vistose pezze al culo a chi vuoi mai che possa interessare la gestione del verde pubblico se non ai propri avversari politici che dopodomani si comporteranno come noi?

Eppure gli alberi sono una spia. Segnalano l’attenzione della politica alla bellezza. E la bellezza ha un costo. E se il popolo si trasforma in una massa di buzzurri egoisti che quel costo non vuole pagare, e la politica li segue, aggiunge un fallimento ad altri fallimenti.

Se non amate gli alberi non fate politica, amici. Compratevi un SUV, fregate il prossimo, giocate a racchettoni o fate quello che vi pare. Ma lasciate perdere la politica.


5 commenti a “Gli alberi e la politica”

  1. Davide dice:

    Immagino tu conosca questo articolo di Renzo Piano:

    https://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_aprile_22/piano-abbado-verde-1602882479089.shtml

    ..Piantare gli alberi in città è un gesto d’amore, ma è anche un gesto generoso che altri godranno dopo di te. Nel farlo sai che solo tra cinquant’anni quell’albero sarà adulto e svolgerà la sua straordinaria missione. Se ne era già accorto Cicerone quando scriveva «Serit arbores, quae alteri saeclo prosint» (i vecchi piantano alberi che gioveranno in un altro tempo).
    Niente di nuovo, ma non bisogna dimenticarlo. Sembra un gesto umile e semplice ma è un gesto carico di significato e di fiducia nel futuro….

  2. egidio scrimieri dice:

    Un applauso a Mantellini.

  3. Simone dice:

    Strano appena letto in uno dei quotidiani locali questa di Salvini, di botto ho pensato fosse la fonte che ha fatto scrivere questo blog:

    http://www.giornaletrentino.it/italia-mondo/salvini-danni-causati-da-un-ambientalismo-da-salotto-1.1800557

    invece era un caso.

  4. Simone dice:

    *era* = è

  5. HotHello dice:

    Identica la situazione a Bologna

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