Sarà interessante vedere cosa accadrà a Apple nei prossimi anni. Un’azienda affascinante, che produce oggetti tecnologici bellissimi, adorati da molti (me compreso); un marchio con una storia strepitosa dietro le spalle e una caratteristica oggi unica al mondo: quella di ripetersi sempre. Una specie di criceto dentro la ruota.

Il criceto, ricchissimo e invidiato da tutti, da anni ha smesso – Jobs o meno- di dettare l’agenda dell’innovazione.

Difficile per qualcuno accorgersene, perché esiste un vuoto grandissimo da quelle parti. Apple si è trasformata in una replica di sé stessa ma nessun altro nel frattempo è comparso all’orizzonte.

La messa laica di oggi a Broccolino, più ancora che l’ultima presentazione dei nuovi iPhone, è una metafora potente di questa coazione a ripetere.

Sono stati presentati i nuovi Macbook Air (ultimo e unico vero aggiornamento nel 2013 dopo la fantasmagorica presentazione del 2008).

Sono stati presentati i nuovi MacMini (ultimo vero aggioramento nel 2012 dopo essere stato presento nel 2005).

È stato presentato l’ennesimo iPad, questa volta senza tasto home. Un iPhone più grande e senza bordi come nelle attese.

Tutto aggiornato e perfetto. Tutto uguale a prima.

Sono oggetti costosi, belli, che funzioneranno bene sicuramente, tutti uniti da un tratto comune. L’assenza, ormai usuale di qualsiasi scintilla di novità (a meno che per novità non si intende il pubblico che si spella le mani per la nuova tastiera con il meccanismo a farfalla di terza generazione). Quella piccola deviazione dalla linea prestabilità che faceva sobbalzare sulla sedia e ammirare quell’uomo magro e stranissimo che nel 2008 estraeva il suo nuovo computer sottilissimo (dal quale derivano tutti i notebook sul mercato oggi) da una busta gialla del servizio postale.

Oggi a un certo punto Tim Cook ha riesumato quella busta ed è stato il momento perfetto della presentazione dei nuovi prodotti Apple. Quella busta rappresenta perfettamente quello che Apple era e oggi non è più.

Non è colpa loro, era difficilissimo ieri essere Apple. Resterà difficilissimo domani per quelli che verranno al suo posto.


5 commenti a “Apple e la sua scia”

  1. Davide dice:

    Oggi non è facile innovare stupendo. Mi viene però da dire che l’innovazione vera, strategica e meno appariscente, è dentro i prodotti di Apple. I chip “A” di Apple sono presente e futuro dei loro prodotti, non credo siamo lontani da un Mac “A” based e non credo per questo sia un caso che oggi Intel, sebbene usata in due dei tre prodotti presentati, non sia stata minimamente citata. La strada è in fondo quella indicata da Steve Jobs che introducendo iPhone nel 2007 diceva, citando Alan Kay, che chi fa software seriamente dovrebbe costruirsi anche il proprio hardware.

  2. Baro dice:

    Briciolino? Prestabilità? Mante, la fretta!

  3. Luigi dice:

    Oltre alla mancanza di spinta innovativa, non nuoce rimarcare anche la scandalosa strategia di mercato: proporre a quasi 1.200€ un modello di 10 anni fa. A tanto può arrivare il rendimento di un brand a scapito del principio di realtà (i.e. i contenuti tecnologici)?

  4. michele dice:

    sono anche io un amante di Apple ma mentre ho sempre trovato conveniente i MacBook Pro e i Mac Book Air, non sono mai riuscito a trovare il senso di spendere tutti quei soldi per iPhone, mac mini, e iMac. Ora anche MB AIR cominciano a diventare non competitivi. Il modello piu’ basso costa 1300 euro ma ha un disco da 128 GB come il mio tablet ASUS. Ormai nessun portatile ha meno di 256 SSD

  5. Signor Smith dice:

    Oramai gli oggetti sono “definiti”: uno schermo. Punto. Poi le differenze sono lo spessore, il bordo, la pecetta nera con fotocamera… ma dal concetto base non si esce… gli smartphone sono una saponetta schiacciata. Tutti. Ma un iPhone di oggi è “potente” quanto un computer portatile di 10 anni fa… bisognerebbe avere l’onesta intellettuale di ammetterlo. Come bisognerebbe dire che il sovraccarico da addebitare al brand, oltre al prodotto, è pesante assai. Soprattutto in Italia, dove i prezzi sono i più cari del mondo (ma non credo sia un caso…)

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