12
Ott

Questa mattina presto, in auto, ho ascoltato Massimo Giannini a Circo Massimo su Radio Capital dare del cialtrone a Matteo Salvini. Non ha usato un raffinato giro di parole, lo ha detto due volte, direttamente. Matteo Salvini è il Ministro dell’Interno e il leader di un partito molto votato alle ultime elezioni.

Mi hanno poi colpito le reazioni dei miei contatti su Twitter quando, sempre oggi, riferendomi a quell’episodio, ho scritto che forse la stampa non dovrebbe farsi popolo: non mi risulta del resto che sia costume dei media (in Italia in passato e nel resto dei paesi occidentali tuttora) esprimersi con la sintesi e la brutalità che oggi il direttore di Radio Capital ha utilizzato in trasmissione.



Non sono così scemo da fidarmi dei commenti (in genere, tanto meno su Twitter) ma la grande maggioranza di chi ha scritto qualcosa sotto il mio tweet ha sostenuto che Giannini tutto sommato avrebbe fatto bene.

Così io questa sera penso che molta gente non capisca. Che ci siamo perduti un po’ tutti. Che non riusciamo più a riconoscere i confini di nulla. E che non vi sia strada più confortevole di questa gigantesca confusione di ruoli per far sì che un cialtrone diventi alla fine Ministro dell’Interno.


16 commenti a “Farsi popolo”

  1. .mau. dice:

    ma tu come lo definiresti Salvini (in trasmissione come direttore di una delle più seguite radio italiane)?

    La domanda è seria. Non è tanto il problema delle idee di Salvini (che aborrisco, ma che ovviamente non possono fargli dare del cialtrone: ci sono altri aggettivi). Il problema è il suo continuo cicaleccio sui social con promesse ovviamente impossibili – vedi l’ultima sulla chiusura alle 21 dei “locali etnici” – e che servono a distogliere l’attenzione su tutto il resto e accentrarla su di lui.

  2. andy dice:

    Rispondo a mau. Il problema non è come lo definirei io o tu, privati cittadini in un contesto privato. Quello che secondo me intende Mantellini è che, in quel momento, Giannini stesse esercitando la sua professione di giornalista, il quale ha il dovere di informare e il diritto di criticare ma non di giudicare (‘cialtrone’ è un giudizio di merito, non una critica). Il modo migliore di neutralizzare quelli come Salvini è di criticarli punto su punto (per esempio esporre con dovizia tutte le contraddizioni e le storture di ciò che afferma), cosicché chi ascolta è in grado di farsi un’idea. Insultare o dare degli epiteti offensivi non serve a nulla se non ad alimentare il conflitto.

  3. federico mazzarino dice:

    Quello che è successo a Radio Capital è emblematico di quello che accade nella stampa tutta, soprattutto a sinistra che ormai è si è trovata un dispositivo (la comunicazione gialloverde) in grado di usarla a proprio piacimento come cassa di risonanza e strumento vero di creazione di consenso. Manca quel saper leggere il mondo della comunicazione, quella finezza per fare un passo in avanti. Serve consapevolezza e non so, tipo il direttore di Repubblica dovrebbe essere il nr 1 invece si è fatto un passo indietro. Mai come ora il potere è di chi detta la comunicazione ed i giornali sono in ritardo con Casalino che saluta sorridente da lontano. Casalino.

  4. Renzo Maina dice:

    Sono d’accordo. 100%

  5. Annamaria dice:

    Post importante che condivido in pieno.
    Non è la prima volta che Mantellini mette il dito nella piaga.
    E le reazioni davvero stupide (se posso permettermi) piovute su Twitter danno un’idea di come la piaga sia purulenta.

  6. alessandro dice:

    il fatto e’ che Salvini e’ li dove e’ oggi per colpa anche di giornalisti come giannini
    o di finti rivoltosi di sinistri che quando salvini andava a fare comizi (quando ancora non se lo cagava nessuno) andavano in giro vestiti di nero a protestare per la liberta di antifascimo e a bruciare quattro cassonetti sempre per la stessa liberta
    e’ una creazione della sinistra, fatevene una ragione, vi ha trollato e ci siete cascati tutti
    e’ come trump
    stesso management

    https://video.repubblica.it/edizione/bologna/salvini-a-bologna-una-giornata-di-tensioni-insulti-e-scontri-il-videoracconto/241805/241805

  7. Egidio scrimieri dice:

    Se teniamo conto che gli insulti, solitamente, servono ad inquadrare più la personalità di chi li proferisce che non quella del destinatario, direi che Giannini ha fatto bene ad insultare Salvini. Voglio dire: l’insulto di Giannini rivolto a Salvini ci aiuta a comprendere meglio chi sia Giannini, non chi sia Salvini.

  8. luzmic dice:

    Io su questo tema ho molte meno certezze. Anch’io parto dall’idea che se il Ministro dell’Interno è un cialtrone non significa che il direttore di un giornale debba per forza “scendere al suo livello”, anche perchè il direttore del giornale presidia pure lui – tanto quanto il Ministro dell’Interno – un pezzo vitale della nostra società. Quindi, come dice Michelle Obama ” when they go low, we go high”? Già, però così è andata a finire che quelli che “go low” hanno vinto le elezioni e quelli che “go high” si sono beccati degli elitisti, fighetti, radical-chic, professoroni ecc. E allora cosa bisogna fare? Diventa lecito combattere il fuoco col fuoco? Il fine giustifica i mezzi? O di fronte all’imbarbarimento bisogna restare “signori”, se non per vincere nell’immediato almeno per salvare quello che resterà in piedi dopo l’alluvione?

  9. luzmic dice:

    Inoltre negli USA, con Trump, sono molto vicini a dargli del cialtrone al telegiornale, cosa che da tempo stanno già facendo nei late night show (che non sono “testate giornalistiche”, ma si sono molto avvicinati ad esserlo)

  10. Luigi dice:

    Cialtrone è un insulto se la persona a cui lo si rivolge NON è un cialtrone, altrimenti è una constatazione.
    Stando alla Treccani:
    “cialtróne s. m. (f. -a) [etimo incerto]. – Persona volgare e spregevole, arrogante e poco seria, trasandata nell’operare, priva di serietà e correttezza nei rapporti personali, o che manca di parola nei rapporti di lavoro. Anche, con sign. attenuato, persona sciatta nel vestire e nel portamento, o che nel lavoro sia solita fare le cose in fretta e senza attenzione.”
    Non conosco personalmente Salvini, che sicuramente sarà una bravissima persona, ma, per come percepisco il suo personaggio, la definizione sopra gli si addice a pennello…

  11. sandro dice:

    Luigi ti do perfettamente ragione.
    Cialtrone è chi appare tale e la definizione Treccani calza a pennello sul personaggio: incline ad apparire in pubblico con camice sudate o nere stellate, farsi immortalare ora su una scavatrice (che chiama, sbagliando, ruspa…) ora davanti a cibi unti e tossici, uso a compagnie poco consone al ruolo che lui stesso s’impone con tale carica, avvezzo a seminar falsità e procurati allarmi, a respingere diseredati e chiedenti asilo, chiamando all’insulto gente sbandata e analfabeta, fingendosi vittima al posto di carnefice, costruendo scenari che già il nostro magnifico paese ha superato con molta fatica…
    È d’accordo il Mantellini?

  12. stefano dice:

    cialtrone potrebbe essere anche un complimento

  13. Signor Smith dice:

    Mi pare che Andy colga il punto: dare del cialtrone (soprattutto ad un cialtrone) non fa che alimentare la figura del “martire”, non ci si può cullare nella retorica del “fact checking” e poi partire con “cialtrone”. Le cialtronate vanno contestate, una per una, punto per punto.

  14. Dino Sani dice:

    Ogni tanto mante ci regala dei post che ci aiutano a capire perché, nonostante i troppi accecamenti di parte, valga la pena comunque di seguire questo blog.
    Bisogna essere diversi, tanto diversi da quelli che si vuole criticare e condannare. E possibilmente migliori….

  15. beppe severgnino dice:

    I giornalisti alla Mantellini faticano a prendere posizione sono ignavi. Quelli alla Giannini sono dei servi. Come Luca Sofri, Poi ci sono i cerchiobottisti, che concliano ignavia e servilismo, Mentana e Beppe Severgnini (con la i finale) gli esempi più “prestigiosi”.
    Fare le pulci ai partiti, questo il dovere del giornalista. Ma in Italia solo ignavia e grancasse servili.
    Sarà splendido commentare, anche su questo blog, questo stato di cose. Continuativamente.

  16. Annamaria dice:

    Dalle parti di Repubblica e di sue prestigiose firme impegnate a ‘farsi popolo’ circola anche questa roba qui:
    “Sia chiara una cosa. Dobbiamo reagire, indignarci, batterci, denunciarli, resistere fino alle estreme conseguenze, e se sarà il caso appenderli per i piedi. Mai più fascisti”
    Maurizio Crosetti, tweet poi rimosso.
    Vabbé, so’ ragazzi..

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