Dicono alcuni, specie quelli appena arrivati vergini a Roma dalla periferia, magari insigniti di qualche alabarda o quale bolla papale per poter governare, pronti, finalmente, a cambiare il Paese in quattroequattrotto, che il problema, al di là delle intenzioni e della buona o cattiva volontà, è oggi la Costituzione. Lo dicono tutti, da decenni. Lo ripetono i buoni e i cattivissimi.

La Costituzione è un problema perché i padri costituenti, usciti dalla tragedia ventennale del fascismo, ci andarono, comprensibilmente, con i piedi di piombo. Tutta l’architettura dello Stato è un raffinato continuo rimando a poteri contrapposti: nel loro eterno confrontarsi e scontrarsi l’un l’altro risiedeva, secondo i costruttori del giocattolo, la suprema tutela della democrazia e l’assicurazione per i loro figli (e per i nostri)  che quell’orrore che era appena terminato non si sarebbe ripetuto.

Quel sistema di tutele contrapposte, quello che per brevità in molti chiamano “La Costituzione più bella del mondo” è oggi, nella realtà dei fatti, anche un solido impedimento a qualsiasi cambiamento. Preso atto di tutto questo, partendo magari dalla famosa frase attribuita all’incolto Berlusconi che una volta disse che era dovuto entrare nella stanza dei bottoni per rendersi  conto che in quella stanza i bottoni non c’erano, andrà osservato che ognuno degli occasionali recenti visitatori di quella stanza ha mostrato in questi anni approcci strategici differenti ed identico risultato. Dopo lo spiccio Berlusconi, il democristiano Letta o il fustigatore Renzi (che comprese la necessità di modificare la Costituzione andandoci poi a sbattare la faccia) ora è il turno della strana coppia M5S-Lega, inedita brigata di reazionari e ignoranti da pochissimo entrati nella famosissima stanza alla famelica ricerca dei bottoni inesistenti o almeno di qualcosa da distruggere.

E non è strano che fra un “dieci miliardi del cazzo”, un “pezzi di merda” e altri giri di parole nell’adeguato linguaggio del popolo, sapientemente diffusi attraverso i media amici, si riproponga, con meno eleganza e assai più cospicui pericoli, quello che i padri costituenti avevano a suo tempo temuto.  Per una volta toccherà ringraziarli sul serio.


6 commenti a “La Costituzione e i suoi due sensi”

  1. Erasmo dice:

    “You see, but you do not observe”, diceva Sherlock Holmes. Come è possibile, a fronte del recente episodio di Rocco Casalino, non vedere che la reciproca limitazione fra i poteri lascia spazio incontrollato ai burocrati?
    [Burocrazia: dal fr. bureaucratie, formato, sul modello di aristocrazia, con l’astratto -cratie (dal gr. krátos ‘forza, potere’), preceduto da bureau ‘ufficio pubblico’]

  2. raffaele dice:

    sono d’accordo.Del resto da due aspiranti sfasciacarrozze bisogna difendersi legalmente.Il Bullo se la prende con i disgraziati come fossero dei sub-umani,spande odio a piene mani e, ricorda atteggiamenti fascisti ;il suo socio,l’ex steward allo stadio san Paolo di Napoli,il liceale senza lavoro, quello che la rete ha eletto a ministro del lavoro,quello è altrettanto se non di più pericoloso.E allora grazie allaCostituzione e alla sua burocrazia.Cari Connazionali ,detta alla Sherlock Holmes ,Voi guardate ma non osservate.

  3. nicola dice:

    Che la Costituzione sia da ostacolo al cambiamento mi sembra tutto da dimostrare. Se per cambiamento si intende faccio una cosa a caso per tenere la poltrona i prossimi cinque minuti e conquistare i miei 15 minuti di popolarità, allora sì, la Costituzione è un ostacolo al cambiamento. Io direi anche “per fortuna!”. Se per cambiamento si intende trovare il compromesso migliore per soddisfare diverse esigenze, allora la Costituzione funziona benissimo. Infatti, le poche volte che la si è usata in questo senso ha dato i suoi frutti.

  4. Stefano dice:

    1-il potere giudiziario in Italia è fortemente indipendente. Obbligatorietà dell’azione penale, autogoverno della magistratura.
    2-l’esecutivo pure. Posta la fiducia parlamentare, possono far passare come decreti d’urgenza cose che d’urgenza non sono. Posta la fiducia, il che vuol dire che l’esecutivo deve essere comunque gradito dal parlamento.
    3-il bicameralismo perfetto è la soluzione ottima per emendare qualunque cosa che lo necessiti, o bloccare nel caso.
    4-il presidente della Repubblica è potente, non una carica di rappresentanza. È il capo delle forze armate (per fortuna non abbiamo ancora avuto il bisogno di avere carabinieri che sparano a poliziotti aizzati dall’esecutivo), presiede il CSM, nomina premier e ministri, ha potere di veto una volta sulle leggi.
    5-la Corte Costituzionale è come una ghigliottina su tutto il precedente.

    Ora, questo impedisce che quattro furfanti si impossessino del potere in virtù di un’elezione. L’abbiamo visto negli anni (con ‘quattro furfanti’ non mi riferisco solo all’attuale maggioranza, magari fossero stati i primi).
    Ma impedisce anche che qualcuno possa cambiare in fretta e in meglio.
    È una constatazione, personalmente il giorno del referendum costituzionale votai no, perché come i padri costituenti preferisco i veti al passo dell’oca, però mi rendo conto che è difficile entrare nella stanza dei bottoni animato dalle migliori intenzioni e non trovarne.

  5. Emanuele (l'altro) dice:

    Stefano fai mente locale e tra i 5 che hai indicato dicci quali sono i poteri che hanno più influito negli ultimi 30 anni di storia italiana.

    Raffaele, meno male che ci sei tu a guidare noi, popolino ignorante. Però mi chiedo perché tu lo faccia da queste pagine e non dal parlamento.

  6. mauri dice:

    “La Costituzione più bella del mondo” è oggi, nella realtà dei fatti, anche un solido impedimento a qualsiasi cambiamento.

    – – –

    Come nella realtà dei fatti diceva anche la P2.
    Così Renzi non era un nuovo padre costituente, e nemmeno Prodi o Monti. Solo reazionari e ignoranti. La Repubblica.. non è un “giocattolo”, e nemmeno un giornale di De Benedetti, o un Forza Italia di Berlusconi. Da dove ricostruire… dopo la morte dei sultani e dei satrapi.

    (La grande scusa della Costituzione, quando non si hanno altri argomenti)

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