Ieri il ministro dei beni culturali Bonisoli, durante un incontro pubblico, ha fatto una battuta sulla storia dell’arte e sul suo personale desiderio di eliminarla. Esiste un video che documenta esattamente le sue parole dal quale si comprende chiaramente la natura scherzosa della frase.

Da ieri leggo sui social e sui media (un grande quotidiano ha titolato “Battuta choc del Ministro”) vaste indignazioni verso il rappresentate del governo che vuole minare alle basi i pilastri della nostra cultura e della nostra conoscenza.

Aggiungo due elementi di contesto: 1) Bonisoli non è esattamente un intellettuale (quindi andrà osservato con sospetto fino a prova contraria) 2) lo schieramento di governo a cui appartiene è composto, come mai in passato, da una accozzaglia spaventosa di incompetenti e ignoranti delle specie più varie.

La notizia tirata per i capelli del Ministro della cultura che vuole eliminare la cultura serve a sottilineare quanto sia grande la responsabilità dei media nella diffusione di molte delle balle che intossicano la discussione politica in Italia. Responsabilità che è di due tipi, uno meno edificante dell’altro.

  • Le battute, le piccole innocue gaffe, le frasi fuori contesto e gli inciampi dei politici vengono utilizzate dai media, ormai quasi tutti definitivamente schierati, come arma propagandistica (giornali di sinistra vs politici di destra e viceversa) nella sacra battaglia a educare verso il giusto i propri lettori.
  • Le notizie curiose, il vicepremier che non sa dove sia Matera, il Ministro della cultura che si oppone alla cultura, la sottosegretaria ai libri che non legge i libri ecc rientrano poi nell’allettante sezione “strano ma vero”, piccola miserabile miniera d’oro di gran parte dei quotidiani italiani ai tempi dei social. Sono queste le notizie che fanno da traino, che generano attenzione e curiosità, quelle che saranno cliccate più delle altre. Quelle che alla fine del mese pagheranno gli stipendi di chi passa la giornata a cercarle. E, quando non le trova, a inventarle.

3 commenti a “Il ministro della cultura che odia la cultura”

  1. Emanuele (l'altro) dice:

    Tra l’altro ha detto che vorrebbe abolire anche la chimica e il fatto che la sollevazione sia stata per storia dell’arte potrebbe essere preso a esempio della mentalità di questo paese, dove troppo spesso gli intellettuali non guardano al di fuori delle discipline umanistiche (e poi ai beni culturali si lasciano le briciole) e considerano le discipline tecnico-scientifiche di serie B (e poi c’è la fuga dei cervelli).

  2. Bic Indolor dice:

    Mah.
    Se lo avesse proposto uno con la tessera “giusta” sarebbero tutti d’accordo. O la notizia non sarebbe circolata.

  3. davide dice:


    Le battute, le piccole innocue gaffe, le frasi fuori contesto e gli inciampi dei politici vengono utilizzate dai media, ormai quasi tutti definitivamente schierati, come arma propagandistica (giornali di sinistra vs politici di destra e viceversa) nella sacra battaglia a educare verso il giusto i propri lettori.

    Magari!!! Sarebbe già qualcosa.
    Invece è la sacra battaglia verso il maggior numero di clic

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