Il sostanziale silenzio di gran parte del giornalismo italiano su caso Iacoboni, sulla sua esclusione da una kermesse grillina (curiosamente organizzata da un giornalista e da un anziano comunicatore e riservata, di fatto, a comunicatori e giornalisti) prescinde da molte cose. Da Iacoboni stesso intanto, dalle sue qualità o dai suoi limiti professionali, dalla sua simpatia o antipatia, dal fatto che abbia o non abbia tentato uno stratagemma per entrare lo stesso, dalla dietrologia spicciola sul “l’ha fatto apposta che ha un libro da promuovere”.

Non prescinde invece da tutto il resto: per esempio da quanto il M5S ed i suoi arroganti proprietari (Davide Casaleggio i giorni successivi ha pubblicamente scritto, fra gli osanna dei commentatori grillini,  che quel giornalista è meschino e sciacallo, citando tra l’altro un post stranamente aspro attribuito al padre a pochi giorni dal suo decesso e attribuendosi la responsabilità della decisione dell’esclusione di Ivrea) siano oggi destinatari di grande cautele giornalistiche quando non di recenti innamoramenti. Hanno dimenticato in fretta i giornalisti italiani le liste di proscrizione che comparivano sul blog di Grillo anni fa quando il comico, giocando sul suo doppio ruolo di giullare e capo politico, insultava a giorni alterni le grandi firme del giornalismo italiano, costruendo, passo dopo passo, quella che è oggi una buona quota della retorica grillina anticasta. A parte Enrico Mentana che ha scelto di partecipare lo stesso al convegno stigmatizzando poi pubblicamente l’esclusione del collega, e a parte pochi altri, altrettanto flebilmente sui giornali (specie sulla Stampa quasi per obbligo di marchio) nei giorni successivi, non stupisce che le uniche prese di posizione di un certo peso vengano da esponenti politici, per i quali ovviamente un tweet contro Casaleggio e a difesa del libero giornalismo è un invitante accrocchio win-win.

E questo silenzio, oltre all’usuale tendenza italiana di lucidare il carro di qualsiasi vincitore nella speranza di un eventuale strapuntino, dice forse anche qualcosa d’altro e di ben più importante sul giornalismo nostrano nel suo complesso. E cioè che l’abitudine per l’intera categoria a considerarsi soggetto terzo nell’ambiente informativo, una specie di legione di mezzo che sta fra il potere, le sue bulimiche aspirazioni e l’interesse dei cittadini è da considerarsi ormai del tutto estinta. Se mai è esistita in passato (con anche tutti i limiti del caso) oggi di sicuro non esiste più alcuna identità giornalistica intesa come vicinanza di intenti (informare i cittadini a qualsiasi costo) che rende solidali persone che hanno idee, stili e profili professionali fra loro distanti ma unite nella consapevolezza di fare un lavoro speciale. Un mestiere che, come tale, andrà difeso per sé stesso, a prescindere. Sapendo così che le offese a Iacoboni prescindono da Iacoboni, sono prima di tutto offese a tutta la categoria e una minaccia alla sua possibilità di mantenersi libera, oltre che, subito dopo, a tutti i lettori compresi quelli che votano Cinque Stelle.

Il silenzio di questi giorni dice, con sufficiente chiarezza, che quest’ansia di mantenersi liberi, un punto fermo – diciamo – del giornalismo, non è poi così sentita.

 

11 commenti a “A prescindere da Iacoboni”

  1. dario c dice:

    in piccolo era successo anche alla trasmissione gazebo a cui era stato vietato l’accredito al congresso di alternativa popolare, partito di Alfano, che erano soliti prendere in giro.
    Giustificando con “esiste un mondo oltre le vostre ossessioni”

  2. annamaria dice:

    Se per identità giornalistica deve giustamente intendersi il comune intento di “informare i cittadini a qualsiasi costo”, la mia impressione è che la persona Iacoboni-a prescindere da tutto il resto-sia incompatibile con tale identità.
    Il caso Beatrice Di Maio non è nato da una ‘svista’, ma da una precisa, deliberata e perfettamente consapevole volontà di costruire una notizia inesistente; ovvero di disinformare i cittadini a qualunque costo.
    A prescindere da tutto il resto. Che a sua volta non è poco.

    A prescindere ‘anche’ dalla condanna a Falcioni, su cui si è ascoltato un silenzio-esso sì- davvero immondo.

  3. DinoSani dice:

    Pensa se esistesse un giornalista che, tutti i giorni, dalla mattina alla sera, mescolando notizie vere con altre del tutto inventate, si occupasse di Massimo Mantellini. Un caso rarissimo: un giornalista pagato solo per scrivere tutti i giorni contro Mantellini. Poi ci scrive anche un libro inchiesta, sul Caso Mantellini, pieno di molto di queste storie false che racconta di te. Tu poi organizzi un convegno, la testata per cui lavora quel giornalista accredita un altro giornalista. Ma quel giornalista pagato solo per scrivere contro Mantellini vuole entrare lo stesso, ha un diritto in più degli altri, perché vive di Massimo Mantellini e delle cose che scrive su di lui. Ecco, fallo pure entrare nel tuo bel salotto, ma parlare di “difesa del libero giornalismo” a proposito di Jacoboni mi sembra un vero e proprio ossimoro….

  4. paolo de andreis dice:

    Non mi riferisco al caso, che non conosco, ma delle decine di giornalisti con cui ho lavorato in ventanni forse un paio, o tre, non erano pronti a vendersi al miglior offerente. Più che di libertà, credo dovremmo parlare di business ed egomaniaci.

  5. jona dice:

    e potrei essere d’accordo, ma il problema è che da sostenitore renziano non sei più credibile. Non è un dettaglio, il PD ha ormai inquinato i pozzi

    Per farti un esempio: prima con la forza hai messo il canone in bolletta, in modo indiscriminato e ingiusto, fregandotene, facendo un torto anche a chi aveva deciso da tempo di abbandonare per davvero il televisore, infine in un post hai tentato un’opera di sensibilizzazione sul “servizio pubblico” diventato ormai un bieco strumento di controllo governativo e propaganda

    ti ricordi la pubblicità-progresso confezionata dal PD e trasmessa a nastro in RAI? “Se non ci fosse l’Europa… ci sarebbe la pace?”
    Vallo a dire ai nazionalisti francesi.. di Macron.

  6. Mark dice:

    Uno legge i vostri commenti e, al di là di quelli che proprio non riescono ad andare fuori tema (che voti prendevate in italiano alle medie?) non si capisce cos’è che non vi è chiaro leggendo il titolo del post.

  7. Mark dice:

    a “non” andare, maledetto autocorrettore.

  8. jona dice:

    o l’autocorrettore ha letto il titolo, ‘a prescindere’.. ed è andato a sfogliarsi il dizionario delle medie. Questi nuovi algoritmi sono di un’arroganza, e sempre più dotati di uno sconvolgente senso d’ironia

    Che poi.. la sfortuna vuole che al liceo l’insegnante fosse una nota regista teatrale che per stare a tema raccontava una storia apparentemente diversa e non pertinente. Gli studenti delle medie rimasero interdetti.

    e il solito Antonio dall’ultimo banco che sboffava ridendo: “ma che c’azzecca?”. Una vitaccia

  9. andy61 dice:

    Mi sfugge totalmente la pietra dello scandalo. Quanto successo a Iacoboni accade normalmente a tutti le kermesse organizzate dai partiti o da fondazioni ad essi collegate. L’unica novità sta nel fatto che i Grillini, che si spacciano per il nuovo che avanza, utilizzano esattamente le stesse metodiche degli altri o chi ha organizzarto la kermesse e che da anni recita la parte del giornalista scomodo ostracizzato e censurato dal potere.

  10. Erasmo dice:

    Per anni i grillini hanno compilato liste di proscrizione di giornalisti. Sinceramente, mi sarei aspettato decine di respingimenti, non uno. E, altrettanto sinceramente, ne sono deluso. N’altro po’, e vediamo Salvini con coperte e thermos di tè caldo a accogliere i migranti a Lampedusa.

  11. jona dice:

    comunque basta accendere la radio e leggere i giornali ed è esattamente come due anni fa.. Non vedo una particolare accondiscendenza nei confronti del nuovo soggetto politico

    “usuale tendenza italiana nel suo complesso” è anche il carro della retorica, sempre populismo, più velato, più subdolo: il vero scandalo è la pantomima del risveglio libertario al cambio di governo.. dopo aver assistito allo strapotere mediatico da Monti in poi. La degenerazione è cominciata con l’accordo di cartello con Berlusconi; vale in economia e vale anche per la democrazia: il monopolio uccide il pluralismo, uccide la libertà. La cartina di tornasole è stata la selettiva cancellazione della satira sulla terza rete e non c’è scusante che tenga.. “ce lo chiede l’europa” “a un passo dal baratro” “lacrime e sangue” e il 99% dei media polarizzati, da vergognarsi ma soprattutto l’omertà dei vari blogger “democratici” che oggi tornano a strepitare. E’ proprio una pagina nerissima della storia italiana.

    La realtà è invece più complessa: con l’affermarsi del cinquestelle e della lega cambia completamente il balance informativo

    stiamo a vedere se finalmente dopo un trentennio con un diverso soggetto al governo ci sarà una legge sul conflitto d’interessi e una riforma del sistema del servizio pubblico in senso libertario, per ora solo fumo

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