Chi è che crea valore nel M5S? A chi dobbiamo intestare la grande vittoria elettorale dei grillini alle ultime elezioni politiche? Qual è l’anima della costante ascesa del movimento negli ultimi anni?

Sono domande interessanti perché mai come in queste ultime settimane è accaduto che gli avversari politici, i media e gli analisti applicassero al Movimento Cinque Stelle caratteristiche politiche che davvero non sembrano appartenergli.

M5S più che a un partito assomiglia da sempre a un’impresa in franchising. È un marchio, attualmente di grande successo, con migliaia di persone che scalpitano per aprire una propria filiale, condividerne il trionfo e vendere il prodotto. Accedere non è complicatissimo, bastano buona volontà e poche competenze indirette (tipo non essere stato in galera).

Se questo è vero quanto valore aggiungono gli affiliati? In genere molto poco. Il valore sta al centro, da lì controlla la macchina con la maggior attenzione possibile.

Da questo punto di vista si spiegano e sono giustificate molte delle scelte di campo che Casaleggio ha imposto in questi anni e che tutti – e dico tutti – contestano partendo da presupposti che sembrano sbagliati. Il contratto con gli affiliati (gli eletti in Parlamento o nei consigli regionali) che prevede ammende di lesa maestà, la linea politica imposta dall’alto, la gestione centralizzata e opaca della piattaforma, le epurazioni dei dissenzienti, tutto si può spiegare dentro le relazioni imprenditoriali fra marchio e venditori. Dentro una simile logica commerciale tutto è perfettamente logico e conseguente.

Così una volta stabilito che nel caso del M5S il valore è al centro, che si tratta di una impresa di grande successo che semplicemente tiene le fila della propria attività come meglio ritiene, è evidente che tutte le discussioni di questi giorni (tranne una) sono inutili e fuori fuoco. Tolti un piccolo numero di fidati vecchi venditori che hanno creduto all’impresa in tempi non sospetti e che non si sono montati la testa (Di Maio, Di Battista, e pochi altri, in genere soggetti con una visione politica a dir poco elementare e naive) tutto il resto del Movimento è capitale umano variamente riciclabile senza che la quotazione aziendale presso il pubblico ne risenta. Discutere sul titolo di studio del nuovo tesoriere del M5S, della profondità di analisi di Paola Taverna o della varia umanità che il Movimento ha fatto emergere e portato all’attenzione dei media in questi anni non servirà a molto, se non a indignare gli indignati: non è lì il valore del Movimento. Meravigliarsi per i contratti capestro fatti firmare ai parlamentari in franchising o per l’acume di Toninelli o Sibilia sarà del tutto irrilevante semplicemente perché Toninelli e Sibilia sono irrilevanti, come ogni venditore periferico di un prodotto che piace alla gente. Finché quel prodotto continuerà a piacere lo spettacolo potrà continure.

Senza il pacchetto pronto uso confezionato a Milano (visto che ormai Grillo si è chiamato fuori) che non a caso è un sapiente mix di tutto un po’, con gli ingredienti variamente assortibili al momento in funzione delle volubili esigenze della ggente, il Movimento non conta nulla. Rousseau, i meet up gli unovaleuno, tutta bassa comunicazione scritta per e venduta agli amanti del pensiero elementare. I cittadini eletti in fondo un po’ lo sanno e come ogni comprimario baciato dalla fortuna semplicemente si godono lo spettacolo della loro nuova notorietà dalle tribune del Parlamento.

L’unica discussione possibile a questo punto riguarda il prodotto. E cosa c’entri quel prodotto con la politica e l’interesse comune. Come sia stato possibile che l’intuizione iniziale di Casaleggio (trattare la politica come fosse un dentifricio) non sia rimasta confinata sugli autobus dei venditori di pentole ma abbia trionfato nel Paese. Questo mi sembra oggi il tema. Discutere di questo, separando per una volta la comunicazione dall’essenza delle cose, non scimmiottare l’idiota solo perché vince, è l’unica maniera possibile per mettere a nudo il giocattolo della mercificazione delle idee. E da lì magari provare a ricominciare, senza pallottoliere, per fare politica sul serio.

 

25 commenti a “Il Movimento Cinque Stelle e il dentifricio”

  1. alessandro dice:

    credo basti leggere la pagina twitter di zucconi per farti venire voglia di votare un dentifricio
    o un cavallo
    o un sasso

  2. Tony Siino dice:

    Mi sono chiesto perché Grillo si sia tirato fuori. Non ho ancora una risposta.

  3. annamaria dice:

    “A chi dobbiamo intestare la grande vittoria elettorale dei grillini alle ultime elezioni politiche?”

    Certamente a coloro che scrivono articoli come questo.
    A volte, come in questo caso, sono persone gradevoli e intelligenti; scrivono anche bene e conoscono molte cose, non sempre, tuttavia, riuscendo a coglierne il senso. E qui è il problema.

    Alessandro Gilioli, consapevole del ‘problema’, lo solleva in questo modo:
    ““Se il Pd per “fare opposizione” intende dire che passerà i prossimi cinque anni a ridacchiare perché Battelli ha la terza media, Taverna è sguaiata, Fico bara sull’autobus, Di Maio faceva lo steward e magari Toninelli sbaglia lo spezzato, beh, tanto vale che si trasformi in un Rotary e la chiuda lì, per il bene di tutti.”
    https://www.facebook.com/alessandro.gilioli

  4. Paolo Ragazzi dice:

    Direi che il mercato Italia è un terreno di coltura ideale per questi esperimenti.
    Secondo voi che mestiere faceva il Sig. Ennio Doris o Giancarlo Galan prima di diventare rispettivamente banchiere o esponente politico?
    Vogliamo riconsiderare l’efficacia del jingle “forza Italia” del maestro Augusto Martelli?
    Lì c’era la gavetta commerciale del raffinato venditore multiprodotto.
    Qui c’è il Gratta e Vinci 1SeggioxTuttaLaVita da agitare a richiesta.
    Giusta la domanda: di cosa stiamo parlando?
    Mi riesce meglio il capire la distanza tra quello che vedo io e quello che esprimono Cacciari e Zagrebelsky.

  5. Gianluca Turco dice:

    Forza Italia era nata con un’impostazione molto simile al franchising più di vent’anni fa

  6. malb dice:

    L’analisi mi sembra sensata: che M5S fosse ademocratico come tutti i prodotti commerciali che sono lanciati con campagne pubblicitarie, mi è sempre sembrato evidente dall’uso di Rousseau, piattaforma che è stata spacciata come suffragio universale, in realtà aperta ai soli iscritti, caduta appena il voto si è un po’ articolato e gestita nei risultati direttamente dai suoi proprietari (come è possibile che il risultato di un voto elettronico si pubblicato dopo due giorni?). Il problema sorge quando il prodotto proposto ha successo e i suoi rappresentanti devono governare. Io conosco quasi solo dai media quello che succede a Roma, a Torino e nelle altre città governate dal M5S e quindi potrei avere una visione sfalsata, ma se il M5S perde voti proprio in questi luoghi non mi sembra che una “visione politica elementare” sia sufficiente a governare realtà che, lo si voglia o no, sono complesse. Del resto come dice G. Turco anche Forza Italia aveva un’impostazione simile al franchising e infatti il suo capo non è mai riuscito a governare questo paese.
    Quanto al prodotto M5S e al perché abbia avuto tanto successo probabilmente è utile pensare al fatto che l’Italia non sembra essere un paese che possa avere un grande risultato puntando sui servizi (fondamentalmente il turismo e non quelli più complessi come la manutenzione che è colonizzata da aziende di altri stati europei) e sul capitalismo finanziario (come dimostra il fallimento di molte aziende sane che avevano cercato di spostarsi su questo terreno). Cosicché, vista l’incapacità di gestione da parte di dirigenti politici che hanno tentato di giustificare il loro isolamento con la complessità della globalizzazione, il popolo sta puntando su chi gli propone una semplificazione estrema come sbocco del disagio diffuso. Probabilmente sarà necessario un certo periodo per dimostrare che con queste basi non si governa e si mette a rischio la democrazia.
    In alternativa non basta certo l’opposizione incazzata.

  7. Gianni dice:

    Dopo aver votato per il Movimento 5 Stelle, ho verificato di aver avuto ragione grazie ai commenti dei Pidddini. Se continuano così, il Movimento arriverà al 50%

  8. Raouldb dice:

    Questa risposta, sempre ripetuta, fa parte del franchising. Alle critiche non rispondere MAI in modo diretto, limitarsi a dire “se continuate così il m5s prenderà il 50%”. Ormai l’abbiamo letta centinaia di volte, da persone (?) teoricamente diverse. Ci sarà un motivo.

  9. Sergio Longoni dice:

    I due capisaldi della “novità” del M5S sono il non fare alleanze e il sedersi sempre all’opposizione.

    I rari casi dove si son seduti al governo non hanno brillato per miracoli (basta vedere quanto la giuta Raggi dia risalto a quello che nelle altre città è normale amministrazione, tipo raccogliere l’immondizia e tappare le buche).

    Quando si siederanno al governo dovremo cominciare a preoccuparci del nuovo “nuovo che avanza” che ruberà i voti anche al Mov che nel mentre sarà nel tutto e per tutto come FI (un partito franchising con un leader mezzo dentro e mezzo fuori)

  10. Marco[n] dice:

    @Gianni Non so se te ne rendi conto ma questo commento è già stato scritto 12.346.665.893 volte nell’ultimo mese sui vari forum di internet. Quello che non capisco è perché continuare a scriverlo (minaccia? protesta?) in risposta ad articoli critici sui 5S: forse non vogliono arrivarci al 50%?

  11. Raouldb dice:

    Se rispondi alle critiche 1. Potresti non avere argomenti sufficienti 2. Finisci per dare spazio due volte alle critiche. Ecco perché. Vuoi insegnare i trucchi della comunicazione ai professionisti?

  12. unAlberto dice:

    Forse la paura di cambiare fa sempre troppa paura.
    Meglio restare con la paura di restare, che almeno la si conosce abbastanza bene, e con il tempo risulta addirittura rassicurante.
    Conoscere un tot di simpatizzanti, attivisti, candidati e deputati, è sufficiente a classificarli tutti?
    Le buche e le “scoasse” le ha inventate e fornite la Raggi?
    Mah, teniamoci saldi saldi alle paure rassicuranti e protettive.

  13. annamaria dice:

    Rispondere alle critiche? Mi pare difficile, dal momento che nell’articolo non c’è ombra di critica politica al Movimento Cinque Stelle.
    Viene semplicemente spiegato che il Movimento non è un soggetto politico ma un dentifricio, e con un dentifricio non ci si confronta politicamente.
    Sbagliano quindi-si sostiene nell’articolo- tutti coloro che si ostinano a considerare i 5Stelle secondo le categorie della politica, perché a un prodotto commerciale vanno applicate altre categorie.

    Non fa una piega. Siamo alla radicalizzazione della linea Jacopo Iacoboni. Il soggetto non esiste se non come dentifricio.
    Ne consegue che undici milioni di persone che per demenza e&o correità votano un dentifricio non possono che appartenere a una specie inferiore.

  14. alessandro dice:

    siamo tutti analfabeti funzionali!!1!!!

    non meritiamo di votare, fateci fare un esame!!11!

  15. Emanuele (l'altro) dice:

    @annamaria

    magari l’hanno votato perché oggi in Italia un dentifricio è comunque più utile di un partito.

  16. metil dice:

    “L’unica discussione possibile” di un vero democratico.

    Sogghigno. Mentre il Mante faceva stalking al M5S cercando di aizzare il pubblico (ormai tartassato dal partito sempre più virulento e berlusconiano) la giunta PD di Forlì gli tagliava i bellissimi alberi davanti casa, alberi storici.

    Povero Mante, coraggio dai. Cosa farai da grande? Di sicuro non il consulente visto che ignori sistematicamente alcuni dati.

    Non sono mai stato di fede M5S ed è un voto col naso tappato finchè non sparirà dalla circolazione il vero franchising marchiato PD (vedi l’on. Casini eletto nel centrosinistra), il vero populismo.
    Tuttavia ti consiglio di guardarli quei dati e studiarti un po’ quelle analisi, ad esempio i dati sul VOLONTARIATO, cioè attività non retribuita (cioè i vecchi circoli di partito gambizzati dai DS e poi PD): il tasso più alto si ha nel M5S e il tasso più basso in Forza Italia. Sembra quasi che i partiti per sopravvivere debbano pagare gli elettori, anche semplicemente per votare alle primarie.. Per poi dire in TV che è tutta una questione di comunicazione sbagliata.. se la plebe non crede al marketing del potente.. e cercare di far passare la prostituzione come un’idea di sinistra o pedagogica.

    Non credo funzioni, e mi sono fatto una certa idea sull’ETICA del PD. Così, a spanne eh, non sto cercando di portarti a ragionare. Continua pure a stolkerare il M5S poichè tanto lo sai benissimo: il PD non ripianterà i tuoi alberi davanti casa.

    E come a Parma e a Roma: lascerà i debiti agli altri: ai 5S.

  17. Erasmo dice:

    Trattare la politica come fosse un dentifricio” è ben povera definizione, che dimostra conoscenza approssimativa, oltre che della politica, del marketing: così infatti si chiama normalmente, e i confini fra il marketing e la comunicazione politica sono stati abbattuti all’incirca 100 anni fa in America, e almeno 25 anni fa in Italia. Naturalmente non si tratta solo di marketing di prodotto, ma non staremo a dare lezioncine: si può andare in cerca delle parole “marketing mix” su google, se qualcuno lo desidera.
    Questo per dire che il post è terribilmente inefficiente: si contano oltre 4000 caratteri, quando bastava dire: “Casaleggio ha visto uno spazio politico, e lo ha perseguito con modalità proprie del marketing” (94 caratteri): tesi, fra parentesi, solo parzialmente vera, o vera ma gravemente incompleta.

    Detto questo del post, mi dispiace dover aggiungere che i commenti avversi al post sono molto peggio, riducendosi al controslogan “e il PD allora?” altrimenti così declinato: “più ci criticate e più vinciamo“.
    Bisogna dire che, nella loro estrema povertà concettuale, queste risposte avvalorano l’unica realtà degna di nota, e cioè che si tratta del solito movimento di protesta, e solo protesta, che vediamo in Italia dai tempi dell’Uomo Qualunque, riaffiorante ora a destra ora a sinistra, ora al nord e ora al sud. Poiché in questi 70 anni il grado di soddisfazione per i governi è andato scemando, si spiega perfettamente come l’attuale movimento di protesta prenda un terzo dei voti validi, mentre un numero più o meno pari di iscritti al voto è andato a incrementare l’astensione (la quale, lo ricordo, era inferiore all’8% nel 1948).
    C’è, a mio parere, un solo elemento di novità nei risultati, ed è la polarizzazione nord-sud. Argomento che sembra non interessare a nessuno qui sopra, ma che dovrebbe suscitare l’interesse della Casaleggio Associati.

  18. metil dice:

    Se vogliamo parlare di comunicazione.. manca proprio la percezione e l’analisi della realtà: il PD ha avuto il controllo assoluto dei massmedia e con Berlusconi ha fatto cartello, monopolio, nessun campo libero per il dentifricio.. Non solo: per apparecchiare la santa alleanza hanno fatto piazza pulita della satira sulla terza rete pubblica, hanno sostituito i Guzzanti con Zoro… la satira con lo sfottò.

    La presenza delle opposizioni in TV: concessa e organizzata in un sistema monopolistico. Il partito che avrebbe dovuto riformare il sistema televisivo e il conflitto d’interessi ha spinto al massimo e in modo feroce la propaganda televisiva, con gli artigli del nuovo arrivista. Il duopolio si è riflettuto anche sui giornali in modo scandaloso: quasi la totalità della stampa. E un vero e proprio stalking nei confronti delle opposizioni.

    Tutto questo è stato normalizzato.
    Ma non esiste un tiranno buono.. democratico. La democrazia è o non è, a cominciare dal sistema PUBBLICO di base. E il primo sistema, lo sappiamo, lo sapeva Berlusconi: è quello televisivo.

    Robetta da regime autoritario: così il tiranno democratico ha rubato un premio di maggioranza del porcellum (ottenuto con SEL) per governare con un’altra maggioranza, con Berlusconi. Un premio che andava tolto senz’appello, poi risultato incostituzionale.

    Tutto questo per portare avanti le peggiori porcate legislative: i lavoratori verranno sfruttati tre anni prima di raggiungere una stabilità lavorativa e qualche diritto. Tre anni: la rabbia e la disoccupazione non si può comprare con 80 euro o una dentiera in un salotto televisivo. Non si può comprare con un dentifricio.

    La prima povertà è la banalità del ditino puntato sulla volgarità dell’urlo di dolore.. la volgarità della protesta.. senza badare alla fiamma che sta bruciando la mano, cioè le cause del moto di protesta. Non c’è alcuna percezione della gravità della situazione e della tensione sociale, causata da personaggi che hanno perseguito politiche antidemocratiche in modo feroce, a cominciare dalla propaganda che ha sempre cercato di cucire il vestitino democratico alla bestia affamata.

    soldi, soldi, soldi: alle stelle la pubblicità del gioco d’azzardo, “tanti gettoni, tanti milioni con Berlusconi o con la RAI”. Era in un’inchiesta di Report: nell’affare del Bingo, agevolato da legislazione ad hoc, erano uomini dei DS. E così la bestia ha sdoganato l’azzardo: come paradigma politico e pedagogico, strozzando i più poveri. La questione immorale.

    Attenzione: può provocare dipendenza patologica.

  19. metil dice:

    Il torinese Gianfranco Pasquino ‘Professor Emeritus of Political Science at the University of Bologna’ in un intervento radiofonico ha ammesso che non è in grado di spiegare la legge elettorale del PD. Una legge semplicemente folle e concettualmente semplice nella sua povertà: far fuori l’opposizione. Il peggio del peggio è senza ombra di dubbio la manomissione delle regole della democrazia: la porcata del PD è persino peggiore del porcellum.

    Così la fantastica storia della cartina nord-sud: sempre col naso tappato io e altri in regione abbiamo votato Gori (della nuova sporca linea aziendalista ulivista-diessina debenedettiana e via cantando) e il resto M5S, pensando che il 5S avrebbe preso il 3% e quindi troppo poco per controbilanciare lo strapotere regionale la cui corruzione in ambito sanitario e infrastrutturale (la Pedemontana in fallimento, neppure terminata) sta danneggiando pesantemente i cittadini e l’ambiente.

    Quindi tutto secondo le proiezioni astrologiche giornalistiche. Macché.. voti bruciati: in Lombardia il M5S non ha preso solo il 3% e quelle cartine che dividono nettamente nord e sud (colorate da Feltri in persona), diffuse dai giornali di area berlusconiana e poi riprese da tutti gli altri, sono di una superficialità inemendabile, per capacità cognitive ridotte all’osso per il cane.

    In totale su territorio nazionale il M5S ha preso circa quanto due partiti forti: la nuova Lega e la galassia Berlusconi. Domanda: in percentuale quanti voti ha preso il partito della Merkel per governare la Germania?
    Secondo il PD un partito per governare deve arrivare al 40%? Secondo voi: sarebbe “democratico”? Quindi è chiaro che non si può discutere di regole di democrazia con degli squadristi il cui unico obiettivo è bellico, anche passando sul corpo dei propri elettori a cui hanno privatizzato anche quei pochi neuroni rimasti.
    Dovevano essere governi tecnici di scopo per la formulazione di una buona legge elettorale. E quanti anni e quanti governi sono passati? Hanno fatto il bello e il cattivo tempo dettando legge con parlamenti blindati e militarizzati. In una ditta “democratica” quei tecnici verrebbero licenziati, con un tweet.

    Ma noi siamo cattolici, ci vuole l’arte del perdono nei confronti dei bravi, e tanta preghiera. (O per gli agnostici e gli psicologi: una certa dipendenza patologica o sindrome di Stoccolma nei confronti degli aguzzini)

  20. Raouldb dice:

    Non si puo’ governare una democrazia parlamentare col 33%, cioè contro il 67% dei cittadini. Tanto è vero che il partito della merkel, per governare e avere la maggioranza parlamentare, è stato costretto ad allearsi. Mi sembra normale. Ma di cosa stiamo parlando?

  21. Emanuele (l'altro) dice:

    @Erasmo

    “si tratta del solito movimento di protesta, e solo protesta, che vediamo in Italia dai tempi dell’Uomo Qualunque, riaffiorante ora a destra ora a sinistra, ora al nord e ora al sud”

    Mi viene da pensare che a Siena tanta protesta di fronte a uno dei più grandi scandali finanziari d’Italia (o forse è il più grande?) non c’è stata.
    A proposito Mantellini, perché non dedica un bell’articolo alla vicenda Montepaschi (questa si normalizzata), al suicidio di David Rossi e al modo in cui i media non si occupano di un caso che dovrebbe rimanere nelle prime pagine finché l’ultimo dei responsabili non avrà pagato?

  22. Erasmo dice:

    Ignoro come siano andate le elezioni a Siena, ma non mi sorprende per nulla che non ci sia stata una diffusa protesta per le vicende MPS. A protestare dovremmo semmai essere noi, cittadini non senesi.

  23. DinoSani dice:

    Leggo in ritardo il post, ma ormai possiamo tutti dire di conoscere il mantepensiero sui 5stelle. Cerca di trovare risposte complesse a problematiche semplici e alla fine fornisce spiegazioni semplici a movimenti di opinione complicati. Quell che continua a stupirmi, ma solo per la stima che ho di Mantellini, è l’assoluta incapacità di andare oltre le “forme” (si dannatamente discutibili, ma in ogni caso sempre meglio dei loro avversari politici) dei 5 stelle, ignorando il fatto che è proprio sui contenuti, sulle proposte concrete che il M5S ha saputo raccogliere consensi e, conseguentemente, voti. E come per anni ho scritto anche su questo blog, l’atteggiamento del Pd è stato simile a quello avuto contro forza Italia 20 anni prima, e il risultato è stato lo stesso.
    Forse se qualcuno venisse a spiegarci perché dobbiamo credere che oggi ” bisogna investire su lavoro” (e non sul reddito di cittadinanza) e poi i soldi vengono dati alle banche, si fanno battaglie su antifascismo, ius soli,e altri temi etici,mentre tutti i giorni le persone normali sono alle prese con i pagamenti di equitalia e l’amico,sorella, o chi altro che non trova lavoro….ecco se qualcuno rispondesse concretamente alle problematiche vere quotidiane di tutti – tranne delle classi alte che non hanno questi problemi e poi li votano ai Parioli… – forse realmente potremmo capire meglio perché un elettore su tre sceglie Grillo e non Renzi…. Mante, forse dovresti uscire dal salotto (mentale) buono, che non ti appartiene…

  24. Massimo Morelli dice:

    Leggo i commenti e rimpiango Metitieri.

  25. Massimo dice:

    Massimo, vorrei provare a fare tre considerazioni, se posso:

    1) Di quanti immobili è proprietario il PD? Quante aziende sponsorizzano le “fondazioni” vicine al PD? Berlusconi che patrimonio ha? Circa 10 miliardi di Euro, mi pare. E l’azienda da temere sarebbe una s.r.l. di una trentina di persone?

    2) Deve essere un’azienda low cost, in ogni caso. E, per quello che ne so, anche non-profit. O low profit, comunque.

    3) Quelli che si occupano di politica in modo serio, invece, chi sono o sarebbero? Tanto per capirci.

Lascia un commento