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Eppure non dovrebbe essere troppo difficile capire

che in un Paese con un divario culturale rispetto al resto dell’Europa molto significativo, una distanza che riguarda tutto, dai libri letti al numero di laureati, dal divario digitale all’accesso alla cultura in genere, la TV pubblica, il suo modello novecentesco e ecumenico tipo BBC è (sarebbe) ancora uno dei pochi presidi possibili, da utilizzare sapientemente

che due terzi dei soldi che la Rai ottiene oggi vengono dal canone e che provare a farle scimmiottare il modello delle TV private di Berlusconi (il modello Colpo Grosso e le Iene, per capirsi) sia poco più di una battuta di cattivo gusto

che spostare il suo finanziamento sulla “fiscalità generale” significherebbe nascondere sprechi e cattiva gestione sotto il tappeto del chissà-chi-è-stato

che il canone in bolletta è stato uno di pochi provvedimenti veramente efficaci del governo Renzi, non tanto e non solo per ragioni meramente finanziarie (parzialmente rovinate dall’idea di utilizzare una quota di quel denaro per fare altro), ma per ovvie e ben più significative ragioni di equità sociale: uno dei pochissimi provvedimenti che ha messo all’angolo qualche milione di furbetti e smemorati, restituendo dignità ai poveri fessi che il canone lo hanno sempre pagato.

che i furbetti e gli smemorati sono quelli che si stanno lisciando nel momento in cui si vagheggia di ridurre il canone TV (già ora il più basso d’Europa) come se fosse la tassa sul macinato, e che sono quelli ai quali si sta chiedendo il voto quando si dice di voler eliminare la brutta tassa.

che chiedere sfacciatamente il voto ai peggiori di noi (dopo che sul canone fino a ieri si è fatto e detto il contrario) significa quasi sempre accettare di perdere quello di quanti hanno creduto in te fino al giorno prima. Che la gente è cretina ma non così cretina.

che attraverso il ponte della TV pubblica utilizzata al meglio si potrebbero organizzare cose utilissime per far uscire l’Italia dal suo drammatico digital divide culturale.

che il fallimento della gestione Rai, anche nell’epoca post rottamazione, è prima di tutto un fallimento politico, di una politica che non ha mai avuto alcuna intenzione di privarsi del proprio megafono privato, se non a parole, quelle di tutti, indistintamente, da decenni. Parole abusatissime e francamente ormai incredibili ai più.

che alla Rai servirebbe canone pubblico, responsabilità e autonomia gestionale e un chiaro mandato culturale e non il sottobosco insinuante dei soliti Anzaldi, Fico, Freccero e compagnia a inquinare lo scenario ogni santo giorno.

Non dovrebbe essere difficile capirlo, eppure.

14 commenti a “Il canone Mai”

  1. alessandro dice:

    che si sapeva che renzi era cosi e tu te ne sei accorto ora

    che un po’ dispiace vederti scrivere ste cose

    che vabbe chissenefrega oramai si era capito che ci credevi in lui e tutti a chiedersi come mai visto che eri sempre sembrato una persona con una testa sua

    che vabbe andremo avanti lo stesso

  2. bravuomo dice:

    praticamente non guardo la tv da anni, soprattutto la rai.
    non sarebbe meglio che criptassero il segnale così chi si abbona lo vede e chi non si abbona giustamente no.
    siamo nel 2018. c’è la tecnologia per.

  3. Giannibino dice:

    Comodamente assiso sul lauto stipendio come radiologo e sullle ricche prebende per le sue consulenze in materia informatica, il tenutario di questo blog schifa il risparmio di un centinaio di euri che invece farebbe comodo al popolo bue, il quale viceversa non ha alcun interesse – non fosse altro per le centinaia di canali – a che la rai sia adeguatamente foraggiata

  4. Alberto dice:

    Bravuomo e giannibino….
    Bravuomo: io non ho figli, ma pago le tasse che contribuiscono alle scuole. Se non guardi la Rai… amen, ce ne faremo una ragione.
    Giannibino: 80 euro al mese sono una mancetta inutile,mentre 90 euro l’anno sono un aiuto indispensabile?

    Personalmente per il canone rai le modifiche potrebbero essere a) metterlo in dichiarazione redditi (chi guadagna di più lo paga di più) e metterlo anche per chi non ha la tv: io non c’è lo, e se posso legalmente pagarlo chiederò esenzione. Ma da pc e smartphone posso guardare la rai… mettiamo il canone per tutti, lo possiamo abbassare ancora.

  5. Giuseppe Cappa dice:

    Anche senza fare i grilli parlanti della situazione, si può concordare che Renzi si è dimostrato un politico interessato al potere esattamente come lo sono gli altri. Certamente, senza tratti delinquenziali, reazionari o totalitari come i suoi concorrenti a destra e senza quel rancore personale dimostrato dai suoi concorrenti a sinistra. Ma non diverso nella sostanza. Questo, indipendentemente da diversi buoni risultati portati a casa, che sono un indiscusso merito di questi anni di governo PD.

    A questo punto mi vengono due considerazioni. Una è che anche se si cerca il consenso dei “peggiori tra noi”, si possono benissimo evitare vaccate come l’abolizione del canone. La seconda è che due riforme utili ma non certamente draconiane come la Fornero e il Jobs’ Act sono state viste dalla stragrande maggioranza dell’elettorato (attivo e passivo) come un intollerabile attacco della Ka$ta ai poveri lavoratori. E sono sicuro al 100% che un eventuale referendum abrogativo su entrambi i provvedimenti vedrebbe il trionfo del Sì.

    Brutti tempi e brutto Paese, per i riformisti.

  6. giovanni dice:

    Vendere al privato.

  7. paolo de andreis dice:

    Così diciamo a caldo mi sembra più facile privatizzare e sia quel che sia piuttosto che riformare un ente che avrebbe potuto rappresentare tante belle cose ma che non è riformabile, come dimostrano decenni di storia.

    Ci sono anche i dati di due diversi osservatori che dimostrano lo storico fallimento del cosiddetto servizio pubblico (espressione che mescola azienda e scopo, che invece avrebbe potuto essere appaltato ma tant’è..)

    Non so se Renzi si stia appellando ai peggiori di noi, non ne ho davvero idea, ma avendo conosciuto da vicino direttamente e internamente il carrozzone, i veti incrociati, gli inamovibili, i contratti e la cultura sindacale che russa nella Rai io da contribuente non posso che sperare che vada sul mercato. Se nel frattempo fallisse me ne farei una ragione.

  8. Dino Sani dice:

    Su Renzi taccio, mi appare la,versione 2.0 del modernismo di Craxi… ma vabbè
    Invece sul metodo attraverso il quale è stato introdotto il canone Rai sulla bolletta elettrica lo trovo un precedente pericoloso, perché si basa sulla “presunzione di possesso”. Sei tu che devi dimostrare di non avere una televisione. Con questo metodo domani lo stato potrebbe presumere altri possessi (automobili, case, guadagni, ecc…) per non parlare di presunzioni di azioni commesse (da un banale parcheggio abusivo a comportamenti più criminali). È inaccettabile che uno stato tassi i cittadini sulla presunzione di possesso di una TV legata al contratto elettrico la formula è gravissima e supera l’inutilità di tutta la baracca Rai che, personalmente, chiuderei comodamente e immediatamente, visto che almeno due terzi degli italiani non la guardano più.
    E soprattutto le nuove generazioni non vedono neppure Mediaset….
    Non ti vergogni a pubblicare un post del genere?

  9. Emanuele (l'altro) dice:

    @Giovanni perché non provi a spiegare come deve funzionale la privatizzazione della Rai e cosa ti aspetti che succederà?

  10. Erasmo dice:

    Chi parla di tasse, senza parlare delle spese che le tasse devono coprire, o è complice o è schiavo.

  11. Mike dice:

    Premesso che io preferirei vedere aumentare il canone ed avere la Rai senza publlicità, oppure solo su rai 1 e 2, con la trasmissione ti tutti i TG regionali su Tivusat e magari più programmazione regionale disponibile, come avviene in Germania od in Francia, e magari ci fosse un accordo con la RSI e con RTV-SLO per la ritrasmissione su tutto il territorio nazionale della televisione Svizzera e di Capodistria (in questo caso accetto che venga trasmesso il monoscopio per gli eventi coperti da diritti), mi domando come mai ci sia tutto questo astio nel dover pagare il canone Rai, mentre nessuno parla di dasse e balzelli equivalenti e che si potrebbero togliere, come la tassa di concessione governativa per gli abbonamenti di telefonia cellulare o la tassa SIAE sui supporti vergini, il cui scopo e proventi mi sebrano assai meno chiari del pagamento per una televisione e radio pubblica.

    http://www.radiomarconi.com/marconi/ancona/valcamonica/amarcord/tsi.jpg

  12. giovanni dice:

    @Emanuele: perché ho come la sensazione che tu non voglia privatizzarla e pretenda di mettermi in mano la corda con cui impiccarmi?

  13. Emanuele (l'altro) dice:

    Infatti non voglio la privatizzazione. Va bene che Tafazzi è nato qui e che gli italiani venderebbero la madre per far dispetto all’avversario politico, ma dopo decenni di privatizzazioni che hanno avuto come risultato arricchimento di certi “capitani d’industria” e/o la vendita/svendita a gruppi stranieri non vorrei che una Rai privatizzata finisse prima per far circolare denaro tra i salotti buoni e poi in mano a tedeschi o francesi o qualche americano che poi decida lui cosa significano cultura e soprattutto informazione da dare agli italiani.
    Ti ho fatto la domanda perché hai scritto vendere al privato, un po’ troppo generico messo così.

  14. Emanuele (l'altro) dice:

    O magari se c’è chi pensa che far finire in mano a francesi e tedeschi la più grande industria culturale del paese sia meglio (Tafazzi è sempre in agguato), pensate che potrebbero comprarsela cineso o sceicchi. Con qualche quota russa già che ci siamo.

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