Ho seguito in questi anni il graduale declino estetico della città in cui sono nato, in particolare per quanto riguarda la gestione del suo verde pubblico. Ieri una sentenza del giudice monocratico ha assolto Gianluca Laghi responsabile del verde pubblico e Silvano Allegretti dirigente del servizio ambiente per l’abbattimento di oltre 80 pini quasi centenari di viale Bolognesi, avvenuto di soppiatto e con pressochè nulla informazione, nell’agosto del 2013. Ero a quei tempi appena tornato da Londra dove come è noto al verde si dedica ben altro riguardo e mi arrabbiai pubblicamente per quanto possibile con l’assessore Bellini che aveva a quei tempi le deleghe per il verde. Da allora la parabola discendente della gestione del verde a Forlì è proseguita. Era inevitabile: in questa città da anni si è creato un mix micidiale fra la mediocrità culturale dei tecnici comunali, una gestione politica nella migliore delle ipotesi titubante, una cronica mancanza di soldi e, soprattutto, una diffusa e ampia scelta di campo dei cittadini, i quali da anni chiedono all’amministrazione più cemento e meno alberi.






Gli alberi stanno bene in campagna, ripetono moltissimi forlivesi, danno fastidio, rovinano i marciapiede, sporcano i parabrezza dei nostri amati SUV con la loro odiosa resina. Il risultato, per una ragione o per un’altra, è che la manutenzione del verde pubbico è ridotta al minimo: qualche mese fa ho dovuto chiedere insistentemente che qualcuno potasse i bellissimi pini di via Medaglia d’Oro e via Corelli che erano stati lasciati in abbandono da anni. Sono stato costretto a farlo prima che una nevicata creasse danni o qualche illuminato dirigente del verde pubbblico se ne venisse fuori dicendo che gli alberi sono malati o “del tipo sbagliato”, o pericolosi per l’incolumità pubblica e che quindi vanno abbattuti. Nel frattempo giacciono nell’incuria generale anche i pini di viale Kennedy. Se quest’inverno nevicherà altri rami cadranno inevitabilmente sulle nostre auto e altri cittadini alzeranno il telefono per chiedere a gran voce nuovi abbattimenti. Alla fine questa brutta cittadina diventerà un immenso perfetto spiazzo di cemento con buona pace di tutti. Il risultato della riqualificazione e della sostituzione con nuovi alberi delle piante abbattute (quando viene fatto, molto spesso si abbattono e basta) è facilmente osservabile dopo 4 anni in viale Bolognesi (alberelli strimiziti e cemento) ma ovunque in città il verde pubblico è da tempo in condizioni pietose. Una situazione che non ha riscontro nelle città qui intorno. Nel frattempo i politici cambiano e i dirigenti comunali restano gli stessi.

3 commenti a “Gli alberi a Forlì”

  1. Erasmo dice:

    L’errore è prendersela coi politici e non con i dipendenti.

  2. Rosanna Gardella dice:

    Forlivesi considerano verde pubbl=priorita’. Ricordiamo che indagine su quale oo.pp. fosse + apprezzata, portò all’esito . Considero verde grande ricchezza: è ossigeno, comfort, arredo urbano, luoghi di socializzazione e potrebbe essere perfin cultura (essenze diverse, recupero essenze antiche e locali ((gelso,….)), verde nelle rotonde, arte nel verde,ecc…). Condivido in parte tua analisi ma ritengo che : sia sproporzionato comparare Forlì con Londra; va considerato che Fo ha avuto incrementalita’ del v. > della media conseguenza di quanto generato con le convenzioni urbanistiche. Grandissima estensione e finanziamenti a bilancio più ridotti, con un andamento pressoché inversamente proporzionale. E poche risorse umane dedicate,in relazione all’entita dell’impegno. Ora ti saluto, apprezzando che si parli di v.p., come stimolo alla sua conservazione e valorizzazione. Infine consiglio di verificare il tuo assunto, relativo all’immutabilità della dirigenza. [Sono arrivata al tuo blog attraverso profilo FB che ti ha condiviso].

  3. Emanuele (l'altro) dice:

    Purtroppo sono anni che in tante città italiane il verde viene fatto fuori, in particolare gli alberi. E pensare che Parigi è ricchissima di alberi in pieno centro, e non nei parchi ma nelle vie, ed è anche per quello che è bellissima.

Lascia un commento