Da due giorni leggo commenti e indiscrezioni sul ricovero in ospedale di Nadia Toffa, giovane inviata del programma TV Le Iene. L’informazione non ci sta facendo una bella figura. Non si capisce cosa sia accaduto, i giornali online sono pieni di generiche ricostruzioni (codice rosso, gravissima, sta meglio, sta facendo acccertamenti, torna presto) e nell’incertezza pubblicano assurdi elenchi di possibili patologie cerebrali acute (spesso molto sciatti e con evidenti imprecisioni mediche). Ora ovviamente i social sono il luogo della partecipazione e del racconto sentimentale (la stessa Toffa ha scritto qualche riga su FB dicendo di aver preso “una botta”) ma su temi di salute che riguardano personaggi pubblici, gli interessati e i media dovrebbero accordarsi su quale sia il loro ruolo. Diversamente tutto diventa Facebook, tutto si trasforma in un luogo caotico di indiscrezioni, pettegolezzi e frasi scritte a caso.

6 commenti a “Spiegare la malattia”

  1. Alessandro Ronchi dice:

    Al di là del caso specifico, le malattie dei personaggi famosi potrebbero essere il pretesto per qualche invito per ricordare prassi utili ad evitarle. Parlando di ictus, potrebbero spiegare cosa fare per prevenire (controllare pressione e glicemia, le due maggiori cause), per capire cosa succede immediatamente dai primi sintomi ( difficoltà a camminare, perdita della capacità di scandire le parole, ecc.) e cosa fare (cercare immediatamente l’ospedale, se possibile dotato di stroke unit).
    Altrimenti rimane solo l’interesse morboso per il gossip…

  2. Davide dice:

    È già (quasi) tutto Facebook, da tempo.

  3. Maurizio dice:

    In Italia è sempre così. Ricordo a tutti che la Sozzani ad oggi è morta di morte e non si ha la più pallida idea di quali siano state le vere cause anche se gli indizi fanno pensare all’AIDS. Ma, appunto, sono solo indizi. Non dire equivale anche ad alimentare i sospetti più strampalati. Sarebbe ora di piantarla con questo pudore ridicolo dal sapore medievale.

  4. Marcello dice:

    Facciamole una bella radiografia per capire cos’ha.

  5. layos dice:

    Io ho letto velocemente la notizia, al netto del fatto che mi dispiace se una persona sta male, non è che sia quel genere di cose sulle quali mi soffermi a leggere particolari o bollettini medici.
    Leggendo velocemente, non essendo medico, mi sembrava di aver capito fra le righe che possa aver avuto un’ischemia.
    Sono però complessivamente d’accordo con te, bisognerebbe adottare un codice univoco di comportamento: se una persona ha un problema di salute si dice che “ha avuto un malore e si daranno dettagli qualora X o la famiglia di X decidessero di diramare un bollettino medico ufficiale”.
    Se ne X ne famiglia di X decidono di parlarne si evita di farlo, in assoluto, senza perifrasi, giri di parole o ammiccamenti del tipo: “so che malattia ha, cerco di fartelo capire, ma non posso proprio dirtelo perché per deontologia debbo rispettare la privacy” che da luogo appunto ai risultati grotteschi di cui sopra.

  6. il mondo perfetto dice:

    Povera @NadiaToffa. Già è dura uscire da una “botta” simile poi ci si mette pure il @mante . Spiegate a Mantellini che esiste la privacy del malato, e non tutto può- vuole- essere divulgato e specificato.
    E li chiamano intellettuali….

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