I partiti progressisti, in genere, dovrebbero provare ad aumentare le libertà e i diritti dei cittadini. Far crescere le opzioni invece che ridurle.

I partiti progressisti, in genere, dovrebbero sposare un’idea di crescita della società basata su solidarietà e cultura, ma senza imporre la propria idea di solidarietà e cultura.

I partiti progressisti, in genere, dovrebbero abbandonare il paternalismo tipico degli ultimi 50 anni di governo democristiano, nei quali ovunque intorno, la politica ha spiegato ai cittadini cosa dovessero pensare per poi, subito dopo, legiferare di conseguenza. Una legge per ogni singolo cattivo pensiero e tutti saremmo diventati più buoni.

I partiti progressisti, in genere, dovrebbero basare la propria azione sulla centralità del bene comune. E il bene comune è ragionare sullo spettro del possibile in un dato istante. È immaginare i soldi pubblici come se fossero i nostri. Se una cosa costa troppo, se è chiaro che non la sappiamo fare, se è troppo complessa per una società tecnologicamente arretrata come la nostra, il bene comune prevede che non la si faccia. Che se ne facciamo di più piccole, più semplici, alla nostra portata provando per una volta a farle bene.

Siamo in grado di organizzare un servizio civile obbligatorio che abbia come soggetto centrale i nostri ragazzi? Sapremmo organizzare le Olimpiadi? Siamo in grado di costruire un ponte sullo stretto di Messina?

La risposta è no, non siamo in grado. Non oggi.

È giusto che ogni giovane italiano passi un periodo obbligatorio in un ufficio a fare fotocopie per qualcuno, esattamente come un tempo passava uno dei migliori anni della sua vita dentro decrepite caserme a Gradisca d’Isonzo?

La risposta è no, non è giusto. Un partito progressista, in genere, non dovrebbe nemmeno pensarle queste cose.


11 commenti a “Servizio civile obbligatorio (Olimpiadi, Ponte, ecc.)”

  1. andy61 dice:

    Magari è l’alternanza scuola/lavoro 5.0, al servizio dello stato o delle onlus amiche che così si risparmiano soldi.

  2. Emanuele (l'altro) dice:

    Mantellini si rilegga e poi pensi a certe leggi che i partiti progressisti in tutto il mondo hanno approvato, stanno approvando e vorrebbero approvare sulla limitazione delle libertà di espressione.

  3. Marcello dice:

    La rinuncia (quasi) felice, insomma. E tutto per una forma di autorazzismo.
    “Solidarietà e cultura”: ma perché se non siamo in grado (plurale majestatis) di costruire il ponte sullo stretto dovremmo essere capaci (visto che avere la convenienza / avere l’obbligo non si può dire) di accettare centinaia di migliaia di africani, gente avulsa da qualcunque nostra abitudine e tradizione, con l’obiettivo di integrarli (integrarli: lo sò, è offensivo anche solo pensarlo) nella nostra società?
    La risposta è: no, non ne siamo capaci (visto che NO, non ne abbiamo ne la convenienza ne l’obbligo morale non si può dire), e quindi non lo dobbiamo fare.

  4. Umberto dice:

    I partiti progressisti non possono sposare una qualsivoglia idea (di solidarietà, cultura, ecc..) senza imporla come l’unica possibile, non sono in grado, non ne sono capaci culturalmente e storicamente. Tutto ciò che pensano deve essere per forza pensato da tutti e se c’è chi non è d’accordo allora deve essere imposto (ultima idee da imporre a tutti l’immigrazione selvaggia e incontrollata e lo ius soli, con cui TUTTI devono essere d’accordo per decreto).

  5. Narno Pinotti dice:

    @mante

    Questo post (ma non solo questo) mi induce a osservare che forse questo blog comincia ad avere un problema con i commenti: allusioni, insinuazioni, generalizzazioni indebite, pretesti per cambiare discorso, complottismi, gara a chi è più lapidario e tutta una serie di tic da #lasolungaio a #dairettaaunpirla assommano una grossa percentuale dei commenti.

    Lo dico sommessamente, perché trovo bella e convincente l’idea del proprio spazio internet come un giardino da curare.

    Non fare la fine di Piovono rane, per favore

  6. Andrea dice:

    ringrazia il tuo amico d’alema, è lui che ha dato via a tutto questo.

  7. Marco[n] dice:

    @Narno La penso anche io così. Ultimamente vedo una deriva facebook-esca in cui il commento ad un pensiero sul servizio civile diventa un no-immigrazione-selvaggia, no-iussoli, non-esistono italiani-negri etc. etc.
    E sarà sempre peggio con l’avvicinarsi delle elezioni

  8. Thomas Allister dice:

    Spiacente, non sono d’accordo. E credo che il post palesi un’idea di quello che dovrebbe essere un partito politico molto limitata. Un partito politico non è solo un consorzio elettorale o un gruppo di interessi…

  9. andrea61 dice:

    I partiti progressisti in tutto il mondo sono natralmente libertari ma non dimentichiamoci che l’Italia è il paese dove hanno dominato le due ideologie che più fortemente propugnano l’idea di Stato etico: il cattolicesimo e il comunismo.
    I partiti progressisti in tutto il mondo non si preccupano di imporre ai cittadini cosa è eticamente giusto e cosa è sbagliato ma si preoccupano di promuovere la convivenza civile, la realizzazione della persona e il rispetto dei diritti dei cittadini. Da noi non è così.

  10. annamaria dice:

    Post assolutamente condivisibile, parola per parola.

  11. Gino dice:

    Sveglia!!! Il ponte che ci unsice alla Sicilia è solo il primo passo, quello che vogliono veramente è il ponte Trapani-Bengasi!!

    Almeno è quello che mi sembra di leggere tra le righe…

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