Da un certo punto di vista non è male che la maggioranza degli italiani non legga i giornali e non segua i talk show politici in TV. Da quello stesso punto di vista è un’ottima notizia che un italiano su due non si connetta a Internet (se non in maniera del tutto occasionale) e che sia quindi geograficamente esentato dalla lettura di migliaia di pagine web di news editoriali. Perché se la violenza, specie quella del linguaggio che è la forma di arrembaggio più economica e alla portata di tutti, un modo di essere che si assorbe respirando l’aria intorno a sé, esattamente come abitando un po’ di mesi a Bologna o a Parma o a Modena ognuno di noi, quasi senza rendersene conto, assume la tipica cadenza di quei luoghi, se quella violenza – dicevo – rende tutti noi persone peggiori e se è diventata uno dei principali linguaggi dei media, allora, forse, starsene lontani dai quotidiani di carta, dai talk show politici in TV e dai siti web editoriali non sarà questo gran danno.





Nel giorno dopo la morte di Salvatore Riina Il Giornale titola: “Bene, un mafioso in meno“. Il Tempo “Vai all’inferno“, la Gazzetta del Mezzogiorno “Riina il diavolo era lui“. Siamo passati dal nihil nisi bonum dei greci e dei latini alla volgare invettiva sul cadavere dell’anziano mafioso. Dal rispetto per la salma (qualsiasi salma) al vilipendio del defunto (a questo punto, domani, di qualsiasi defunto). Sia come sia mai come oggi la violenza verbale è considerata in certi ambienti una moneta di scambio facilmente cedibile.

Da un paio di giorni su corriere.it viene riproposto in grande evidenza un video in cui Vittorio Sgarbi durante un programma in TV di prima serata urla a Vauro che è una testa di cazzo. Non si tratta di una grande notizia: settimanalmente qualcuno in TV e sui giornali investe denaro sulla violenza del linguaggio; invita (senza imbarazzi) un violento nel proprio programma giornalistico “di approfondimento” in TV, gli apre il microfono, lo lascia fare il suo usuale numero da osteria e ne gode i frutti. Il giorno successivo, visto che della violenza come del maiale non si butta via niente, quel medesimo siparietto verrà ripreso da altri editori su altri media, a macinare pagine viste, dato che alla gente piace osservare simili spettacoli. A chiudere il giro (quello della violenza e del maiale) sarà interessante osservare che al più noto odiatore e insultatore dell’etere italiano, l’Università italiana ha ritenuto nelle scorse settimane di offrire una cattedra da professore ordinario all’Università di Perugia. Fosse stata la cattedra sul vaffanculo avrei capito ma siccome così non è (Sgarbi sarà ordinario di Storia dell’Arte) andrà osservato che, semplicemente, anche l’Accademia tiene nel giusto conto (cioè nessuno) la violenza del linguaggio e le sue conseguenze.

Ovviamente non solo i media e i loro eroi dello sberleffo sono spregevoli. Lo siamo anche noi, chi più chi meno. Detestiamo silenziosamente gli altri, li critichiamo, ne parliamo male, li offendiamo mentre non ci ascoltano. Ma la violenza del linguaggio, prima ancora di quella dei gesti che spesso viene a ruota, è qualcosa che si potrebbe limitare. E i media, da sempre, in questo hanno un ruolo importante. E’ un’attitudine che si può ridurre, se non spegnere del tutto. E come è possibile farlo? Esattamente come si assume la cadenza insinuante da bolognesi che non eravamo ai tempi dell’Università: stando assieme agli altri, osservandoli e rispettandoli. Proponendo e imitando le buone pratiche basate sul rispetto formale e rifiutando ogni forma di assalto frontale, anche la più piccola.

Per questo oggi forse i media italiani, non solo stanno fallendo in una quota rilevante della propria missione, quella di praticare religiosamente la maniera educata per raccontare i fatti, ma hanno eletto quel vizio da ubriachi a proprio modello economico. E se questa è la proposta, se questo è quello che offre il mercato, allora forse non leggere i giornali, non aprire i talk show in TV e non navigare fra i siti di notizie pieni di frizzanti video in cui gente nota ne manda affanculo altra nel tripudio generale, sarà un modo come un altro per provare a salvarsi.


11 commenti a “Salvarsi dai vaffanculo e dai media”

  1. Maury dice:

    Grazie Massimo per questo post, forse l’unico che fa ancora appello alla nostra umanità, perché noi non siamo come loro. E’ la nostra forza.

  2. Renzo dice:

    Anch’io ringrazio.
    Anch’io non sono come loro.
    Buon lavoro

  3. Fabio dice:

    ho 50 anni e nei miei ricordi ho sempre vivo che il Sabato pomeriggio alle 15:00/16:00 c’arano documentario sulla vita/storia di Leonardo da vinci , Alessandro volta , Guglielmo marconi e tanti altri personaggi illustri storici ed inventori.
    Oggi la TV e piana di personaggi ” illustri” politici sopratutto, purtroppo , che si insultano e parlano parlano parlano!!!
    Sono uno di quelli che non guarda la TV e se solo alcuni canali con notizie dal mondo.
    ma veramente la qualità della TV e internet negli ultimi 10 anni e sempre peggiorata.

  4. unAlberto dice:

    ed anche un po’ di Masini…
    Io che sono uno che per carattere, indole e causa patologica, parla con un tono di voce basso e devo spesso ripetere, mi trovo in difficoltà ad argomentare con chi parla con un tono più alto , mi rendo conto che questa cosa mi mette a disagio, limita la mia liberà. Poi ascolto meglio e sento spesso arrogante ignoranza, tante volte alzare il tono aiuta a mascherare un vuoto argomentare, una mancanza di . Ovvio che non è sempre così, altrimenti avrei sempre ragione ;-)
    Quindi: urlare non ti dà ragione a prescindere, anzi

  5. unAlberto dice:

    … sapevatelo

  6. annamaria dice:

    Sgarbi è una povera creatura che non esiste.
    Se siamo costretti inciampare in lui a ogni passo la colpa non è sua, ma di chi lo evoca piuttosto che lasciarlo dissolversi nel suo nulla.
    Articolo molto condivisibile.

  7. Piero dice:

    Molto più bella la prima pagina del Giornale di Sicilia
    https://sgdsit.cdn-immedia.net/upload/repository/oggi-in-edicola/prima-pagina-thumb.jpg?token=7b5b2f6f9d8ae80e770aeb23fede72bf

  8. il mondo perfetto dice:

    Il sobrio Mantellini contesta offerta a @VittorioSgarbi di una cattedra. Io sto dalla parte di Sgarbi. Non si capisce perchè se uno urla in tv non può insegnare, se competente, all’Università. Il pd sceglie bene i suoi nemici e li dstrugge. Si sa.
    Chi è la capra, adesso ?
    ‘nsomma:
    secondo il mante chi non ha bon ton nei talk, non può insegnare ad Università….
    E meno male che i piddini si dicono meritocratici….

  9. paolo de andreis dice:

    E’ bello leggerti Massimo come sempre, la violenza ahimé non si può eliminare dai media, è il frutto della competizione, che è poi il fondamento della nostra – passami il termine –
    società.

    Odiamo i nostri competitor, odiamo quindi tutti e continueremo a farlo finché non smetteremo di competere, ma chi è in grado di amare così tanto?

  10. egidio scrimieri dice:

    Salvarsi dalla violenza verbale? Macche’… Salviamoci piuttosto dall’idiozia buonista del buonismo idiota: e’ di quello che non se ne può’ proprio più’. Che qualcuno se l’inghiotta per sempre. Un gran rutto.

  11. unAlberto dice:

    Un cannibale!

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