Io e Sandro scendiamo le scale verso l’androne pieno di fumo. È il 1980 o giù di lì. È il mio primo anno di università, siamo giovani e un po’ intimoriti. L’osteria non è proprio un’osteria, è una stanza, col soffitto alto, c’è un banco dove vendono il vino e poco d’altro. Ci sediamo su una lunga panca di legno, fingiamo di essere a nostro agio. A quei tempi a me il vino, per esempio, piace pochissimo. Lì dentro ci saranno al massimo una quindicina di persone. Gente che chiacchiera allegramente e fuma. Su una sedia di fronte a noi c’è Francesco Guccini, la ragione per cui noi siamo venuti qui questa sera. Speravamo di incontrarlo e lui c’è. È discretamente ubriaco, accanto a lui in terra ha un bottiglione di vino. In quel momento, 35 anni fa, Guccini è al vertice della sua carriera di cantautore, siamo stati ad ascoltarlo qualche tempo prima dentro il Palasport di Piazza Azzarita colmo di gente. Guccini ha una chitarra in mano, accanto a lui Flaco Biondini (il suo chitarrista argentino) ne ha un’altra. Suonano canzoni dialettali emiliane che non ho mai sentito ma a me va bene lo stesso. Poi mettono giù la chitarra, bevono un altro bicchiere e chiacchierano del più e del meno. Sono a Bologna da pochi mesi e penso che quella sia la città più bella del mondo.


Oggi ho letto che riapre l’Osteria delle Dame.

3 commenti a “Ci vediamo alle Dame”

  1. pino dice:

    “la ragione per cui non siamo venuti qui questa sera. Speravamo di incontrarlo e lui c’è”

    : – ))

  2. Lele dice:

    ma chi è Sandro?

  3. alessandro dice:

    sara’ stato Pertini

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