Ieri sera, durante la diretta CNN del passaggio dell’uragano Irma in Florida, a un certo punto è successa una cosa curiosa. Il povero cronista era sotto l’acqua e il vento da un paio d’ore, testimonianza umana e sofferente della crudeltà degli eventi atmosferici, quando a un certo punto, sulla strada subito sotto (l’inviato TV trasmetteva dal terrazzo di una casa), è passato un tizio molto tranquillo con le mani in tasca che stava portando a spasso il cane.





Il racconto eroico e un po’ bugiardo dell’inviato che affronta i rischi atmosferici per darne testimonianza ne è uscito, per un istante, del tutto interrotto e ridicolizzato. A me è venuta in mente un’altra celebre diretta della TV di Atlanta del 1991, quando, negli uffici della TV a Gerusalemme sotto possibile attacco missilistico, il giornalista trasmetteva con la maschera antigas indossata mentre sullo sfondo impiegati normalissimi (e senza maschera) continuavano il loro lavoro come se nulla fosse (questa qui sopra è l’immagine della diretta, non ho ritrovato il dietro le quinte).

Sono piccoli momenti essenziali del racconto giornalistico. Servono a ristabilire i confini fra lo spettacolo e la notizia, ridicolizzano la nostra voglia di essere dentro l’occhio del ciclone rimanendo sul divano di casa a migliaia di chilometri di distanza. Nel farlo rendono fragile e imbarzzante anche l’informazione stessa che in cambio della nostra attenzione accetta e ci propone grandi compromessi.





Ieri sera un altro inviato della CNN, anche lui inzuppato d’acqua e di vento, mostrava la tegola del tetto di una casa che gli era caduta accanto mentre trasmetteva in diretta dentro il fortunale. Era eccitato e compreso nella parte: forse ignorava che dall’altra parte dello schermo molti in quel momento stavano pensando: “Vabbè ma se poi la tegola non ti colpisce in testa io va a finire che cambio canale”


3 commenti a “L’inviato morboso”

  1. Andrea dice:

    Beh, c’è anche da considerare che molti prendono sul serio gli allarmi di governo e meteorologi solo se vengono in qualche modo terrorizzati, quindi la funzione dei media in questi casi negli Stati Uniti è preziosa, di fatto Irma ha mietuto poche vittime anche per questo: durante le fasi più intense non c’era nessuno per strada, vuoi anche per un certo tipo di racconto giornalistico.

  2. Marcello dice:

    dov’è? io non l’ho visto

  3. Roberto dice:

    Scena simile a Miami. Mentre la reporter parla di onde pericolosissime e di evacuazione c’è un kitesurfer dietro a lei che si diverte. Fantastico.

    https://www.facebook.com/msnbc/videos/10155721534249173/

Lascia un commento