“Non c’è più rispetto per niente, neanche per il dolore” leggo in un commento su Facebook a proposito della decisione di pubblicare sui giornali (non solo sulla stampa indecente di destra ma anche sul Corriere della Sera) i particolari di violenze sessuali subite a Rimini o altrove. In realtà è molto peggio di così. La pornografia dell’orrore è diventata l’ultimo modello di business di un giornalismo che da tempo, mentre si scava la fossa da solo, incolpa Internet o i suoi lettori dei suoi stessi mali. Con la differenza che gli imbecili e gli odiatori su Internet non hanno alcun modello di business, loro invece sì.

6 commenti a “La pornografia dell’orrore”

  1. Shylock dice:

    @mante, qui non parliamo di ‘bugie a nove colonne’ o di retorica antimmigrati o chessoio, ma di fatti: puri, semplici fatti come riportati in un documento ufficiale.
    Nascondere i fatti si chiama ‘censura’, comunque la vuoi girare, che è l’esatto contrario della libertà d’espressione e del diritto ad essere informati, tipici di una società democratica: oppure puoi preferire le società in cui qualche ente superiore, meglio se direttamente lo Stato, si prende la responsabilità di decidere quali fatti i sudditi devono sapere e quali no, che è poi quello che stai chiedendo a gran voce.
    Alla fine, a forza di spostarti (o di credere di spostarti) sempre più a sinistra mi sa che hai fatto tutto il giro.

  2. Antonella dice:

    Se Shylock (e chi come lui parla di dovere di cronaca) avesse mai subito una violenza sessuale, in una qualsiasi sua forma, saprebbe che leggere sui giornali, nel dettaglio, quello che ha raccontato in una deposizione, è devastante e umiliante. Lo è anche raccontarlo in ospedale e alle forze dell’ordine e al magistrato, ma lì è necessario farlo per essere creduti e per portare avanti la denuncia dei colpevoli di quell’orrore. Se sono invece i “giornalisti” a raccontarlo, stanno facendo solo pornografia per guadagnare clienti con la bava alla bocca, per odio e, purtroppo e soprattutto, per piacere. Basta fare un giro in rete per trovare segnalazioni di gruppi di omuncoli che si scambiano foto di donne normali, in contesti normali, per masturbarcisi sopra, donne inconsapevoli ovviamente, e a cui si mmagina, per iscritto, di fare quello che è si legge in quel verbale. Ecco, questi, e quelli che sono tanto perbenino ma vanno alla caccia di certe letture, sono i trogloditi che hanno bisogno dei particolari, ma non per capire una notizia tragica come quella, ma per chiudersi in bagno e goderci sopra.
    Ovviamente l’umiliazione e il dolore che portano certi articoli si può capirli anche senza aver subito una violenza, basta avere, da lettore, quel sentimento che si chiama empatia e, da giornalista, almeno il “minimo sindacale” di quella cosa che si chiama professionalità.
    Questo schifo, questo genere di dettagli da ginecologo arrapato, ripeto, si chiama pornografia e si fa sulla pelle di chi ha subito lo stupro.

  3. Emanuele (l'altro) dice:

    Il giorno che la pornografia delle intercettazioni telefoniche (1) avrà lo stesso sdegno della pornografia dell’orrore stapperò una bottiglia.

    (1) anche quelle di Berlusconi

  4. Shylock dice:

    @Antonella, se per te i maschi sono omuncoli trogloditi con la bava alla bocca, o sei particolarmente sfortunata o hai qualche problema di misantropia.
    Ma se ci credi davvero, non dovresti più uscire di casa se non col burka (potrebbero eccitarsi anche guardando te) e men che meno i tuoi bambini (se ne hai): purtroppo, c’è chi si eccita anche con quelli.
    Invece non ho ancora sentito di gente che si eccita leggendo un verbale di polizia, ma trattandosi di esseri umani non si può escludere nulla; mi sento però di dire che sono molti di più quelli che, di fronte alle violenze sessuali, anche le più efferate come queste, tendono a relativizzare o a fregarsene proprio perché non ne hanno esperienza alcuna: per loro, capire che non si tratta di ragazzate o di incontri occasionali finiti male per qualche accidente, ma di predazione pura e semplice, può essere importante, per far sì che tali crimini vengano prevenuti il più possibile e puniti con la severità che meritano. Ecco il valore informativo di questa come di altre verità sgradevoli.
    P.S. Avere fantasie sessuali non è reato, lo diventa se per soddisfarle si stuprano e si ammazzano di botte le persone.

  5. annamaria dice:

    Ancora una volta, su questo tema, concordo totalmente con @Shylock.

  6. Il Punto più Basso del Giornalismo - DataMediaHub dice:

    […] di un malavitoso». Pornografia dell’orrore, come la definisce Massimo Mantellini, che scrive «è diventata l’ultimo modello di business di un giornalismo che da tempo, mentre si scava la […]

Lascia un commento