Oggi Christian Raimo mi ha taggato in questo post su FB di Emanuele Coccia nel quale l’autore – mi pare – nel prendere le sue difese si scaglia contro “gli intellettuali da salottino di periferia”:


Visto dall’estero c’è qualcosa di incomprensibile e davvero allucinante nel dibattito che è seguito l’intervento di Christian Raimo durante la trasmissione diretta da Belpietro: il fatto che il mondo intellettuale che si sa e si dichiara di sinistra sia diventato improvvisamente esperto di comparse televisive, di retoriche audiovisuali, del modo in cui si sta in televisione, di mass media e che si sia alambiccato a commentare e a criticare lo stile dell’intervento di Raimo invece di essere sconvolto che qualcosa come la trasmissione di Belpietro sia anche solo possibile. C’è chi fa ironie al quarto livello con giravolte e tripli salti carpiati per puro spirito di contraddizione e per far capire che di non essere come l’elettorato medio di sinistra e chi arriva addirittura a colpevolizzare Raimo di non esser riuscito a parlare all’elettorato a cui parla Belpietro. Il fatto che qualcosa di simile sia anche solo possibile, che invece di chiedere la chiusura della trasmissione, di prendere misure contro Belpietro, di interrogarsi e di colpevolizzare se stessi per la propria ignavia e la propria incapacità di fare qualcosa (e magari ridursi più dignitosamente al silenzio) si preferisca dileggiare e criticare chi ha provato a fare quanto nessuno di tutti questi intellettuali da salottino di periferia avrebbe (e ha avuto) il coraggio di fare, è semplicemente ignobile. Moralmente e intellettualmente ignobile. Ed è la chiara dimostrazione che il mondo intellettuale italiano, fuori e dentro Facebook, è tra i più razzisti d’Europa, e tra i più conservatori del mondo.



Conosco personalmente Christian da qualche anno e sono legato a lui da un sentimento di amicizia e riconoscenza. Ci dividono un sacco di cose, molte altre ci uniscono. Direi che Raimo, insieme a molti altri, è la dimostrazione del fatto che la mia filter bubble non è così rigorosa. Per quanto riguarda i suoi interventi in TV degli ultimi giorni, soprattutto una cosa mi sembra piuttosto chiara: l’afflato movimentista e un po’ coatto che ha impersonato non gli appartiene e non fa per lui. Raimo è una persona colta e di talento, non ce lo vedo proprio a mostrare cartelli in TV come un Pannella imbavagliato 2017 (senza la dialettica insinuante di Pannella) o come un provocatore dai toni squillanti ma senza argomenti. Christian vale molto di più. Inoltre, per dirla tutta, la sua verve polemica in televisione non funziona granché: serve poco alla causa, ammesso che la causa sia raccontare finalmente Sallusti e Belpietro per quello che sono di fronte al loro affezionato pubblico.




Quanto al post di Coccia, al netto di alcune piccole ingenuità (chiudere una trasmissione di una TV privata?) e senza aver capito bene chi siano gli intellettuali da salottino di periferia che non hanno gli attributi per combattere il fascismo Tv a colpi di cartelli scritti a pennarello, trovo sia a suo modo interessante: almeno nelle parti in cui stigmatizza i vizi della classe intellettuale italiana. Che come al solito è “ignobile, moralmente e intellettualmente ignobile”. Che è razzista – fuori e dentro Facebook – tra le più razziste del mondo.

Mi piace questa idea dell’intellettuale che si sporca le mani. E che se decide di non sporcarsele automaticamente viene espulso dal consesso degli eletti per ripiombare nel girone dei peggiori. Mi piace che qualcuno ancora pensi che tutto ciò che non è azione nel campo avversario diventi automaticamente ignavia. È lo stesso riflesso automatico che trasforma un fine intellettuale come Christian Raimo in uno Sgarbi senza ciuffo che in TV, in un programma indecente al quale ha accettato di intervenire, dice “s’aribeccamo, devo anna’ a cena”. E nessuno che abbia notato la faccina soddisfatta di Belpietro che in quel momento sta pensando “ecco, anche per oggi abbiamo fatto giornata”.

4 commenti a “Gli intellettuali da salottino di periferia”

  1. pino josi dice:

    raimo ha il suo libro in promozione ed ha scelto un bel modo per emergere e farsi conoscere

  2. Umberto dice:

    Non capisco di cosa si lamenti Raimo, nessuno lo ha obbligato (tranne forse l’ufficio marketing) a partecipare a quella trasmissione, non faccia il furbo credo che sapesse anche prima in che luogo si trovava.
    Trovo inoltre assurdo e fuori luogo affermare che il mondo intellettuale italiano tutto (quindi anche chi ha scritto questa sciocchezza immagino) sia il più ignobile e razzista del mondo. Sembra di capire che sono in molti ormai ad aver perso controllo di sè e di quello che scrivono, compreso questo signor Coccia.

  3. Simone dice:

    Anch’io sulla presunzione di sapere in quale posizione si trovino gli intellettuali italiani rispetto a TUTTO il resto del mondo, mi porterei dietro qualche incertezza.
    Forse è proprio la presunzione l’aspetto sul quale andiamo forti a livello mondiale.

  4. Erasmo dice:

    Con tutto il rispetto necessario, citare da FB è un po’ come cercare colibatteri nelle fogne cittadine. Si trovano certamente tutti, compreso qualcuno ancora ignoto ai biologi.
    Naturalmente è un’analogia di tipo sociologico, che non intende implicare nulla di coprofemico nella prosa del sig.Emanuele Coccia. Il sig.Coccia, semmai, può essere accusato di provincialismo, visto il bisogno di comunicare a tutti che lui risiede all’estero, come se ciò garantisse un angolo visuale più evoluto.

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