Quello che sta succedendo in USA a margine della chiusura del sito web dei Nazisti di Daily Stormer è molto importante e andrà seguito con attenzione. Non tanto per i nazisti in sè e nemmeno per gli imbarazzanti silenzi di Donald Trump al riguardo, ma per il futuro di Internet come la conosciamo.

Nell’America libertaria e ottimista dalla quale è nata la Rete molti anni fa Daily Stormer e i suoi orrori ideologici avrebbero trovato ospitalità come chiunque altro; Google e GoDaddy non avrebbero rifiutato la presenza online ai nazisti per “violazione dei Termini di Servizio” perché un dominio è solo un dominio, non un manifesto politico e non spetta ai gestori della piattaforma (se non in casi estremi) avventurarsi in valutazioni etiche su chi ammettere o non ammettere online.
La neutralità tecnologica, la sua stupidità architetturale, che è poi la ragione per cui Internet è diventata grande, è basata su questa separazione netta fra rete e contenuti; la rete è (era) aperta a tutti, anche ai peggiori di noi. Così è sempre stato fino ad oggi.





Combattere gli idioti di Daily Stormer sul diritto all’accesso invece che sulla qualità dei loro contenuti è un’ottima premessa per scardinare dall’interno le ragioni per cui Internet ancora oggi funziona. Quelli che esultano oggi perché i nazisti sono stati cacciati da Internet e sbattuti su TOR sembrano non capire che questo è il primo passo per ridurre domani le loro stesse libertà digitali.

13 commenti a “Lasciate che gli idioti vengano a me”

  1. Giulio Cesare Solaroli dice:

    Anche se la decisione sembra essere stata presa d’impulso, le conseguenze che giustamente facevi notare sembrano essere abbastanza chiare anche ai soggetti direttamente interessati:
    https://blog.cloudflare.com/why-we-terminated-daily-stormer/

  2. massimo mantellini dice:

    Grazie Giulio molto interessante.
    Se il problema era che i nazi diffamavano Cloudflare bastava fargli causa ;)

  3. alessandro dice:

    welcome mantellini, era ora

  4. Emanuele (l'altro) dice:

    Del resto mi pare in pieno svolgimento una campagna contro le “fake news”, appoggiata da personaggi di primo piano, che non è altro che censura con un altro nome.
    Che poi a promuoverla siano stati i media tradizionali dopo le batoste prese in particolare con Trump sfugge a tanti fautori della libertà di parola (loro) che straparlano di “autorità di controllo” sulla qualità delle notizie.
    Non ci vedo tanta differenza dal chiudere un sito.

  5. Mariano Giusti dice:

    https://xkcd.com/1357/

  6. Mariano Giusti dice:

    Nessuno sta togliendo a nessuno il diritto di parlare.
    Cloudflare si è rifiutata di noleggiare un megafono ai nazisti.

    Inoltre, non molto tempo fa, uccidere i nazisti, non limitarsi a chiudere i loro siti, era sacrosanto, a casa mia.

  7. annamaria dice:

    Condivido in pieno questo articolo di Mantellini.

  8. Davide dice:

    La stessa Facebook ha rimosso centinaia di post che linkavano il post del Daily Stormer. Una operazione chirurgica. Prima hanno rimosso le condivisioni pure e poi rimosso solo quelle con commenti che non condannavano il post iniziale. Un lavoro fatto da persone fisiche e non automatico.
    Google ha censurato anch’essa il sito.

    A questo aggiungi il forum anonimo aziendale chiuso da FB mesi fa e di cui solo oggi si è data notizia che somiglia molto al caso del famoso documento Google.

    https://www.theverge.com/2017/8/17/16160558/facebook-shuts-down-internal-forum-trump-sexism-racism

    Massimo, in che modo sarà possibile per queste aziende continuare a sostenere che loro non sono editori e non responsabili di quello che viene pubblicato se ormai il “gardening” dei contenuti è all’ordine del giorno?

  9. Massimo dice:

    Non potrei essere più in disaccordo.
    Mi ricordi quanti in passato su Usenet lamentavano censure a destra e a manca perché loro avevano il diritto a dire quello che volevano, dove volevano e come volevano.
    Ma questa non è libertà di parola.
    Società private come GoDaddy o Cloudflare hanno da sempre deciso chi poteva stare sulla loro piattaforma in base ai contenuti.
    Ad esempio molti servizi di hosting, e credo GoDaddy fra questi, vietano di utilizzare i loro servizi per pornografia e gioco d’azzardo, anche in giurisdizioni o contesti nei quali è legale offrire questi servizi.
    Perché in questo caso dovrebbe essere diverso?
    GoDaddy non è l’unico fornitore di hosting web, esistono migliaia di fornitori e, ne sono certo, ve ne sono altri disponibili ad ospitare Daily Stormer o chi per loro.
    Se io utilizzassi i commenti qui sul blog per insultare te o altri utenti, tu lasceresti passare questi messaggi? E cosa risponderesti se ti dicessi che è un mio diritto dire queste cose e se a qualcuno non piace, esistono le leggi vigenti e possono denunciarmi?
    Quello che è successo non è né nuovo né degno di notizia. Né ha a che fare con democrazia o libertà di parola.

  10. Andrea Nepori dice:

    Massimo, stai sbagliando.
    Sono sempre aziende private quelle di cui stiamo parlando, non hanno alcun dovere infrastrutturale, perlomeno non esplicito.
    Poi che lo debbano avere o meno se ne può parlare. Quello che dici tu varrebbe nel caso, per dire, Verizon bloccase l’ADSL a chi scrive sul daily stormer. Su questa falsa riga allora l’esempio del gioco d’azzrdo e del porno è perfettamente calzante. Voglio essere libero di cercare le mie pareidolie su Google Search. Eppure non posso, nonostante sia legale, perché google rimuove certi contenuti dai risultati di ricerca…

  11. rico dice:

    Il sito nazi non è stato “sbattuto” su TOR, ci sono andati di loro sponte.
    E Cloudflare gli ha tolto solo uno scudo contro gli attacchi di massa.
    Potevano semplicemente cambiare provider e affrontare gli attaccanti, o attendere che la bufera si calmasse per tornare online nel giro di poche ore.
    Ma no, i nazi sono bravi a fare le vittime, quando gli conviene.

  12. Riccardo dice:

    Fallacia del piano inclinato.

  13. Visto nel Web – 301 | Ok, panico dice:

    […] Lasciate che gli idioti vengano a me #:Web, Internet #:censura ::: manteblog […]

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