Ricopio integralmente il commento di Fabrizio al post precedente a questo, Un contributo dall’interno che spegne molti ardori sulla scuola digitale.

Ti racconto a spanne una realtà che ho presente.
Parliamo di un istituto con 3 plessi scolastici: due scuole elementari e una media, in provincia di Monza e Brianza.

– Il ‘server’ ove stanno dei documenti è un Windows 98.
– Han un’adsl per ogni plesso. Personalmente mi han chiesto cifre astronomiche per avere una 20mbit/s simmetrica a me come privato/azienza,
per cui che arrivi una 100mbit/s entro il 2020 non riesco a crederci minimamente.
– Ci hanno messo diversi anni a dotare ogni aula di una LIM. Fondamentalmente pagandole con delle donazioni di una società di eventi che organizza una festa nel giardino della scuola, lotterie, qualcosa dal comune.

– Usano un software, questo: https://scuoladigitale.info/ per tutto.
Non ho mai capito se gli è stato imposto nè chi l’ha pagato.
Mi sfugge perchè l’amministrazione di una scuola pubblica (compreso il registro elettronico etc) sia nelle mani di un sito web di una società di terze parti, nè chi garantisce la sicurezza, nè cosa può succedere un domani se tale progetto viene abbandonato. Parliamo di un software usato da oltre 900 istituti in tutta Italia.
In generale, non capisco perchè un istituto pubblico debba usare un software di terzi e non qualcosa dello stato.

Ovviamente, essendo web-based, quando l’adsl è satura o cade, vanno di carta per poi ricopiare quando torna online.

– Tutte le mail scolastiche, compresa segreteria, @gmail o @libero o simili. Il dominio è un vecchio WordPress obsoleto, ma nessuno si può o vuole occupare di aggiornare il sito.

– Il docente che sta cercando di occuparsene (n.b. prof di Matematica) mi ha chiesto un aiuto.
A suo dire, tutta la gestione informatica era in mano a un genitore che se ne intendeva un po’, che ora non c’è più.
Lui non vorrebbe occuparsene, ma nessun’altro mastica l’argomento.
Per dire, ha cambiato un minimo di sicurezza nella configurazione del Wifi, e gli è stato detto di ripristinare perchè
“l’associazione che usa la palestra la sera ha ora problemi a connettersi a internet”.
Mi ha chiesto consiglio sull’acquistare un firewall. Gli ho detto per iniziare di fare una rete Guest del WiFi, per evitare che esterni connessi al Wifi della scuola (es. associazione sopra-citata) possano raggiungere pc in rete (un minimo per evitare propagazione ransomware in rete).
Non sapeva di cosa parlavo. Il suo tempo libero che può dedicare è praticamente oberato dal tener puliti e aggiornati i pc.

Tutto questo per dire che onestamente mi pare abbastanza irrilevante se una scuola sia connessa in banda larga o no.
Non dubito dei potenziali vantaggi, ma la realtà che conosco affronta problemi ben più gravi e con zero consapevolezza.

In realtà il problema più grave in assoluto “Scuola Vs Informatica” per loro è l’avvento di WhatsApp/Facebook.
Problemi di bullismo nelle chat dei ragazzi, chat genitori che confabulano/complottano e riempiono le riunioni con problemi inesistenti.
E’ brutto da dire, ma si lavorava meglio quando i genitori non partecipavano alla vita scolastica.

Un esempio: le maestre hanno un “contatore fotocopie” e non ci stanno dentro a far tutte le fotocopie che servono per la didattica.
Come rappresentante di classe, proposi l’acquisto da parte dei genitori di una stampante da regalare ai docenti (una stupidata, al posto del solito pensierino di fine anno).
3 mesi di discussioni e poi tutto a tarallucci e vino, perchè un genitore su WhatsApp ha convinto gran parte degli altri (inoltrando un servizio delle Iene) a portare la questione al consiglio d’istituto, argomento: le stampanti moderne emettono polveri sottili nocive ai bambini.

OT2: Come diceva un tuo follower su Twitter, chiedono ai genitori di portare la carta igenica.

Un rappresentante di classe in una scuola probabilmente normale.


8 commenti a “Scuola digitale Windows 98”

  1. Emanuele dice:

    Aneddotica francamente irrilevante di un peraltro rappresentante di classe, quindi aneddotica da esterno. Qualcun’altro potrebbe citare la scuola X in provincia di Y che è modello in tutta Italia.

    Ad esempio, tutte le scuole con un laboratorio di informatica dovrebbero avere un tecnico di laboratorio che si occupa di tutta la struttura hardware e software della scuola, oltre al professore addetto al sito web e similari in aggiunta al tecnico e con un monte ore a parte le 18 ore canoniche, l’offerta che può avere un privato/azienda non è quella che può avere una scuola, il fatto che abbiano una LIM in ogni classe è un fatto positivo, soprattutto considerato il livello di questa scuola, che probabilmente non ha fatto richiesta per i svariati fondi che hanno investito nelle LIM, che l’amministrazione pubblica non debba usare software privati è una cosa certo migliorabile ma non la priorità, la scuola dovrebbe avere da tempo a disposizione un @istruzione.it istituzionale e un dominio .gov.it, come la maggio parte delle scuole.

    Il problema grave di questa scuola è che il dirigente scolastico non si è mai premurato di avere un tecnico di laboratorio e un addetto al sito web, sono tutti problemi dovuti alla mancanza di manutenzione e alla mancanza di interessamento alle opportunità. La buona scuola ha speso milioni di euro per fondi e bonus alla formazione per una didattica innovativa e digitale, oltre ad istituire la figura del'”animatore digitale” Evidentemente, a nessuno è importato.

  2. Fabrizio dice:

    Se sapevo che Massimo gli dedicava un’intero post, lo scrivevo meglio quel commento :P

    > che probabilmente non ha fatto richiesta per i svariati fondi che hanno investito nelle LIM
    Non lo so. Come dici ero un esterno, un semplice rappresentante di classe (per 5 anni) che partecipava alle riunioni del comitato Genitori e a qualche consiglio di istituto.
    Quello che so è che nell’arco dei 5 anni è stato graduale, tot aule adeguate ogni anno, per problemi costanti di fondi disponibili.

    > la scuola dovrebbe avere da tempo a disposizione un @istruzione.it istituzionale e un dominio .gov.it
    Si, certo. Hanno anche la PEC. Ma è l’email istituzionale, usata esclusivamente dalla segreteria per comunicazioni ufficiali, non mail di lavoro/coordinazione.
    Per dire, il comitato Genitori, tutti scrivono alla @gmail del Presidente del Comitato.
    Non sto dicendo che sia grave o semplicemente sbagliato.. si arrangiano come possono. Il punto è che ho l’impressione che ogni scuola fa da se, quasi a inventar la ruota da zero
    cercando di districarsi su argomenti che non sanno gestire, o che non vogliono gestire seriamente perchè hanno altre priorità.

    Prova a googlare, ogni istituto ha un sito web costruito su WordPress o Drupal o simili, spesso CMS configurati da qualcuno che ci ha messo buona volontà, copia/incollando template grafici, su spazi Aruba o peggio free, manutenzione (aggiornamento CMS etc) quando capita.
    Ti sfido a trovarne uno protetto da SSL (https://). Almeno uno in cui se clicchi “Login”, Chrome non ti dice “Non sicuro” nella barra indirizzi.

    Ora, WordPress o Blogger ad esempio permettono di creare dei blog ospitati da loro. Il vantaggio primario è che l’hosting e la messa in sicurezza è competenza loro.
    Piuttosto che i 100mbit/s, mi sembrerebbe più costruttivo che sia lo Stato ad offrire un sistema simile per le sue scuole pubbliche, in cui dà a disposizione un CMS dedicato e gestito da un team competente per conto di tutte le scuole, che a quel punto potrebbero solamente dedicarsi ai contenuti e non
    all’infrastruttura e alla manutenzione (perlomeno del sito web).

    > che l’amministrazione pubblica non debba usare software privati è una cosa certo migliorabile ma non la priorità
    Su questo non sono d’accordo.
    Non parliamo del sito web della scuola, ove solo un paio di persone ci mette mano (il tecnico, e volendo la segreteria per pubblicare contenuti).
    Qui parliamo di un software utilizzato da tutti i docenti per attività didattiche ufficiali, usato da tutti i genitori (vedono online le pagelle ad esempio), che contiene dati personali, anagrafici, altamente sensibili di tutti gli studenti.
    Se quel software sparisce o viene violato, che succede? cosa potrà fare la scuola? Potranno estrarre i dati da quel software proprietario per cambiare sistema?

    Fabrizio

  3. Il Gigante dice:

    Non è una realtà così isolata e rara. Ho molti esempi anche io di situazioni simili e forse 1 della situazione ottimale. Spesso perché anche i dirigenti non capiscono il problema, molto spesso perché se manca la carta igienica o altro materiale necessario si concentrano più su quello…

  4. Isa dice:

    Altro che isolata, come realtà. Vi parla un membro, componente genitori, di un CDI del centro Italia con tre materne, tre elementari e una media. Affollate. Il problema della sicurezza wireless qui però non c’è, perché non c’è il wireless. Poche LIM usate a turno, in compenso un florilegio di terminali col tubo catodico. Ma alla prima riunione con bilancio consuntivo e preventivo all’odg ho capito tutto, perché molto semplicemente non ci sono i soldi che bastino al di là della mera sopravvivenza–e il totale di versamenti “volontari” dei genitori e delle sponsorizzazioni esterne travalica di molto i conferimenti del ministero, che peraltro arrivano sempre l’anno dopo per l’anno prima, nell’impotenza di una dirigente relativamente giovane, molto capace, preparata e indefessa. Altro che digitalizzare.

  5. Emanuele dice:

    > Il punto è che ho l’impressione che ogni scuola fa da se, quasi a inventar la ruota da zero

    Verissimo, è l’altra faccia dell’autonomia scolastica, cosa meravigliosa se capita un preside magnifico, ma pessima se capita il preside che tende a fare il meno possibile per avere meno problemi e meno lavoro. C’è chi in un paio d’anni ha avuto tutta la scuola con le LIM, spesa non indifferente, sono circa 3000€ fra computer e LIM, quindi si parla di decine di migliaia di euro.

    > Ti sfido a trovarne uno protetto da SSL (https://). Almeno uno in cui se clicchi “Login”, Chrome non ti dice “Non sicuro” nella barra indirizzi.

    Quello mio di riferimento è https, con dominio .gov.it (per le email interne non so, anche io sono un esterno, in effetti :). Come dicevo, è tutta questione di volontà.

    Per la carta igienica, se il preside non riesce a trovare qualcosa come 3€ (per avere 2000 strappi di carta igienica per 200 giorni di lezioni) ad alunno all’anno, il problema è un altro. Il contributo scolastico da solo è di 80€, circa.

  6. Lorenzo dice:

    Io non capisco perchè un Istituto Scolastico debba occuparsi di mettere in piedi e manutenere il server per i documenti, il sito web, le mail e gli altri strumenti di lavoro. E soprattutto farlo fare a docenti e ad altro personale scolastico.
    Sarebbe come se ogni filiale bancaria (o postale o assicurativa o di una catena di negozi o qualsiasi sede di una grossa azienda) si occupasse in proprio del sistema informativo. Ce lo vedete il direttore o l’operatore di sportello che tra un mutuo e una apertura di conto corrente si mettono ad applicare le patch di Windows o configurare la sicurezza del WiFi?

  7. Fabrizio dice:

    >C’è chi in un paio d’anni ha avuto tutta la scuola con le LIM,
    >spesa non indifferente, sono circa 3000€ fra computer e LIM,
    >quindi si parla di decine di migliaia di euro.
    >…
    >Il contributo scolastico da solo è di 80€, circa.

    Mi vien da pensare che un contributo volontario così alto permetta un miglior investimento nella gestione informatica.
    Probabilmente spiega perchè chi in un paio d’anni attrezza con LIM quando la mia ce ne ha messi circa 5.

    Il nostro istituto chiede 26€ come contributo volontario a circa 1000 famiglie.
    La media degli altri istituti (dati MIUR, a detta della circolare della scuola che ho davanti) è di 30/35€.
    Circa il 10% si rifiuta di pagarlo, con contorno di polemiche WhatsApp sul perchè si chiama ‘volontario’ e che
    non è giusto che altri coprano quel 10%.

    >Quello mio di riferimento è https
    Notevole, a me pare che sia raro. D’accordissimo che è tutta questione di volontà, ovviamente.

  8. Emanuele dice:

    In effetti ho detto una corbelleria, 80€ è il pagamento totale, non solo quello volontario.

    Secondo Scuola in Chiaro, il contributo medio per studente è 45€, più alto della provincia e della regione, ma più basso del riferimento nazionale, 55€.

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