(via Francesco Venier su Twitter)

7 commenti a “Produciamo ignoranti, importiamo ignoranti.”

  1. Matteo dice:

    Per fortuna abbiamo il numero chiuso a salvaguardare la qualità delle nostre università!

  2. Deid dice:

    Se non si frequenta un’università si è ignoranti è un po’ forte come equazione.

  3. nicola dice:

    Dal punto di vista statistico è un’equazione validissima.

  4. Emanuele (l'altro) dice:

    E perché produciamo ignoranti?
    Quali sono i motivi per cui dopo non so quante riforme il sistema scolastico italiano produce ignoranti?
    Chi è il responsabile di tutto questo?
    Il ’68 c’entra qualcosa?
    Oppure il sistema scolastico italiano produceva ignoranti anche prima del ’68?
    Ma i politici che non hanno la laurea in che categoria rientrano secondo l’articolo? Ignoranti o no?

  5. malb dice:

    Nessuno che si chieda se non dipende dalla composizione e dalla qualità del lavoro che esiste in Italia?

  6. mauro dice:

    una volta mi capitò di ascoltare i discorsi di due persone al di là di una vetrata (che attenuava ma non impediva il passaggio delle onde sonore), uno era un ragazzotto di circa 45 anni e l’altra una signora di circa 60 che ad un certo punto concluse la discussione con una faccia schifata: “si.. guarda.. i peggiori sono i laureati!” e tanti saluti.
    La signora lavorava in un ufficio amministrativo di una grossa azienda privata, posto fisso e stipendio stellare, non penso fosse laureata (la vecchia guardia), mentre il ragazzotto era diplomato all’istituto tecnico e aveva tentato di prender la laurea ma non c’era riuscito e covava una sorta di profonda invidia sociale. Mi disse che era diplomato all’istituto tecnico e che aveva trovato occupazione nella ditta di pulizie, disse che aveva cercato lavoro ma con tempi d’attesa troppo lunghi, quindi smise di cercare e si sedette sul cesso

    Quindi ricordate: i peggiori sono i laureati. Ed è chiaro che entrambe andranno poi a farsi curare dal migliore degli specialisti.

    Per giorni ho cercato di comprendere le ragioni spaccandomi i neuroni ma alla fine mi sono arreso: ci vuole anche uno psicologo. La prossima laurea sarà in psicologia.

  7. Stefano dice:

    Diciamo che il fenomeno non scaturisce sostanzialmente dalla svogliatezza dei giovani italiani. Ma dal fatto che in Italia non si fa più una politica proiettata in avanti e sul lavoro. Non lo era neanche prima, ma negli ultimi 15 anni è tutto completamente fermo.
    Certamente ,i milioni di disoccupati,anche laureati, non aiutano e non stimolano allo studio le nuove generazioni.

Lascia un commento