La vicenda Canadair-Di Maio è un esempio perfetto di come funziona la comunicazione politica oggi e di come essa sia una bolla immobile dentro la quale è impossibile ogni perturbazione. Daniele Raineri ne ha riassunto gli aspetti formali in questo articolo su Il Foglio. Non si tratta di opinioni ma della trascrizione di parole scritte e pronunciate da Di Maio che sono difficili da sottoporre ai comodi ghirigori dell’interpretazione.

Detta in due parole nei giorni scorsi il vicepresidente della Camera ha ripetutamente millantato su FB di essersi adoperato (al posto del Ministro degli Esteri il quale – screanzato – non se ne occupava) per far giungere due Canadair dalla Francia in occasione dei recenti incendi nel sud del Paese. La Francia ha ufficialmente negato che simili contatti vi siano stati (gli aerei sono poi arrivati ma in seguito alle normali relazioni fra i sistemi di Protezione Civile) a quel punto Di Maio ha seppellito le sue precisazioni in questo post che – dal suo punto di vista – chiude la vicenda. È un post molto ben organizzato:





Come si vede la replica di Di Maio sui Canadair è mimetizzata dentro un elenco di altre questioni. Il lettore usuale della pagina FB dell’onorevole dovrà fare mente locale per occuparsene sul serio. L’attivismo precedente (quello per gli incendi al sud) è sostituito da una nuova urgente iniziativa (Sto andando a Ventimiglia…) come a dire: non posso soffermarmi troppo su simili piccole questoni visto che ho molto da fare. Solo a questo punto il lettore potrà occuparsi davvero della faccenda con l’ambasciata francese per i famosi Canadair.

Di Maio ironizza: “mi si fa passare per scemo”. In realtà no, al massimo lo si sta facendo passare per bugiardo. Poi dice:

“Mi sono attaccato al telefono per provare a chiamare gli ambasciatori degli altri Paesi UE…”



Altra frase perfettamente mimetica che però contraddice le sue affermazioni precedenti. Il fatto che ci abbia provato – ci suggerisce la logica difensiva di Di Maio – non significa che ci sia riuscito. Il ridicolo previsto dal fatto che il vicepresidente della Camera non riesca fisicamente a parlare con l’ambasciatore della Francia a Roma in un momento di emergenza nazionale evidentemente non lo sfiora o è considerato il male minore.

Dentro una bolla di comunicazione dalle pareti impenetrabili la faccenda termina qui. E nella stessa maniera terminerà ogni altra vicenda analoga in futuro. È questo il vero punto di tutta la faccenda, che volendo potremmo riproporre con identiche dinamiche anche per il post dell’onorevole Massimo Corsaro su Facebook in cui offende un altro parlamentare, Emanuele Fiano (“volevo solo dargli della testa di cazzo” ci dice pacatamente Corsaro per cercare di allontanare da lui i tratti chiaramente antisemiti delle sue parole)

Nel momento in cui la politica risponde dei propri comportamenti solo ai propri adepti, e non a tutta l’opinione pubblica, qualsiasi diatriba sarà riconducibile all’eterna bagarre noi contro di loro. Ogni tratto etico viene così annullato. Essere bugiardi, offensivi o antisemiti non sarà un problema. Certo i nemici urleranno al cielo le nostre miserie ma ai nostri amici nessuna nostra incapacità sembrerà così importante. Noi contro di loro. A quel punto, una volta che le nostre bugie o le nostre parole saranno state scoperte, si tratterà di scrivere due righe di scuse (ma ormai non si fa più nemmeno quello) o un post su FB come quello di Di Maio. Basterà aggiungere un verbo per rimediare una traballante capannina di senso. Quella costruzione imbarazzante ai nostri amici non interesserà troppo, mentre i nostri nemici fra cinque minuti l’avranno dimenticata.

5 commenti a “Un Canadair è per sempre”

  1. Stefano dice:

    E se avesse sbagliato numero di telefono e dall’altra parte gli ha risposto un contadino francese e lui non se ne è accorto ?

  2. mauro dice:

    Se invece il titolo fosse: “L’antisemitismo è per sempre” quale sarebbe la reazione dei tuoi adepti? Le dinamiche non sarebbero affatto identiche! Le bolle di comunicazione sono come una matrioska e Mantellini deposita la sua personale bolla.

    Io invece farei un’altra considerazione: dato che più del 90% dei media sono sbilanciati a favore del governo delle larghe intese, e cioè un cartello monopolistico illiberale e antidemocratico (e su questo aveva ragione Grillo): un governo del movimento di Grillo sarebbe il balance perfetto perchè il giornalismo sarebbe finalmente costretto a fare da contraltare

    Molto spesso i giornalisti militanti millantano un’imparzialità truffaldina, non dipende più da una volontà personale o da una professionalità, la fede sarà sempre più forte

  3. Fripp dice:

    Ma è così difficile rimanere sul tema del post?

  4. andrea61 dice:

    Io credo che compotamenti come quello solo di Di Maio ma anche dei vari Berlusconi, Renzi & co, sia la naturale conseguenza di una cultura in cui l’uso della menzogna è visto al massimo come un peccatuccio a patto comunque che non sia commesso per una causa spacciabile come buona.

  5. mauro dice:

    Sono imparagonabili: l’antisemitismo non è una balla. La balla sui Canadair rimane invece una balla, non un peccatuccio. C’è un limite alle modalità comunicative: il contenuto non è ininfluente, tanto è vero che l’opinione negazionista è reato

    Mantellini pretende di accomunare cose non accomunabili, non una novità certo

    E poi: Renzi non ha mai detto balle, o almeno: non risulta. Non pervenuto, e Mantellini non l’ha mai scritto, può essersi sbilanciato con un “discutibile”. Un conto è un pensiero, un conto la comunicazione di massa: Renzi non ha MAI raccontato balle. E per questo motivo è ancora in pista.
    E Berlusconi, lo zio Silvio, il socio delle larghe intese, non era poi così pallista e impresentabile, nemmeno quando i parlamentari erano ufficialmente mafiosi

    E’ evidente quindi che da un punto di vista comunicativo: chi detta i contenuti informativi a TV di proprietà o ministeriali può far quello che vuole e dire tutto e il contrario, pubblicamente non saranno mai balle, e così è almeno un ventennio che perdoniamo le balle del PD proprio perchè peccatucci emendabili ed esigiamo un pentimento che regolarmente appare sotto forma di cerimonia televisiva. Così i furbi sfruttano abilmente la cultura cattolica, infatti il problema è nostro, non loro.
    Di Maio non ha TV e giornali e con le sue balle si sta facendo fuori da solo, com’è giusto, inoltre gli elettori del 5 stelle non sono gli elettori del PD: non perdonano così facilmente, anzi. E d’altra parte ha sempre avuto ragione Grillo su un punto: su internet non si possono raccontar balle, non per lungo tempo.

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