Oggi c’è stata una certa agitazione nei commenti di questo mio tweet e sulla pagina Facebook corrispondente. La discussione sui vaccini scalda gli animi e crea sempre molta partecipazione. Tuttavia quel tweet a leggerlo bene si occupava del tono di voce di Roberto Burioni (un tono di voce che molti considerano auspicabile o inevitabile ma che a me pare comunque chiaramente fuori luogo) e non di altro. Torno sull’argomento non per rinfocolare la discussione ma perché leggendo i commenti ne ho trovato uno che mi ha fatto pensare. Lo ha scritto Ranieri de Maria su FB e lo ricopio qui:


L’unico modo di convincere la gente a vaccinarsi è spingerla ad avere più paura delle malattie piuttosto che dei vaccini. La paura è un sentimento sostanzialmente irrazionale. In questo l’arroganza di Burioni è impagabile.



È vero, il punto è che non abbiamo più troppa paura delle malattie. Una delle molte ragioni per cui gli antivaccinisti sono così numerosi è perché le malattie non le vedono più (per questo il ruolo di Bebe Vio è tanto importante). Io sono nato negli anni 60 del secolo scorso in un paese occidentale. Il vaccino contro la poliomielite fu introdotto per la prima volta nel 1950 e nel giro di un decennio ridusse in maniera esponenziale il numero delle persone colpite da quella virosi terribile. Io non ho mai conosciuto un mio coetaneo con gli esiti di quella malattia ma ho visto e ho continuato a vedere per decenni diverse persone con la polio fra quelli nati nel decennio precedente. Gente come me, nata nella mia città con dieci anni di anticipo. Lo stesso scenario, e molto di più, lo hanno visto i miei genitori. Se vedi un quindicenne che potresti essere tu o tuo figlio zoppiacare per strada difficilmente farai questioni quando ti proporranno di vaccinarti. Oggi – come diceva anche Mafe in un altro commento su FB – molta dell’attenzione sui vaccini dell’opinione pubblica riguarda i loro effetti collaterali veri o presunti e più se ne parla peggio è. Perché sono quelli che interessano a molte delle persone che quelle malattie non hanno mai visto con i loro occhi. È solo uno dei molti punti che riguardano il nostro approccio psicologico alle vaccinazioni ma di sicuro in qualche misura conta. Quando gli effetti delle malattie, per molte ragioni, sono scomparsi dai nostri occhi, abbiamo cominciato ad occuparci d’altro.

19 commenti a “Le malattie invisibili e i vaccini”

  1. Larry dice:

    Se fossi Burioni risponderei a questo tuo post scrivendo “scuse accettate”. :-)

  2. Stefano dice:

    Il punto e’ questo Mante. Sono stato tra quelli non d’accordo col tuo tweet non per la prima parte ma per la seconda: la divulgazione scientifica in merito a determinati argomenti (e comportamenti sociali) ha bisogno di arroganza. Perché la scienza non è una opinione. Come scrive Larry: “Scuse accettate”.

  3. alessandro dice:

    non ti provare MAI piu ad avere opinioni dissenzienti
    MAI capito?

    uomo avvisato…

  4. Giovanni Turano dice:

    Sono d’accordo che i toni polemici per combattere le polemiche hanno un’efficacia tutta da dimostrare.

    Sono d’accordo che il non “toccar con mano” i problemi li rende evanescenti e quindi ci fa dimenticare l’importanza delle soluzioni.

    Credo però che stiamo assistendo ad un fenomeno molto più generale (perché, se non ci sono i vaccini, c’è l’olio di palma o la CIA e così via) che Internet a suo modo contribuisce ad alimentare, insieme alla spregiudicatezza dei media in genere: riguarda la delegittimazione delle fonti di informazione, a priori, con appiattimento della graduatoria delle medesime. Oggi un post su un blog sconosciuto o un articolo del luminare X sulla rivista di settore Y hanno la stessa valenza, anzi, la loro significatività finisce per esser data solo dalla quantità di persone che accederanno ad un contenuto o all’altro in un certo lasso di tempo, non dall’autorevolezza di chi parla.

    Questa, credo, sia la grande differenza fra chi è nato negli anni 60 (io pure) o prima e chi è “più moderno” e crea tutto l’ambiente e la fauna che ci stiamo abituando a vedere sui vaccini così come su altre questioni che via via diventano di moda.

  5. stefano dice:

    @Stefano
    non mi risulta che in nessun manuale di comunicazione sia inserito l’insulto come mezzo di persuasione. E’ quasi impossibile cambiare idea se qualcuno ti insulta, pure se ha ragione di farlo.
    La dinamica del 99% delle liti è ‘tizio A ha subito un torto di qualche tipo da parte di B, lo fa notare con brutte parole, B si riempie d’ira e risponde a tono ignorando il contenuto’.

  6. stefano parlamento dice:

    Su quel che sta succedendo riguardo al circo vaccinazioni, come medico (che peraltro si occupa di epidemie) e anche paziente quasi fatto fuori dal morbillo solo tre anni fa (ero vaccinato, state tranquilli) condivido volentieri, in linea con quanto espresso da Massimo, un post del prof. Ventura (Ospedale pediatrico Burlo Garofolo, Trieste) riguardo ai vuoti di memoria clinica: http://www.burlo.trieste.it/content/vaccinazioni-giusta-violenza-della-memoria

    Vaccini vaccinazioni, valutazioni epidemiologiche da bar sport, presunte e inesistenti discussioni scientifiche, tutti esperti purchè ci sia un chiaro fronte nemico…ma nessuno che parli di cos’è la pertosse, cosa il morbillo, cosa la meningite ecc. Quando antivax spinti hanno chiesto a me pareri (e io son tutto tranne che un luminare), poi i figli li hanno portati a vaccinare, che ci crediate o no. E io gli ho raccontato semplicemente la mia storia morbillosa, fatta di molte cose tra cui la polmonite, laringotracheobronchite e uno scompenso cardiaco. Nessuno che poi voglia davvero prendersi il rischio di far vivere ai propri figli cose del genere. Gli stupidi o gli psichiatrici rimarranno sempre, ma non sono così tanti come un po’ strumentalmente da più parti si vuol fare credere.

  7. massimo mantellini dice:

    Grazie mille del link Stefano, molto interessante

  8. carlo dice:

    Il punto mi pare leggermente diverso, anche se in fondo cambia poco.
    Dice Ranieri de Maria che la paura è un sentimento irrazionale. Vero, ma nello specifico è la paura dei vaccini ad essere irrazionale, perché a fronte di benefici chiari, statisticamente misurabili e scientificamente provati, si oppone l’irrazionale paura di effetti collaterali statisticamente risibili.
    Di fronte a questo capisco che al Burioni di turno cadano le braccia e reagisca con alterigia e arroganza.
    Io di mio sono per misure draconiane: non vaccini, benissimo, liberissimo, ma io Stato sospendo la tua potestà genitoriale per un giorno, prelevo e vaccino tuo figlio, te lo restituisco e ripristino la tua potestà genitoriale.
    Tu sei libero di essere ignorante finché ti pare, ma io Stato devo proteggere la salute di _tutti_ i miei cittadini, altrimenti abdico alla mia funzione.
    Tu cittadino, se vuoi, fammi pure causa, che poi ne riparliamo, ma intanto i bambini sono vaccinati e la protezione di gregge è assicurata.

  9. alessandro dice:

    scusate ma io non capisco una cosa, premetto non ho figli quindi non ho mai indagato su questra diatriba
    pero’ ho un passato legale e la cosa che non capisco e’ :

    perche’ i vaccini li rendi obbligatori e al tempo stesso rendi obbligatoria la firma di un documento che esonera da ogni rischio? cioe’ non capisco sta cosa, che credo anche giuridicamente potrebbe essere la leva che un buona avvocato possa usare

  10. Antonello dice:

    Sarò sicuramente perdonato se reputo il giudizio un poco superficiale. Forse non l’avrò inteso bene, forse. Io, come lei sono un figlio degli anni sessanta e a differenza sua ho visto cos’è la poliomielite, essendone stato colpito un mio cugino più grande. Non si crucci quindi sulla mia sensibilità a riguardo. Sono vaccinato, padre di figli vaccinati in trepidante attesa di vaccinare il più grande contro il meningococco.
    Vede io invece sono del’idea che mentre le malattie si subiscano si possa avere l’opportunità di scegliere la cura, o come nel caso dei vaccini, la profilassi. Ma è una scelta delicata che richiede si informazione ma fiducia. Rispetto agli anni passati, ai tempi in cui mio cugino contrasse la poliomielite, non perchè non avessero voluto fare il vaccino, ma perchè proprio non glielo fecero e in cui i medici erano de-facto figure pseudosciamaniche , adesso esiste una maggiore consapevolezza di alcune fallibilità e “debolezze” dell’animo umano che, per così dire possono aver minato il rapporto fiduciario tra i pazienti e la classe medica e politica.
    Io sono abbastanza anziano per ricordarmi di Poggiolini e De Lorenzo, poi leggo che un appartenente al CDA della Glaxo ( un tal Ranieri Guerra) era consigliere alla Sanità presso all’ambasciata USA fino al 2014 anno in cui il ministro Lorenzin fu investita sempre negli USA dell’onore di rendere l’Italia capofila delle vaccinazioni nel mondo alla Global Health Security Agend con la benedizione di Obama. Poi registro che nel 2017 sempre lo stesso tale Ranieri Guerra firma gli atti del Ministero della Salute proprio riguardanti la normativa sui vaccini. Registro inoltre che viene paventata un’epidemia di morbillo ( ai miei tempi tutti facevano il morbillo ) con 58 casi come motivazione e registro non esistono evidenze scientifiche che spieghino cosa può accadere con una somministrazione così massiccia si vaccini assieme perchè, semplicemente, una somministrazione così concentrata non è mai stata fatta, se vogliamo parlare di evidenze scientifiche e di sperimentazione.
    Vede… le malattie le subiamo, le cure le scegliamo, se impariamo ad avere fiducia, la fiducia riusciamo ad averla verso chi ci sta di fronte, e quello si vede.

  11. Antonello dice:

    Ahh… Sono anche abbastanza anziano da ricordarmi gli scandali sui vaccini sull’Epatite-C e sulla somministrazione del vaccino per il papilloma mentre era ancora in fase sperimentale….
    Vede… le malattie le subiamo, e subiamo volentieri anche i vaccini se vengono spiegati e ci mettono in condizione di poterci fidare. Io amo i miei figli e non è non vaccinandoli che posso dimostrargli il mio amore, ma non credo sia sopportabile per alcun padre avere il benché minimo sospetto che il suo amore possa essere mercificato con un dividendo azionario.

  12. Michele Di Paola dice:

    Era buona la prima, dottor Mantellini. L’arroganza è controproducente, oltre a rappresentare una minaccia per la democrazia. Perche la salute sarà pure “la prima cosa”, come si dice dalle mie parti, ma abbiamo da difendere anche altri valori. Sugli scienziati, sui medici in questo caso, grava il compito di persuadere i profani senza mortificarne la dignità di cittadini, e questo va fatto per mezzo della conoscenza, della memoria, come pure emerge da alcuni commenti. Utilizzare la paura, poi… invito chi propone questi metodi a riflettere sulle implicazioni.

  13. mauro dice:

    oh jesus… il secolo scorso!! Dell’ottocento… Nel frattempo c’è forse stato anche qualche progresso sia in campo scientifico che DIDATTICO

    al di là dei vari scandali sulle epidemie basati appunto sulle fobie pompate dal massmedia e con enorme dispendio di risorse pubbliche, quello è il minore dei problemi e delle polemiche

    il fatto è che hanno smantellato completamente la MEDICINA SCOLASTICA! Sono saperi interdisciplinari, un progresso degli ultimi decenni andato letteralmente in fumo! E oggi al bar di facebook parlano di nuovi approcci comunicativi basati sulla paura, col rischio di creare nuove fobie di rigetto e far passare la simpatica Bebe come un mostro, come gli appestati di mille anni fa

    Che schifo, il peggio del peggio, la miseria intellettuale come risultato di politiche miserabili. I rimedi della nonna, e l’amuleto dell’irrazionale… (con una leggera sfumatura classista e razzista sul popolino da correggere col bastone)
    A questo punto chiudiamo Scienze dell’Educazione e Scienze della Formazione. Chiudiamo baracca e burattini, non ne vale la pena, è tutto finito, lasciamo queste cose agli anglosassoni e ai popoli civilizzati.

  14. Antonello Oliveri dice:

    Interessante commento, renderlo comprensibile lo avrebbe reso addirittura emozionante, ne sono certo.

  15. Paolo dice:

    La missione dei tipi come Burioni potrebbe essere quella di spiegare, articolare, anche di fronte a chi non è capace di farlo, rispondendo con spiegazioni a chi insulta, a chi dice cose che non stanno né in cielo né in terra.
    Se Burioni vuole abitare tra i buoni, allora sarebbe meglio che si comportasse come tale.
    Per quanto mi riguarda quando ho chiesto spiegazioni per i vaccini da fare a mio figlio, non ne ho ricevuta una ( tranne “si devono fare e basta!” ). Non un medico che fosse in grado – o se ne era in grado che ne avesse voglia – di spiegare quello che oggi finalmente si sta spiegando o articolando.
    Fare del sarcasmo verso qualcuno che non ha gli elementi per capire, non funziona, perché poi le vaccinazioni che non fa fare a suo figlio creano problemi anche ai figli di chi le vaccinazioni le ha fatte. E questo, in parte, anche per colpa dei tipi come Burioni che cinguettando passano il tempo che dovrebbero passare spiegando, trattando male chi ha bisogno solo di strumenti per comprendere.

  16. Marco[n] dice:

    Tutto quello che volete, ma in Italia c’è una scuola dell’obbligo da svariati decenni, non è che siamo arrivati di colpo tra gli indigeni di un’isola sconosciuta.
    Ergo, alcune basi, minime, dovrebbero essere di facile comprensione generale, non è che bisogna per forza spiegare a tutti che il sole sorge la mattina e tramonta la sera.
    Chi non comprende queste cose è perché non è interessato a comprenderle, pensa di saperne di più e non vuole “farsi fregare”: quindi è perfettamente inutile mettersi a “spiegare”, loro “sanno”.
    L’obbligo, a forza, è l’unica possibilità

  17. Paolo dice:

    Il sole non sorge la mattina. È la terra che gira.

  18. Giò dice:

    Mi pare che il caso Guerra sia piuttosto roboante. Siamo alle solite. Basta fare un confronto con gli altri paesi della CEE: loro 4-5 vaccini obbligatori, noi 10-12. Ma scherziamo??
    Scritto da chi si è fatto tutti gli anticorpi delle 7 malattie da solo…..

  19. mauro dice:

    comprensibilissimo anche a un bambino delle elementari: la scolarizzazione avanzata di qualche anno fa prevedeva anche la medicina scolastica, cioè medici e infermieri professionali specializzati in divulgazione, la punta di diamante di studi interdisciplinari. Decenni di studi e di sforzi, anche economici, buttati via.

    non sarà un commento emozionante forse per tutti ma uno scienziato e un educatore sanno cogliere al volo la portata di queste politiche di smantellamento della scolarizzazione. Una tragedia annunciata, una politica pervicacemente e profondamente antiscientifica, poichè la scienza è basata sull’educazione non sulla paura o l’irrazionale

    Si può fare marcia indietro ma non senza una conoscenza del passato, il problema è che qui è stata completamente cancellata la memoria oltre alla percezione, e quindi la totale assenza di progettualità. E’ l’ovvio, qui non c’è bisogno di dimostrazione

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