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Interessante che la norma preveda per il dichiarante una severa punizione nel caso lui sia morto.

17 commenti a “Esistenza in vita”

  1. Alessandro Ronchi dice:

    Sembra una sciocchezza, ma non lo è: la pena è per chi fa la dichiarazione di esistenza in vita di un parente deceduto, per ottenerne vantaggi (ad esempio continuare a riscuoterne la pensione).

  2. Isa dice:

    La prova scritta di esistenza in vita (che una volta non si poteva autocertificare) fu introdotta proprio per mettere un freno a questo tipo di abuso. Credo però che possiamo serenamente ammettere che il testo potrebbe essere riformulato in modo da risultare meno ridicolo.

  3. Nicola Bassano dice:

    Io la compilo spesso per sentirmi più vivo.

  4. mauro dice:

    “Mah.. Io non la compilo mai, è illusoria la pretesa umana di conoscere l’essere reale”
    Friedrich Nietzsche

    “…l’essere “in-sé” o l’essere “per-sé”?”
    Jean Paul Sartre

    “Ragazzi venite, è pronto a tavola! Chiamate anche Georg Wilhelm Friedrich e Martin”
    René Descartes

  5. Marco dice:

    Anni fa mia madre scoprì che il suo certificato di nascita era valevole solo per sei mesi dalla data di emissione.

  6. massimo mantellini dice:

    @alessandro ronchi, capisco benissimo la logica ma da come è formulato l’atto di certo non sembra così

  7. nicola dice:

    Che lo Stato non riesca a sapere se io sono ancora in vita o meno mi lascia sempre molto perplesso. Il punto debole della catena informativa, quello che potrebbe consentire a un parente di continuare a prendere la pensione del morto, per esempio, è l’occultamento di cadavere o la non presentazione, all’anagrafe, dei documenti di avvenuto decesso. Questi due eventi dovrebbero essere puniti severamente. Una volta arrivata l’informazione all’anagrafe io vorrei non essere più disturbato della cosa. Grazie. (Infatti questa dichiarazione, o quella dell’anagrafe, non danno nessuna informazione. Io posso mentire e l’anagrafe può non sapere di un decesso perché nessuno glielo ha comunicato. Per sapere la verità si deve in ogni caso fare un’indagine. E quindi il foglio a che serve? A nulla.)

  8. Emanuele (l'altro) dice:

    E se uno è vivo ma si sente morto dentro?

  9. Alessandro Ronchi dice:

    Di solito il certificato di esistenza in vita viene richiesto ai residenti all’estero, dove è più difficile avere contatti con l’anagrafe (ad esempio i nostri pensionati in brasile).

    Detto questo, dovremmo ridurre i certificati e la carta, questo è sicuro. Ma guardatevi una qualsiasi legge che introduce una nuova prestazione, anche recente, e capirete la fonte del problema.

    Anche la storia dei vaccini obbligatori, sta per introdurre nuvoa burocrazia cartacea (i certificati di vaccinazione).

    Sulla anagrafe, finché non realizziamo l’anagrafica unica nazionale c’è poco da scherzare…

  10. Isa dice:

    La prova di vaccinazione già esiste, dato che ogni bambino vaccinato ha il suo bel libretto delle vaccinazioni con scritto sopra quando è stato inoculato, contro cosa, con quale preparato e in che dosi. Serve al pediatra specie se lo si cambia, l’ho dovuto allegare alla domanda d’iscrizione alla scuola materna (pubblica), e di recente me l’hanno chiesto anche gli scout, in fotocopia.

  11. sav dice:

    Anche il Certificato di Morte ha una validità di 6 mesi…

  12. Rob dice:

    È perché lo stato, così come la legislazione e il fisco, ti raggiungono anche da morto…

  13. Lele dice:

    @ marco
    @ sav

    Non è vero.
    ” I certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni attestanti stati, qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni hanno validità illimitata. ”
    Art. 41 del DPR 445/2000

  14. Marco[n] dice:

    @ Alessandro
    Capisco la logica ma questo particolare testo è una AUTOcertificazione, ovvero è il dichiarante, di persona, (come scritto nel testo) che dichiara di “essere tuttora vivente”. Quindi se la dichiarazione non è falsificata da un terzo, non può essere che il dichiarante scriva una “dichiarazione mendace”.
    Banalmente penso che la frase sia standard per tutte le autodichiarazioni e in questo contesto sia semplicemente inutile, oltre che ridicola,

  15. Lele dice:

    @ Marco[n]

    Premesso e assodato che il modulo poteva essere fatto meglio, e che di conseguenza ha senso quello che dici, vorrei sottolineare che siamo in presenza di un tentativo di semplificazione che si conclude invece in una banalizzazione fuorviante.
    Mi spiego. Comunemente si parla di “Autocertificazione”, o come dici tu “Autodichiarazione”. Il testo di legge, invece parla di “Dichiarazioni sostitutive di certificazione”. Quindi ha senso che IO dichiari che QUALCUN ALTRO è in vita subendo le conseguenze di un’eventuale dichiarazione non veritiera.
    Mantellini non ci ha ancora spiegato da dove viene il modulo. Spero non da un ente pubblico. Forse da Internet?

    p.s. un’altra cosa curiosa e secondo me assurda è che la firma del dichiarante deve essere “per esteso e leggibile”. A questo punto tanto varrebbe aggiungere “e in stampatello”.

  16. rico dice:

    Peggio dell’autocertificazione c’è l’ AUTOLIQUIDAZIONE.
    Cioè Comune, Provincia è Regione che vogliono i tuoi soldi senza nemmeno scriverti quanti, ed entro quando, versarli.
    Una mancanza di rispetto inaudita.

  17. Dani dice:

    Da quando ha compiuto 90 anni a mia madre viene richiesta l’autocertificazione dell’esistenza in vita , corredata da fotocopia della carta d’identità, con cortese sollevitudine. A parte l’aspetto umiliante e macabro, non riescono le amministrazioni ad avere questa informazione con un click? Forse sperano di sospendere l’erogazione della pensione giocando su disguidi, malattie, problemi vari in una famiglia con grandi anziani. Unica nota allegra: un giorno anche a loro verrà richiesta e anche i loro parenti affronteranno questi disagi

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