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Sono sempre più a disagio quando guardo la TV. Che resta un medium potentissimo di immagini e suoni ma sempre più spesso rovinato dalle parole delle persone. È una società di gente che non sta mai zitta la nostra, che odia il silenzio, capace di rovinare tutto per dar fiato alla bocca. Specie dentro la TV, dove la frenesia di ascoltare il proprio borbottio inquina qualsiasi messaggio. Provate ad ascoltare il commento di una partita di calcio: al vociare continuo del telecronista, folkloristico (ogni commentatore che si rispetti ha il proprio gergo così da risultare immediatamente riconoscibile ai propri fans) e eccitato (fin dal momento in cui le squadre stanno uscendo dagli spogliatoi) si aggiunge il commento tecnico di qualcun altro, a riempire il rischio di un vuoto di parole, mentre uno parla l’altro prende fiato. I rumori dal campo sono ormai irrilevanti, travolti dal vociare continuo dei due invasati che ci spiegano il mondo.

Prendete i talk show politici di ieri sera durante l’elezione del presidente francese, specie nel momento in cui la vittoria del candidato si è fatta teatro con Emmanuel Macron che camminava da solo, nella notte, accanto alla piramide di Pei. Un’immagine irreale e studiatissima, ma per questo inedita e affascinante. Un uomo nel buio della notte si avvicina al palco della sua vittoria mentre in sottofondo il carosello del Louvre è riempito dall’Inno alla gioia di Beethoven. Non ci voleva un genio per capire che quel momento era perfetto così, che quella era televisione al suo massimo livello. Eppure l’abitudine al peggio rovina ogni buona intenzione. Mentre Macron camminava verso il trionfo su SkyTg e La7 politici e opinionisti continuavano a ripetere le loro banalità pronto uso, senza che qualcuno prendesse per una volta le difese della Tv e dicesse loro: state zitti un attimo, vi prego, almeno un attimo, state zitti.

8 commenti a “La TV e il silenzio”

  1. andrea dice:

    Vero. Ma quel momento studiatissimo era così retorico che garantirgli gratis l’effetto voluto non sarebbe stato un buon servizio al pubblico. Non che il parlarci sopra, desacralizzandolo,sia stato voluto, ma sono stato contento del cicaleccio. Ci fosse ogni volta che diciamo una trombonata, risuonasse una pernacchietta in lontananza ogni volta che ci prendiamo troppo sul serio.

  2. alessandro dice:

    lavoratoriiiiìiii…….

  3. mauro dice:

    la TV è un monopolio, e non è un medium democratico, non è una società di gente

    è facile fare i qualunquisti quando si spadroneggia al potere, ma una cosa del genere non l’avresti mai scritta nel 2002-2003…

  4. Roberto dice:

    Inedito insomma…diciamo Mitterrandiano.
    https://www.youtube.com/watch?v=vyRKsuBChIc

  5. rico dice:

    Io non capisco Mante, ultimamente: scarica una serie TV, si indigna se qualcuno parla sul momento TV, parla solo di TV.
    Davvero internet serve a questo?

  6. rico dice:

    P.S. L’invenzione più bella del telecomando è il tasto MUTE.
    Usiamolo.

  7. annamaria dice:

    Bel post. Lo condivido.

  8. Gregorio dice:

    Oh beh, ho acceso per caso la tv proprio in quel momento e quando l’accendo solitamente è muta per non svegliare le mille creature che dormono a casa mia. E me la sono tenuta muta per tutta la camminata, genialmente perdendomi commenti italiani e pacchianeria francese, e mi è proprio piaciuta.
    Poi ho rimesso su Rai Yo Yo, ho rialzato il volume e ho spento.

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