Una delle invocazioni più usuali, pericolose e paracule fra quelle che è possibile ascoltare in giro è quella di chi ti vuole “mettere al centro”. Tu vorresti magari essere lasciato in pace coi tuoi pensieri, invece c’è sempre qualcuno appostato dietro l’angolo, carico di ottime intenzioni, che ha deciso di metterti al centro. Può essere un’azienda (il cliente al centro), l’università (lo studente al centro), la politica o la pubblica amministrazione (il cittadino al centro). Io personalmente, non per sfiducia ma per pluriennale esperienza, quando incontro qualcuno che ha deciso di mettermi al centro cammino raso muro e cerco di allontanarmi senza dare nell’occhio.

Qualche anno fa uscendo dall’ufficio anagrafe di Forlì in un sabato mattina di sole, dopo aver fatto una fila di un’oretta per non ricordo quale incombenza burocratica, scrissi su Twitter una banalità. Che forse tutte quelle ore sprecate da migliaia di italiani potevano essere meglio gestite. Ricordo che mi rispose un entusiasta Matteo Renzi (che a quei tempi non era ancora Presidente del Consiglio) dicendomi che avevo ragione e che simili problemi organizzativi potevano e dovevano essere risolti rapidamente anche attraverso il digitale. Cosa c’è meglio del digitale per azzerare il mostro analogico della burocrazia italiana e rimettere finalmente il cittadino al centro?

Sono passati un po’ di anni da quel tweet e il cammino della PA digitale è stato lentissimo, pieno di buone intenzioni e giganteschi insuccessi. E nonostante tutto, per l’ostinazione di alcuni, ancora prova a ripartire. Nel frattempo pero’ il bilancio di SPID, della CIE e dell’anagrafe digitale è ampiamente fallimentare.

Fra qualche settimana partiamo per un viaggio e Francesca che ha 14 anni deve rinnovare il passaporto. I suoi genitori lavorano, lei va a scuola. L’ufficio passaporti della nostra città è aperto solo la mattina dalle 9,30 alle 12,30. Per rinnovare il passaporto di un minore è necessaria la presenza di entrambi i genitori (poi ho scoperto che in teoria è possibile produrre un paio di pezzi di carta per fare in modo che uno dei due almeno si eviti la fila in Questura ma nessuno per telefono si è degnato di dircelo) e del minore che ovviamente perderà alcune ore di lezione.

Ho cercato sul sito web della Questura di Forlì la frasetta solita sul cittadino al centro che in un simile contesto sembrerebbe del tutto appropriata: purtroppo non l’ho trovata. Così domattina andiamo in gita in questura in tre per un’incombenza burocratica delle più banali, fra marche da bollo da acquistare, fotografie da scattare e versamenti alle Poste da effettuare.

Magari aggiungerò anche un tweet a Mattero Renzi per fargli presente che nonostante tutti ripetano in continuazione che occorre mettere il cittadino al centro, sono passati 4 o 5 anni ed è ancora tutto esattamente come prima. Camminiamo con il sedere al muro, intimoriti dalla ceralacca dell’ultimo burocrate.

5 commenti a “Il cittadino al centro”

  1. Mauro dice:

    Sedere al muro, ma certamente il sol fatto di scrivere un tweet al presidente rilassa i muscoli, l’onore e l’onere. Pronti per un’altra matita copiativa. (Far presente via twitter ad un individuo senza memoria: non è un po’ troppo diretta come democrazia?)

  2. Alessandto dice:

    Fai colazione alla loggia almeno porti a casa un punto

  3. Lorenzo dice:

    Aggiungo alcuni aneddoti che probabilmente infastidiscono solo un nerd:
    il lettore di smart card per la CNS sta smettendo di essere compatibile con i browser e i sistemi operativi moderni;
    per attivare la SPID (volendo usare gratis la CNS da casa) ci ho impiegato un pomeriggio di tentativi con 3 diversi provider di servizi SPID.

    Immagino che queste implementazioni del digitale della PA sono anche state pagate fior di miliardi con gare pubbliche e che continuiamo a pagare le relative manutenzioni…

  4. Userunfriendly dice:

    Se la questura è nel cuore di Forlì hai solo frainteso il messaggio per tutti questi anni.
    Lo scopo era portare il cittadino in centro.

  5. Mauri dice:

    Mi raccomando le foto devono essere del giusto formato, diverso dalla carta d’identità. Purtroppo non sto scherzando.

Lascia un commento