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Mi sarebbe piaciuto visitare la mostra “Dark Palette” che chiude oggi alla Pace Gallery di New York. Non solo perché mi piacciono molto le opere di Mark Rothko ma perché raccoglie dipinti dei suoi ultimi anni. Quando gli arancioni, i gialli ed i rossi iniziarono a lasciare posto ai colori più scuri.

Scrive Peter Schjeldahl sul New Yorker che la maggioranza delle opere dell’esposizione sono state dipinte


“dopo il 1957, quando Rothko abbandonò i gialli, i rossi splendenti, gli arancio e gli altri colori brillanti dei suoi lavori dei primi anni 50 in favore dei neri, dei borgogna, dei verdi scuro ed altre tonalità pesanti, e il 1969, l’anno precedente il suo suicidio all’età di 66 anni.”


Nulla potrà essere più semplificatorio che associare i colori dell’artista alla parabola dei suoi stati d’animo ma una rapida scorsa delle opere di Mark Rothko citate su wikiart ordinandole per data è comunque impressionante:

rothko3

E questi sono due quadri dell’ultimissimo periodo, l’anno prima della fine: Untitled (brown and grey) (1969) e Untitled (1969) .


rothko1969

4 commenti a “Mark Rothko: diventando nero”

  1. wilson dice:

    Se c’è un artista di cui non è possibile pubblicare le opere come fotografie, quello è Rothko

  2. Simone Galluzzi dice:

    Blue and grey, no gray

  3. Emanuele (l'altro) dice:

    86,9 milioni di dollari per un suo quadro.
    Dovrebbe avere decine di falsari

  4. Antonia dice:

    Per amor di precisione: il titolo dell’opera (e di altre della serie) riporta proprio “gray”, come è d’uso nell’inglese americano, quello di Rothko, e non “grey” come scrivono gli anglosassoni.

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